Up in the Air > Jason Reitman

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Up in the Air01
Sei candidature agli Oscar (ma nessun premio); un regista come Jason Reitman (figlio di Ivan, autore di Ghostbusters e Stripes, un plotone di svitati, impegnato qui come produttore), celebrato grazie alla sopresa di Juno del 2007; un tema, quello dei licenziamenti a tappeto, attuale e scottante. Tutto, sulla carta, farebbe pensare a un piccolo gioiello di commedia/denuncia sociale. È quindi forte la delusione nel vedere Up in the airTra le nuvole, storia di un tagliatore di teste professionista che viaggia per gli USA licenziando il personale di altre aziende e che vive la sua attività con tanto distacco da arrivare a riproporlo nel suo privato. L’alchimia che doveva essersi creata tra il regista e Diablo Cody, sceneggiatrice della prova precedente, non viene qui ripetuta con lo sceneggiatore Sheldon Turner e viene da chiedersi come sia possibile che oggi un tema forte come quello dei licenziamenti causati dalla crisi economica (e dalla speculazione conseguente) venga posto in secondo piano in favore di una sciapa storiellina sentimentale.
Non giovano alla storia nemmeno gli interpreti: Clooney, indicato spesso come l’erede ideale di Cary Grant, ammicca tanto in mezz’ora quanto il suo illustre predecessore avrebbe fatto in venti film, mentre la coprotagonista Anna Kendrick offre giusto due espressioni. Si salva forse Vera Farmiga, che però non è per nulla aiutata da una sceneggiatura che lascia il suo personaggio privo di spessore.
Alla fine resta da chiedersi come mai molti giovani registi per raccontare nulla abbiamo bisogno di sempre più tempo, qui 109’.
Un film che a domande impegnative offre solo risposte conformiste.


Up in the Air (Tra le nuvole, USA, 2009)
Regia: Jason Reitman; Interpreti principali: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Amy Morton
109′

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