Milano: Omaggio alla Cineteca svizzera di Losanna

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Reise der Hoffnung di Xavier Koller

Reise der Hoffnung di Xavier Koller

26-30 maggio 2010
Cineteca Milano – Spazio Oberdan

Una rassegna-omaggio alla Cineteca Svizzera di Losanna per rilanciare la collaborazione con uno dei più importanti archivi del mondo e che ci auguriamo possa continuare a dare frutti in futuro. Per il programma che qui presentiamo, si è scelto, in accordo con il neodirettore Frédéric Maire, di orientarci su titoli conservati presso la Cineteca svizzera che in modi e tempi diversi hanno affrontato il tema della frontiera, dell’emigrazione e dell’integrazione fra i cittadini dei rispettivi paese. Perché da sempre Italia e Svizzera sono due nazioni legate a doppio filo, caratterizzate da una prossimità sociale e culturale che, sebbene a volte problematica, non ha mai cessato di esistere, e accomunate, almeno per quel che riguarda il Canton Ticino, da identità linguistica. Per dar conto della ricchezza e della varietà dell’archivio di Losanna, la rassegna prevede lungometraggi, documentari, corto e mediometraggi che, a parte Pane e cioccolata, Brucio nel vento e Fuori dalle corde, sono tutti inediti nel nostro paese e mai programmati a Spazio Oberdan. Fra gli altri, segnaliamo fin d’ora Il viaggio della speranza (X. Koller), premio Oscar come miglior film straniero 1991, Il fabbricasvizzeri (Rolf Lissy, 1978), uno dei maggiori successi di sempre in territorio elvetico, Dove la terra gela (M. Soudani), premio del cinema svizzero 1998 per il miglior film di finzione. E ancora assolutamente degne di nota sono le opere di maestri come Villi Herman (San Gottardo, 1977, Premio speciale della giuria a Cannes e Pardo d’argento al Festival di Locarno) e Alain Tanner (Gli uomini del porto, 1995), e il lungometraggio muto Borderline (Kenneth Macpherson, 1930), rarissimo e prezioso esempio di avanguardia cinematografica che sarà presentato in edizione restaurata. Ad arricchire la proposta, il programma prevede anche una breve selezione (1945 – 1970) di Cinergionali svizzeri. Questo mezzo di informazione, nato in Svizzera nel 1923 con gran successo di pubblico, interrotto nel 1930 per la forte concorrenza delle “attualità” internazionali sonore, ripreso nel 1939 e definitivamente abbandonato nel 1975 con l’affermarsi dei telegiornali, è stato una vera e propria scuola per molti registi e montatori elvetici, ma continua a essere una fonte inesauribile di documenti ed informazioni sulla storia del paese.

Me. 26 maggio (19.00)

Siamo italiani
R.: Alexander J. Sailer. Sc.: Alexander J. Sailer, Rob Gnant, June Kovach. Svizzera, 1964, b/n, 75’, doc.
Il film mostra la discriminazione che la comunità di lavoratori immigrati italiani in Svizzera (circa 500 mila all’epoca), considerati cittadini di seconda categoria, subì in quegli anni. L’opera, accolta alla sua uscita nelle sale con aspre polemiche, è considerata oggi un classico del cinema documentaristico elvetico e Alexander J. Seiler uno dei fondatori del “Nuovo cinema svizzero”.

Me. 26 maggio (21.00)
Do. 30 maggio (10.30)

Pane e cioccolata
R.: Franco Brusati. Sc.: Franco Brusati, Jaia Fiastri, Nino Manfredi. Int.: Nino Manfredi, Anna Karina, Johnny Dorelli, Paolo Turco, Ugo D’Alessio, Tano Cimarosa. Italia, 1973, col., 115’.
L’immigrato italiano Nino Garofoli lavora in Svizzera come cameriere stagionale. Sogna di essere assunto e di portare a vivere lì la sua famiglia, ma perde il posto. Condannato ad abbandonare il Paese, Nino non si arrende: rifugiatosi in casa di Elena, profuga greca legata a un funzionario di polizia, riesce a farsi assumere da un industriale italiano trasferitosi in Svizzera per questioni fiscali. Ma la mattina del suo primo giorno di servizio scopre che l’industriale, persi affetti e denaro, si è suicidato.

Scènes de notre histoire (Scene della nostra storia)
R.: Charles Blanc-Gatti. Svizzera, 1940, 4’.

Les Diablerets (I diavoletti)
R.: Charles Blanc-Gatti. Svizzera, 1939, 4’34’’, animaz.
Artista losannese soprannominato il “pittore dei suoni”, Charles Blanc-Gatti partecipò al movimento dei pittori “musicalistes” nato all’inizio del ventesimo secolo, il cui scopo era quello di ricreare l’emozione musicale nella pittura, adottandone la visione ritmica. Nel 1938 l’artista fondò a Montreux lo studio di film d’animazione Montreux Colorfilm che produsse diversi cortometraggi, principalmente commerciali (pubblicità, film turistici). Nel 1939 Blanc-Gatti presentò il suo filmChromophony; qualche anno dopo Walt Disney, negando qualsiasi fonte di ispirazione, presenterà Fantasia (1946), nel quale si ritrova una sequenza del tutto simile all’opera dell’artista svizzero.
Prima della proiezione di mercoledì 26 maggio, incontro con Frédéric Maire, Direttore della Cineteca Svizzera di Losanna.

Gio. 27 maggio (19.00)
Do. 30 maggio (15.00)

San Gottardo
R. e sc.: Villi Hermann. Int.: Hans-Dieter Zeidler, Maurice Aufair, Didier Flamand, Roger Jendly, Ingold Wildenauer, Mathias Gnädinger, Dimitri, Giairo Daghini, Edgar Devalle, Antonio Lofaro, Michèle Gleizer, Michel Cassagne, Compagnia del Collettivo di Parma. Svizz./Ger., 1977, 90’, v.o. sott. ital.
Il film mette in parallelo i due grandi trafori del massiccio del San Gottardo: lo scavo della galleria ferroviaria (1872-1882) e lo scavo del tunnel autostradale (1969-1976). Opera sull’emigrazione e sullo spostamento delle forze lavoratrici, mette in luce fatti storici come la quotidianità della vita degli emigranti e avvenimenti come lo sciopero degli operai del San Gottardo (1875), violentemente represso dalla milizia svizzera. San Gottardo si articola su due livelli narrativi: il primo è una ricostruzione storica degli avvenimenti del primo traforo; il secondo, tocca direttamente la realtà recente del traforo autostradale. Presentato a Cannes nel 1977, vinse lo stesso anno il Premio speciale della giuria e il Pardo d’argento al Festival di Locarno.
Cinegiornale n. 251: Alla fine della guerra in Italia (8’)

Ve. 28 maggio (19.00)

Lo stagionale
R. e sc.: Alvaro Bizzarri. Int.: Rolando Mion, Roberto Frisulli, Giacomo Paronitti, la famiglia Solimeo, Salvatore Calandra, Luciano Florentini, Jean Geiser, Paola Delucia. Svizzera, 1971, b/n, 50’.
Svizzera, inizio anni ‘70: la politica in materia di immigrazione è al centro del dibattito politico e sociale. Alvaro Bizzarri, semplice operaio italiano, con i mezzi del cinema amatoriale decide di illustrare la sua condizione e quella di altre centinaia di migliaia di emigrati. Senza conoscere il mestiere e senza risorse, trova l’energia necessaria per motivare i suoi amici e consacrare tutto il suo tempo libero in un’avventura impegnativa: la creazione di un film. Lo stagionale racconta la storia di Giuseppe che, in seguito alla morte della moglie, deve prendere con sé in Svizzera – dove lavora come stagionale – il figlio. Ma lo statuto di stagionale vieta al figlio di rimanere con il padre e le autorità gli negano il permesso di soggiorno. Il ragazzo, in attesa dell’espulsione, è così costretto a vivere chiuso in casa, aspettando il ritorno del padre dal lavoro.

Braccia si, uomini no
R.: Peter Ammann, René Burri. Sc.: Peter Ammann. Svizz./Italia, 1970, col., 50’, doc.
Il 7 giungo 1970 il popolo svizzero è chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa “Schwarzenbach”, il cui obiettivo è quello di ridurre la popolazione straniera nel paese. Tra la fine di aprile e il giorno dello scrutinio, gli autori documentano i momenti forti di una campagna impregnata di nazionalismo e xenofobia, intervistando cittadini e lavoratori stagionali, studenti, immigrati, politici. Il film mostra le condizioni di vita degli stranieri, in particolare italiani, nella Svizzera della fine degli anni ’60, ponendosi il problema dell’integrazione. Con il 46% di voti favorevoli, l’iniziativa non passò per un soffio.

Ve. 28 maggio (21.30)

Borderline
R.: Kenneth Macpherson. Int.: Paul Robeson, Eslanda Robeson, Helga Doorn, Gavin Arthur, Charlotte Arthur, Robert Herring, Blanche Lewin. Svizzera, 1930, 60’, muto.
Quarto e ultimo film girato da Kenneth Macpherson – fondatore della rivista bilingue Close-up – nei dintorni di Montreux, considerato come esempio tardivo del cinema muto di avanguardia. Interpretato da un gruppo di amici dell’autore, la maggior parte animatori della rivista, tra cui il celebre cantante nero Paul Robeson e la scrittrice Hilda Doolitle (sotto pseudonimo di Helga Doorn, amica di Freud e Ezra Pound), il film costituisce una sintesi notevole delle ricerche formali dell’avanguardia europea della fine del cinema muto. Riflessione sull’intolleranza e il razzismo, racconta il malessere creato dalla presenza di una coppia di colore in una comunità bianca. La scelta di un interprete principale di colore, laddove pochi anni prima Hollywood fa interpretare Il cantante di jazz a un attore bianco (Al Jolson, truccato da Afro- Americano), è un coraggioso atto politico.
Accompagnamento dal vivo al pianoforte di Antonio Zambrini.

Sa. 29 maggio (15.00)

Brucio nel vento
R.: Silvio Soldini. Sc.: S. Soldini, Doriana Leondeff. Int.: Ivan Franek, B. Lukešová, C. Götz, C. Baehr, C. Pallas, P. Forman. Italia/ Svizz., 2002, col., 118’, ver. or. ceca e francese., sott. ital.
Tobias vive da anni in Svizzera, fuggito dal paese natale perché convinto di aver ucciso il padre naturale. Sopravvive facendo l’operaio, ma la sua ambizione è scrivere. In tutte le donne cerca Line, la figlia del suo stesso padre amata in gioventù. E un giorno la incontra. Lei, sposata e madre di una bambina, non lo riconosce, ma gli svela che il loro padre non è morto. Tobias finirà per conquistarla e ricominciare con lei una nuova vita.

Sa. 29 maggio (17.00)

Waalo fendo – Là où la terre gèle (Dove la terra gela)
R.: Mohammed Soudani. Sc.: Saidou Moussa Ba, da un’idea di M. Soudani. Int.: Saidou Moussa Ba, Bara N’Gom, Souleymane Ndiaye. Svizzera, 1997, col., 67’, v.o. sott. ital.
Storia di Yaro, giovane senegalese immigrato in Italia con il sogno dell’Occidente. Due anni dopo, il fratello minore, Demba, lo raggiunge a Milano. Tra finzione e documentario, il film descrive il mondo degli extra-comunitari in cui africani, magrebini e altri stranieri coabitano e lottano tra loro e contro tutti per assicurarsi la sopravvivenza quotidiana. Girato tra Milano, la Sicilia e il Senegal, il film vinse il primo Premio del cinema svizzero – costituito nel 1998 – per il miglior film di finzione.

Cinegiornale n. 985.1: Alloggi per lavoratori stranieri (2’).

Cinegiornale n. 1102.3: Lavoratori stranieri sotto un altro aspetto (1’39’’).
Cinegiornale n. 1118.3: Lavoratori stranieri (51’’).
Cinegiornale n 1398.2: Le condizioni di vita dei lavoratori
stranieri (1’46’’).

Sa 29 maggio (19.00)

Les Hommes du port (Gli uomini del porto)
R.: Alain Tanner. Svizz./Fr., 1995, col., 65’, doc., v.o. sott. ital.
Nuovo documentario cinematografico girato da Tanner dopo Les Apprentis (1964), il film è uno sguardo estremamente personale del cineasta sul porto di Genova. L’inizio del film rivela il passaggio di Tanner nella città portuale nel 1947, quando aveva 17 anni. Tra ritratto e lavoro sulla memoria, passato e presente, l’opera permette al cineasta di riprendere contatto con la città e con la realtà dei lavoratori portuali, di cui ritraccia la storia attraverso le sorti della “Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie”.

Schwarzenbach
R.: Luc Yersin. Svizzera, 1970, 33’, doc., v.o. francese con commento in italiano.
Un breve film militante di Luc Yersin, apprezzatissimo sound designer di molti registi svizzeri, contro l’inizativa “Schwarzenbach“. Le sequenze che illustrano il quotidiano degli immigrati italiani sono intervellate da interviste al “popolo elvetico“: funzionari, giornalisti, cittadini, giovani militanti di destra che si esprimono apertamente contro gli stranieri perchè troppi, sporchi, diversi. Il film termina con una manifestazione di lavoratori immigrati.

Sa. 29 maggio (21.30)

Reise der Hoffnung (Il viaggio della speranza)
R.: Xavier Koller. Sc.: X. Koller, Feride Cicekoglu. Int.: Necmettin Cobanoglu, Nur Sürer, Emin Sivas, Erdinc Akbas, Yaman Okay, Yasar Güner, Hüseyin Mete, Yaman Turcan. Svizz./Ger./UK/Italia, 1990, col., 110’, v.o. sott. ital.
Per fuggire a una situazione di estrema povertà, una coppia di contadini turchi abbandona il villaggio di montagna in cui vive, tentando di raggiungere illegalmente la Svizzera con il figlio di sette anni. Il film racconta il loro drammatico viaggio, guidato dalla speranza di una vita migliore.
Pardo di bronzo a Locarno nel 1990, vinse l’Oscar per il miglior film straniero l’anno dopo.

Do. 30 maggio (19.00)

Die Shweizermacher (Il fabbricasvizzeri)
R.: Rolf Lissy. Sc.: Rolf Lissy, Christa Maerker, Georg Janett, Martin Shassman, Pierre Lachat. Int.: Walo Lüönd, Emil Steinberger, Beatrice Kessler, Wolfgang Stendar, Hilde Ziegler, Claudio Caramaschi, Silvia Jost. Svizzera, 1978, col., 107’, v.o. sott. ital.
Max Bodmer e il suo assistente Moritz Fischer, funzionari della polizia di Zurigo, sono incaricati di esaminare il quotidiano e i comportamenti dei candidati alla naturalizzazione svizzera. Al rigore di Bodmer che segue il regolamento alla lettera, si oppone il malessere di Fischer, innamorato di una “richiedente”. Commedia satirica sull’integrazione ‘forzata’ nella Svizzera degli anni ’70, rimane uno dei più grandi successi commerciali del paese, il più visto sino a Titanic.

Do. 30 maggio (21.15)

Fuori dalle corde
R.: Fulvio Bernasconi. Sc.: Fulvio Bernasconi, Vincenza Consoli. Int.: Michele Venitucci, Maya Sansa, Juan Pablo Olgade, Vilim Matula, Mauro Serio, Claudio Misculin. Svizz./Italia, 2007, col., 86’.
Michele “Mike” Lo Russo, giovane pugile italiano, viene trasferito ad Amburgo, dove lo aspetta una carriera piena di promesse. Tutto sembra andare per il meglio fino al giorno in cui Lo russo perde un combattimento e il suo manager decide di non rinnovargli il contratto. Mike si lascia allora sedurre dal mondo senza regole degli incontri di boxe clandestini, comincia a vincere e a guadagnare bene, ma presto si rende conto che non è quello l’universo al quale vuole appartenere, e che uscirne è più difficile di quanto si aspettasse.

Proiezioni
Spazio Oberdan – Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Area Metropolis 2.0 – Via Oslavia 8, Paderno Dugnano
tel 02.87242114; 02.77406316

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