Florence Korea Film Fest 2010

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Ho woo shi jul (A Good Rain Knows) di Jin-ho Hur

Ho woo shi jul (A Good Rain Knows) di Hur Jin-ho

Firenze
12-20 marzo 2010

Dal 12 al 20 marzo si svolgerà a Firenze (Odeon Firenze, Ex3, biblioteca delle Oblate, Palazzo Strozzi) l’ottava edizione del Florence Korea Film Fest, la rassegna internazionale di cinematografia sud coreana. Il Festival è organizzato dall’associazione Taegukgi, diretta da Riccardo Gelli, ed è realizzato con il contributo di Regione Toscana, FST – Mediateca Toscana Film Commission, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, KOFIC – Korean Film Council, Ministero alla Cultura e Turismo della Repubblica di Corea (Corea del Sud), Samsung Electronics Italia, e con la collaborazione dell’ambasciata della Repubblica di Corea a Roma e del Jiff (Jeonju International Film Festival).

Il Festival comprende circa 30 film (gran parte dei quali prime visioni italiane ed europee) e si suddivide nelle seguenti sezioni.

Retrospettiva Hur Jin-ho – E’ un omaggio ad uno dei più celebri registi coreani, che sarà presente a Firenze e del quale verranno presentati tutti i suoi sei film (mai distribuiti in Italia), il cui genere è prevalentemente romantico-drammatico e nei quali il regista, come dice lui stesso, intende “raccontare storie che parlino delle persone, del modo in cui le loro emozioni nascono e mutano nella routine della vita quotidiana”. Il cinema di Hur Jin-ho rappresenta oggi una delle manifestazioni più importanti e originali della creatività formale e narrativa raggiunta nell’ultimo quindicennio dal cinema coreano, in quella che non a torto può essere considerata come una sua seconda «epoca d’oro» (la prima fu tra il 1953 e il 1969). I suoi film – il cui filo conduttore è rappresentato dal triangolo morte-tempo-memoria – sono un viatico privilegiato attraverso cui poter analizzare in che modo la classicità di una tradizione cinematografica intimamente pervasa dai rivolgimenti della storia nazionale si sia contaminata con il vissuto della Corea contemporanea.

K-Horror – E’ la sezione che proporrà sette film dell’orrore di vari autori, tra cui Park ki-hyung, presente al Festival, il primo regista che ha ambientato i film horror nelle scuole per denunciare il clima di violenza socio-fisico-psicologica che si respira in molti contesti adolescenziali coreani. L’horror è uno dei generi più redditizi in Corea del Sud, è suffragato da un’ampia critica cinematografica e, rispetto all’horror americano, presenta film più ‘impegnati’ e d’atmosfera. Nell’ambito della sezione sarà ospite d’onore del Festival il maestro del cinema horror Dario Argento, protagonista di una tavola rotonda moderata dai curatori del catalogo, i critici cinematografici Pier Maria Bocchi e Marco Luceri.

Orizzonti coreani – Sezione competitiva, presenterà sette capolavori della cinematografia coreana contemporanea. Tra questi l’anteprima italiana ‘Mother’ di Bon Joon-ho sulla misteriosa storia di una donna che vive sola con l’unico figlio, un giovane timido, asociale e disturbato che trascorre il tempo chiuso in casa e che un giorno sarà accusato di omicidio. Si tratta del quarto film del regista che lo riconferma come uno dei più grandi cineasti asiatici in attività. Di grande richiamo anche ‘Sunny’ di Lee Joon-ik, drammatico racconto sulla guerra in Vietnam e ‘My dear Enemy’ di Lee Yoon-ki, film sentimentale ispirato ad un racconto dello scrittore giapponese Azuko Taira.

Independent Korea – Anche questa sezione competitiva, offrirà al pubblico alcune delle migliori pellicole recenti di registi indipendenti, tra cui ‘Fly Penguin’ di Yim Soon-rye, un commovente spaccato della società contemporanea coreana e ‘Sister on the road’ di Bu Ji-young, un road-movie sorprendente che sposa il melodramma alla detective story.

Tra i fiori all’occhiello dell’ottava edizione del Festival ci sarà il concerto della celebre Pop Band coreana Loveholics (20 marzo, Ex3, viale Giannotti 81). La loro canzone ‘Shinkirou’ è stata usata come sigla di chiusura per i giapponesi anime Black Blood Brothers. Sono molto conosciuti anche per le colonne sonore di tanti film coreani e grazie ad esse hanno partecipato ai programmi televisivi coreani di Mbc e Kbs. Al termine del concerto si terrà il K-Party (Korean Film Party), notte di festa con contaminazioni sonore di DJ coreani e italiani. Tra questi c’è Bobby Kebab, affermato e giovane dj fiorentino.

L’inaugurazione del Festival (12 marzo, ore 21, Odeon Firenze) sarà affidata a “Take Off” (2009) di Kim Yong-hwa, pluripremiato film, uno dei più grandi successi del 2009 in Corea del sud con oltre otto milioni di spettatori. La pellicola è ispirata alla nazionale di ski jumping della Corea del Sud. Si tratta di un film sportivo che racconta la storia di un piccolo villaggio coreano che nel 1996 concorre per ottenere i giochi olimpici invernali del 2002. Per raggiungere questo scopo la federazione nazionale forma una squadra di ski jumping a cui da’ il compito di qualificarsi per le olimpiadi di Nagano del 1998. Prima della proiezione, alle 20 si terrà la cena coreana a Palazzo Strozzi (ingresso su invito).

La chiusura del Festival (20 marzo, Odeon Firenze) sarà affidata a “Thirst” (2009), il nuovo trionfo artistico di Park Chan-wook, premio della giuria al Festival di Cannes 2009. Adattando in chiave fantastica situazioni e tematiche di Therèse Raquin di Emile Zola, il regista piomba lo spettatore dritto al cuore d’interrogativi morali pregnanti, attraverso un’opera di grande suggestione visiva. Al centro della storia, un sacerdote cattolico che, offertosi volontario per la sperimentazione del vaccino contro un terribile virus, soccombe alla malattia, muore e risorge come vampiro…

“Da quest’anno abbiamo deciso di aggiungere la parola Florence all’appellativo ufficiale del Festival” – ha spiegato il direttore Riccardo Gelli – “per rendere omaggio alla città che ha dato i natali alla rassegna. In questo modo, vista la valenza internazionale del Festival, ci auguriamo di poter portare un pezzo di Firenze in Estremo Oriente, contribuendo a creare e fortificare un dialogo interculturale tra due mondi geograficamente lontani”.

(da cinemaitaliano.info)

Sito ufficiale

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+