Louise-Michel > Gustave de Kervern, Benoît Delépine

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero22 (febbraio 2010), pag. 47

 

«Maintenant que nous savons
Que les riches sont des larrons,

Si notre père, notre mère
N’en peuvent purger la terre,

Nous, quand nous aurons grandi,
Nous en ferons du hachis»

Louise Michel | 1830-1905

 

Louise-Michel
regia: Gustave de Kervern, Benoît Delépine (Francia/2008)
recensione a cura di Roberto Rippa

In una regione della Francia settentrionale (la Picardie), un gruppo di operaie impiegate presso una piccola azienda tessile viene dapprima rassicurato sul mantenimento del posto di lavoro malgrado la crisi in corso per poi, appena all’indomani, scoprire che la fabbrica è stata vuotata di tutti i macchinari. La soluzione più logica, in una situazione come questa, sarà quella di investire i 20’000 Euro della liquidazione comune nell’assoldare un killer professionista che metta fine ai giorni del loro ex capo. Un’impresa non semplice in un mondo globalizzato e capitalista in cui ogni società, anche la più piccola, fa parte di un dedalo di proprietà. Ecco quindi Louise, una tra le operaie, e il killer sui generis Michel, capace di perdere la pistola per strada e di spacciare una scalcinata roulotte per un ufficio prestigioso, spostarsi dalla Francia al Belgio per arrivare fino all’isola di Jersey, noto paradiso fiscale, decisi a portare a termine l’intento.

Il film cita già dal titolo Louise Michel, militante anarchica e figura preminente della Commune, morta all’inizio dello scorso secolo. E di anarchia nel film della coppia Gustave Kervern e Benoît Delépine (già attori, autori di alcune trasmissioni satiriche di successo per Canal+ e registi di due film, Aaltra, 2004 – “road movie” in cui due vicini di casa, un operaio e un dirigente, rimangono vittime di un grave incidente a causa di un trattore, l’Aaltra del titolo – e Avida, 2006, storia del rapimento del cane di una miliardaria ad opera di un sordomuto e due dipendenti dalla ketamina) ce n’è non poca. Anarchia intesa come totale libertà nel racconto, sia chiaro, perché Louise-Michel è in realtà una favola grottesca che nei suoi frequenti cambi di registro non perde mai di vista i suoi obiettivi né tantomeno il ritmo. I registi e sceneggiatori, mentendo sapendo di mentire, affermano di non conoscere la tecnica del cinema ma sullo schermo questa affermazione viene facilmente smentita: nella storia nulla è causale né stonato, ciò che si suppone è altrettanto importante di quanto appare esplicito e i due personaggi principali (gli strepitosi Yolande Moreau e Bouli Lanners) sono raccontati con rispetto e capacità di cogliere le sfumature della loro diversità, tanto da rendere impossibile allo spettatore non provare costante empatia nei loro confronti.

Louise-Michel è un film astioso, irriverente, sovversivo, spessissimo esilarante e nel contempo sempre serissimo.

Da vedere assolutamente.

Prodotto da Mathieu Kassovitz, che compare fugacemente nel ruolo del proprietario della fabbrica.

 

Roberto Rippa


Louise-Michel
(Francia, 2008)
Regia, sceneggiatura: Gustave de Kervern, Benoît Delépine; Musiche: Gaëtan Roussel; Fotografia: Hugues Poulain; Montaggio: Stéphane Elmadjian; Interpreti principali: Yolande Moreau, Bouli Lanners, Benoît Poelvoorde, Albert Dupontel, Joseph Dahan, Mathieu Kassovitz, Agnès Aubé; Durata: 94’

Dopo avere sofferto di una distribuzione non troppo capillare, il film è ora disponibile in DVD su etichetta Fandango (distribuzione Cecchi Gori). Come contenuti extra, scene tagliate, intervista a Gustave Kervern, incontro con Ascanio Celestini. Lingue italiana e francese e sottotitoli in italiano per non udenti.

 

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