Il musical secondo Jacques Demy

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero21 (gennaio 2010), pp.28-29

 

"Les Parapluies de Cherbourg" et "Les Demoiselles de Rochefort".
Ovvero il musical secondo Jacques Demy.

di Monia Raffi

 

Una cittadina piovosa mai baciata dal sole, due amanti ed una guerra pronta a dividerli: ci sono tutte le condizioni per qualificare l’opera come un classico melò, se Jacques Demy, pur ricalcandone gli stilemi, non ne confutasse il senso in modo da dar vita ad una pellicola del tutto personale sia nelle tematiche che nello stile; suo esordio nella commedia musicale, Les Parapluies de Cherbourg segnerà la tradizione del musical europeo e in particolar modo di quello francese.

In una Cherbourg avvolta dalla nebbia ma colorata da tenui tinte pastello spiccano due amanti: Guy (Nino Castelnuovo) e Geneviève (Catherine Deneuve); i due giovani si amano alla follia tanto da volersi unire in matrimonio il prima possibile, anche contro il volere della madre di lei, ma Guy sarà costretto a partire per la Guerra d’Algeria e Geneviève scopertasi in stato interessante cederà alle lusinghe del ricco Roland.

La prima commedia musicale di Demy è un compendio di amore sventurato e musica: la pellicola copre un arco temporale di sei anni (1957-1962) ed è divisa, come in atti, in tre parti nelle quali si dispiega l’azione: “Le départ”, “l’absence”, “le retour”. Interamente cantato in ogni sua parte (non soltanto nei momenti salienti come di consueto accade per i musical) ma privo della parte coreografica Les Parapluies de Cherbourg non deve ingannare per la sua apparente aurea romantica: l’amore descritto da Demy affrontato senza il lirismo consueto e si sviluppa secondo le logiche dell’esistenza reale.

Il cineasta è quindi agli antipodi dell’amore cinematografico; se Truffaut affermava spesso che uno dei motivi che più amava nel fare cinema era proprio la possibilità che esso dava di tornare alla sfera dell’infanzia dove i sentimenti sono vissuti in maniera assoluta (ed in particolar modo l’amore), Demy ricrea nella pellicola il sentimento come si percepisce strettamente nella vita adulta e reale dando atto quindi alla “relatività” dei sentimenti, in ogni istante pronti a sfaldarsi e a ricostruirsi secondo ragioni che esulano il “rosa” del mondo cinematografico.

Se escludiamo quindi la parte iniziale dove Geneviève e Guy vivono il loro amore come una tenera coppia romantica, le altre parti si muovono secondo le logiche della vita vera dove ancor prima che vivere bisogna sopravvivere. Proprio questo sembra stonare (e in ciò la particolarità) con le musiche favoleggianti di Michel Legrand e con la fotografia che colora in tinte tenui gli abitanti e le case di Cherbourg. E’ la storia ad avvicinarci alla necessità, dove l’amore non si può vivere nelle tinte rosa dei grandi romanzi ma spesso è costretta ad essere nera come l’unico ombrello che, forse non a caso, è venduto nel negozio di Geneviéve.

Con Les Demoiselles de Rochefort, Demy affronta nuovamente il tema della commedia musicale, ma, a differenza della prima pellicola il film si presenta più leggero, venato da una pacatezza che sembra costantemente riflettersi anche nell’utilizzo della musica, e, specialmente, nel modo di colorare il quadro, nei toni “pastellosi” che illuminano, o meglio rende dire, ovattano la bella cittadina di Rochefort e i suoi abitanti. E’ la naturalezza il ritornello con cui si vive l’amore scoperto, ritrovato o perduto.

Al centro della storia vi sono due sorelle gemelle: Delphine, insegnante di danza e Solange, compositrice, rispettivamente interpretate da Catherine Deneuve e Françoise Dorléac -sorelle anche fuori dal set- che sognano di trovare l’uomo ideale e di trasferirsi a Parigi per avere l’opportunità di una vita più movimentata rispetto a quella offerta da Rochefort. Altra protagonista è la madre delle due gemelle, proprietaria di café nel centro cittadino, dove avrà l’occasione di realizzare svariati incontri, tra i quali, quello con un marinaio artista e poeta che come le sue figlie sogna la donna ideale, già dipinta in un quadro, la quale somiglia in modo impressionante a Delphine. Tra le vicende delle tre donne s’ intreccia anche quella di Monsieur Dame (Michel Piccoli) un misterioso signore proprietario di un negozio di musica che si è appena trasferito a Rochefort, al fine di ritrovare l’amore perduto dieci anni prima a causa del proprio nome.

Il secondo musical di Demy s’ inserisce nella scia de Les Parapluis de Cherbourg e al contempo se ne distacca per il buon umore, immergendosi così nel clima di spensieratezza “pop” degli anni ’60 non ancora toccati dal Maggio e lontani dal cinema qualunquisticamente definito “impegnato” che nel periodo stava assumendo sempre più rilievo nella produzione dei “colleghi” della Nouvelle Vague.

Nella pellicola si ritrova semmai la tradizione del musical americano nella scelta della spettacolarizzazione, in particolar modo nelle coreografie e nei motivetti orecchiabili cantati dai protagonisti, nonché nel chiaro omaggio alla figura di Gene Kelly (che nella pellicola presta il volto a Andy Miller) indimenticato protagonista del genere.

Tuttavia l’anima stessa della pellicola rimane, come giusto che sia, permeata da un gusto tutto europeo per l’intimità che essa è capace di creare, dove la commedia musicale è intrecciata a quella sentimentale e vuole prima di tutto trasportarci in un’atmosfera sognante.

Ad influenzare questo clima, incide non poco la scelta della fotografia e dei giochi cromatici presenti nel maquillage dei protagonisti e della città, in grado di rendere l’atmosfera profondamente favoleggiante. Ipnotizzato, poi, dalle note di Michel Legrand, spesso molto simili tra loro, lo spettatore sedotto precipita su una nuvola, come sembra simboleggiare la splendida chiusura a iride di un azzurro cielo, dove a dominare è un clima di spensieratezza, che, grazie al favoloso tocco di Jacquot de Nantes ha però la profondità che solo l’autentica felicità sa avere.

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Les Parapluies de Cherbourg
Regia: Jacques Demy; Sceneggiatura; Jacques Demy; Interpreti Principali: Catherine Deneuve, Nino Castelnuovo, Anne Vernon; Fotografia: Jean Rabier; Musiche: Michel Legrand; Paese: Francia; Anno: 1964; Durata: 91’.

Les Demoiselles de Rochefort (Titolo italiano: Josephine)
Regia: Jacques Demy; Sceneggiatura: Jacques Demy; Interpreti Principali: Catherine Deneuve, Françoise Dorléac, George Chakiris, Michel Piccoli, Gene Kelly; Fotografia: Ghislain Cloquet; Musiche: Michel Legrand; Paese: Francia; Anno: 1967; Durata: 120’.

 

Les Parapluies de Cherbourg (1964)

Les Demoiselles de Rochefort (1967)

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