Nicholas Ray

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Emanuela Martini (a cura di)
NICHOLAS RAY
Il Castoro | 27° TFF

«Mi interessano la storia e i personaggi. La macchina da presa è uno strumento magnifico, perché il suo potere equivale per me all’introspezione dello scrittore, e lo scorrere della pellicola nella macchina da presa rappresenta ai miei occhi il filo del pensiero dello scrittore. Ma se il personaggio sul quale lavoro non ha niente di fotogenico, la macchina da presa diventa un oggetto inutile; allora non si fa che giocare con il trenino elettrico più costoso del mondo.» Nicholas Ray

Fu uno degli autori che reinventarono il cinema americano, con ingegno e fatica, nel decennio più difficile della storia di Hollywood, quegli anni Cinquanta che segnarono la fine del cinema classico e del sistema degli studios, fiaccati dalla concorrenza della televisione: Raymond Nicholas Kienzle (che cambiò il proprio cognome in Ray durante la Seconda guerra mondiale), classe 1901, enfant prodige appassionato di radio, cinema, teatro, musica, letteratura, studente di architettura con Frank Lloyd Wright, amico di Elia Kazan e Joseph Losey, collaboratore in teatro di Bertolt Brecht e soprattutto, dalla fine degli anni Quaranta, regista cinematografico. Amava i generi, noir, thriller, mélo, e li rinnovò radicalmente; si entusiasmò per le sterminate prospettive offerte dal cinemascope e sapeva mescolare con istinto pittorico i rossi, violetti, arancioni; divenne famoso con un falso western, Johnny Guitar, e famosissimo con Gioventù bruciata, con James Dean. Ray fu, come i suoi protagonisti, un “ribelle senza causa”, per sempre giovane e sempre all’instancabile ricerca di un mondo migliore. Negli ultimi due decenni della sua vita, vagò tra Europa e America e, alla fine, lasciò che Wim Wenders riprendesse la sua morte. Grande regista fino all’ultimo, spirito inquieto fino all’ultimo.
Con 110 foto b/n e colore.
Il volume è edito da Il Castoro in collaborazione con il 27° Torino Film Festival, che ha dedicato a Nicholas Ray un’importante retrospettiva

PUBBLICAZIONE novembre 2009
PAGINE 216
ISBN 9788880335177
PREZZO DI COPERTINA: 26 euro
COMPRA ONLINE

Emanuela Martini è stata direttrice di «Film TV» e codirettrice del Bergamo Film Meeting. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Il lungo addio. L’America di Robert Altman (Lindau, 2000), Ombre che camminano. Shakespeare nel cinema (Lindau, 1998), Storia del cinema inglese. 1930-1990 (Marsilio, 1991). Per il Castoro ha pubblicato la monografia dedicata a Gianni Amelio oltre ad essere la curatrice di diversi volumi monografici del Torino Film Festival a partire dal 2007, di cui è attualmente coordinatrice generale.

 

[Fonte: http://www.castoro-on-line.it]

 

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