Tano da morire > Roberta Torre

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27 ottobre 1988. Il boss palerminato Tano Guarrasi viene ucciso da un killer nella sua macelleria alla Vuccirìa. Con la sua morte si spezza il morboso legame che univa l’uomo d’onore alla sorella Franca, una donna che fino a quel momento aveva vissuto praticamente all’ombra del potente mafioso. Due anni dopo l’attentato, e ormai libera da ogni condizionamento, Franca accetta di sposare Gaspare, ma anche nel giorno del suo matrimonio, la gelosia diTano si scatenerà provocando l’ennesima assurda tragedia.

 

Recensione

Quando venne presentato alla Settimana della Critica del Festival di Venezia nel 1997, tutti valutarono molto positivamente questa opera prima dell’allora sconosciuta Roberta Torre e infatti il film ebbe un buon successo al botteghino e divenne a suo modo un piccolo cult, poi però, il fenomeno venne piuttosto ridimensionato a causa dell’esaurimento di qualche sterile polemica forse montata ad arte e per questo di Tano da Morire non se ne è più parlato per quasi una decade.
Ora che è tornato a circolare grazie al DVD, questo vitalissimo film in cui i cinefili più attenti troveranno guizzi degni del Kusturica di Gatto Nero Gatto Bianco, o dell’Amodovar di Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, può essere finalmente riscoperto e valutato per il suo effettivo valore. L’idea di mettere in scena un musical sulla mafia partendo da un vero fatto di sangue, lasciarlo comporre ad un musicista in declino come era allora Nino D’angelo, e affidarlo alla recitazione di attori presi dalla strada, rischiava di essere bruciata sul tavolo di qualsiasi produttore, invece alla fine questo bizzarro progetto è venuto alla luce e con una qualità davvero sorprendente considerando l’esiguo budget di partenza e le numerose insidie seminate nel percorso. Se non fosse stato sorretto dalle continue invenzioni della Torre e dalle straordinarie musiche di D’Angelo, non c’è dubbio che Tano da morire sarebbe passato alla storia come uno dei prodotti più trash mai prodotti dal nostro cinema, invece oggi abbiamo tra le mani un’opera di difficile definizione ma capace di attirare l’attenzione di un pubblico molto più variegato di quanto possa sembrare a prima vista.
Narrativamente c’è da dire che il film è piuttosto slegato ma è un effetto ricercato perché la storia che intreccia mito, superstizione e miseria, si può ricomporre solo attraverso tanti singoli quadri in cui la regista sperimenta le più disparate soluzioni visive e alterna con naturalezza svariati linguaggi, come quello del documentario, del reportage giornalistico, della fiction o del musical teatrale. Molto marcata è anche l’impronta pop che si manifesta chiaramente con giochi di luci, l’utilizzo di fondali coloratissimi e volutamente kitsch, i costumi in stile anni settanta, cambi di scena con effetti a spirale, l’impiego di illuminazioni al neon sospese in set in cui vediamo solo il letto dove riposa il defunto Tano, teschi dagli occhi illuminati che ballano sullo schermo, accellerazioni e deformazioni dell’immagine, flashback in bianco e nero con personaggi che per essere compresi hanno bisogno di un’opportuna sottotitolazione.
Se Roberta Torre ce la mette tutta riuscendo nello scopo di non ripetere per due volte la stessa trovata, anche sul fronte musicale le sorprese non mancano. Tano da Morire non sarebbe stato lo stesso senza l’apporto di un Nino D’Angelo che sfodera in questo film doti da compositore di razza (vincerà anche il David di Donatello) spaziando dalla tradizionale canzone melodica (Sposa Bugiarda) alla disco music (Simme ‘a mafia), dal rap (O rap ‘e Tano) al samba (Samba delle mogli), dalla tecno (Musica Tecno) al Rock’n’Roll (Rock figlia mia). Indimenticabile è soprattutto la Tammuriata “spioni”, unico pezzo cantato dallo stesso autore e che nel film accompagna una drammatica carrellata su impassibili volti di pentiti. Sorprende comunque un po’ che in questa storia ambientata a Palermo tutte le canzoni sono cantate in dialetto napoletano (sicuramente più musicale) ma anche questa eccentricità ci conferma come la sceneggiata e la musica di Napoli facciano ormai parte della multiforme cultura popolare siciliana.
Tra le varie imperdibili scene in cui la Torre spoglia di retorica l’argomento mafia focalizzando l’attenzione sulla dimensione più grottesca e quotidiana del mondo degli uomini d’onore e delle donne destinate a condividerne la sorte (siano esse madri, mogli, amanti o figlie), segnaliamo quella dell’omicidio del protagonista presentato attraverso molti punti di vista (compreso quello di Tano), e la sequenza dell’affiliazione a Cosa Nostra in cui i picciotti in versione Village People ballano, ammiccano e naturalmente si baciano come di rito ma con un trasporto a dir poco sospetto.
Non perdete i titoli di coda in cui è possibile scoprire il vero lavoro degli attori del film.
Prima di realizzare Tano da Morire, già nel 1995 Roberta Torre si era occupata della storia del Boss di Passo di Rigano realizzando il cortometraggio Appunti per un film su Tano, un lavoro che i più curiosi troveranno tra gli extra del dvd della San Paolo.
Nino D’Angelo aveva già incrociato precedentemente la strada della Torre prestandosi a recitare la parte di se stesso nel documentario La vita a volo d’Angelo.
Buon lavoro di Ciprì nelle vesti di direttore della fotografia.

 

Francesco Moriconi

 

 

Tano da morire

Anno: 1997 / Durata: 75′ / Regia: Roberta Torre / Sceneggiatura: Roberta Torre (soggetto e sceneggiatura), Gianluca Sodaro (sceneggiatura), Enzo Paglino (sceneggiatura) / Interpreti: Ciccio Guarino, Enzo Paglino, Mimma De Rosalia, Maria Aliotta, Anna M. Confalone, Pasquale Tranchina, Lina Santoro, Eleonora Teriaca, Filippo Teriaca, Francesca Di Cesare, Lorenzo di Rosa, Vincenzo di Lorenzo, Adele Aliotta / Fotografia: Daniele Ciprì / Musiche: Nino D’Angelo / Produzione: Donatella Palermo e Loes Kamsteeg per A.S.P.

 

DVD
Produzione: San Paolo
Distribuzione: Fox
Codice Area: 2
Visto Censura: Film per tutti
Tipo DVD: 9 – Singolo lato, doppio strato
Audio: Italiano dolby digital 5.1, Italiano 2.0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Formato Video: 1,66:1
Extra: Cortometraggio “Appunti per un film su Tano”
Note: Qualità audio video passabile. Da vedere il documentario da cui si è sviluppato il musical.

 

 

 

 

 

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