DigiMag 55 – giugno 2010

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

 

http://www.digicult.it/digimag

 

APPROFONDIMENTO

L’eutanasia del sapere

Il significato della recente “manovra anticrisi” del Governo Italiano è evidente: si taglia la ricerca pubblica e la cultura che la classe dirigente politica Italiana non ha mai ritenuto fattore di sviluppo. Parallelamente, si porta avanti una distruttiva “riforma“ dell’Università che la trasformerà in feudo di politicanti e baroni, negando nei fatti la libertà di insegnamento e il diritto allo studio.

Le indiscrezioni sulla "manovra", diffuse in questi giorni dagli organi di stampa, suscitano particolare preoccupazione per l’intervento che si profila su molti enti pubblici di ricerca tra i quali ISFOL, IAS, ISAE, ISPESL, dei quali sembra prevista la soppressione. Il decreto anticrisi imbavaglia la ricerca pubblica procurando cosi un gravissimo danno al Paese. Si prevede la cancellazione di alcuni enti di ricerca le cui attività hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della conoscenza, in ambito sia economico che sociale. A fronte di un discutibile risparmio di denaro derivante da una simile operazione, ci si priverebbe di quegli strumenti di conoscenza e supporto tecnico alle politiche, fondamentali per il sostegno delle persone, proprio in un periodo di grave crisi come quello attuale.

L’impatto della “manovra anticrisi” sul nostro futuro è quindi evidente: azzittisce una voce libera, autorevole e indipendente che, proprio nel momento più acuto della crisi economica internazionale, potrebbe aiutare a risollevare le sorti del Paese, raccontando cosa succede.

Ma la manovra finanziaria, come sappiamo, colpisce anche la cultura, ancora una volta del resto: sono 232 gli istituti, enti e fondazioni culturali che non riceveranno più i fondi statali e rischieranno concretamente la chiusura, poiché la maggior parte di questi dipendono, per la loro sopravvivenza, dalle sovvenzioni governative.

La miopia, di cui sembra ormai cronicamente affetto questo Governo, si ostina a non comprendere o, per meglio dire, non voler comprendere, che le strategie da adottare per risollevare il Paese e uscire dalla crisi non dovrebbero in nessun modo compromettere gli investimenti in formazione, ricerca e sviluppo. Operare indebolendo la conoscenza è un’operazione che scatenerà conseguenze devastanti sul nostro presente, ma ancora più sul nostro futuro. In una situazione di crisi è, infatti, essenziale scommettere proprio sul futuro, investendo, quindi, in istruzione, ricerca e nuove tecnologie. La manovra che il Governo sta varando compromette in maniera irreversibile questa possibilità.

In Italia, rispetto ad altre economie avanzate, i finanziamenti statali per ricerca e sviluppo attualmente risultano essere irrisori: nel nostro Paese al 2009 soltanto 1,18% del Pil è stato destinato alla ricerca, (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/statistics/search_database) negli Stati Uniti tale quota sale 2,8% e in Germania è pari al 2,63%. Ridurre ancor più tale spesa significa di fatto eliminarla. Come noto, l’Italia, da almeno 10 anni, non sta di fatto più crescendo: significa che il nostro paese si sta “reggendo” a galla, non producendo più ricchezza. Ciò probabilmente dipende da un orientamento sbagliato degli investimenti. Il nostro Paese continua ostinatamente a puntare tutto su “carte” perdenti: gli investimenti finanziari.

Non produrre ricchezza vuol dire non ridistribuirla, generando l’impoverimento delle persone non solo da un punto di vista monetario ma anche culturale. Il fatto che in Italia ormai da tempo non si produca ricchezza non è imputabile a fattori casuali o crisi generalizzate. Si tratta invece di una scelta ben definita, di un riflesso delle caratteristiche del nostro sistema: il nostro tessuto imprenditoriale è composto principalmente da imprese che non investono in nuove tecnologie ma competono sulla riduzione del costo del lavoro piuttosto che sull’innovazione.

Questo modello di sviluppo è perdente, dato che le economie emergenti stanno investendo in sviluppo di tecnologie avanzate. Non è un caso se la Germania sia uno dei paesi più competitivi sul mercato: i tedeschi non hanno un costo del lavoro inferiore rispetto al nostro, ma hanno un apparato di ricerca, sia pubblica che privata, enormemente superiore al nostro e investono da anni nell’innovazione tecnologica, che è il motore della crescita e della ricchezza dei sistemi industriali avanzati.

Eliminare gli enti di ricerca pubblici vuol dire non permettere alle persone di conoscere, sapere e agire di conseguenza. Vuol dire non orientare le politiche sociali, vuol dire far procedere un paese alla cieca. Se la manovra anti crisi venisse approvata così come si configura ad oggi, da questa crisi verrà fuori un’Italia più ignorante, povera e con un sistema produttivo sottosviluppato: in bocca al lupo!
 

Valentina Gualtieri e l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori
 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
 

ARTICOLI:

RADIOGRAFIA DELLA MATERIA. INTERVISTA A HERMAN KOLGEN
leggi l’articolo – di Enrico Pitozzi

DEEP AMBIGUITY. CONVERSAZIONE CON BEN HOUGE
leggi l’articolo – di Robin Peckham

SCIENCE AND MIND. L’INTERACTION DESIGN DI MIKAEL METTHEY
leggi l’articolo – di Henriette Vittadini

CHORA PLATONICA E MATRICE NUMERICA
leggi l’articolo di Eugenia Fratzeskou

VJING PER LUCI E COLORI. LO SKETCH PROJECTOR DI SHANTELL MARTIN
leggi l’articolo – di Silvia Bianchi

IL CENTRO IMAL. CULTURA E TECNOLOGIA NEL CUORE D’EUROPA
leggi l’articolo – di Silvia Bertolotti

VERBO: TRA GRAFFITI E DIGITALE. PLOTTERFLUX, VIDEOINCURSIONI E MAPPING
leggi l’articolo – di Claudio Musso

ATHANASIUS KIRCHER. L’ARCA MUSARITHMICA E VARI CONGEGNI SONORI
leggi l’articolo – di Claudia Maina

NUEUE MUSIK A MILANO. LA MEMORIA DELLO STUDIO DI FONOLOGIA RAI
leggi l’articolo – di Matteo Milani

I SOCIAL NETWORK EQUOSOLIDALI. SOLIDARIETA’ COME ELEMENTO CHIAVE
leggi l’articolo – di Luigi Ghezzi

QUANDO L’ARCHIVIO DIVENTA ARTE. MEGALOOP: I TRENT’ANNI DEL TAM
leggi l’articolo – di Annamaria Monteverdi

UN FILM SULLA RIVOLUZIONE: SEIZE THE TIME – AFFERRA IL TEMPO
leggi l’articolo – di Alessio Galbiati

SONARCINEMA 2010. MUSIC FOR EYES AND BRAINS
leggi l’articolo – di Giulia Baldi

LOOKAT FESTIVAL. TRA INTERATTIVITA’ E CONTEMPLAZIONE
leggi l’articolo – di Giulia Simi

COVER:
– Herman Kolgen – Dust (2010)

ALLEGATO/APPROFONDIMENTO:
– Valentina Gualtieri – L’eutanasia del sapere
 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
 

DIGICULT è una piattaforma culturale Italiana online e offline, che si occupa dell’impatto delle nuove tecnologie e delle scienze moderne sull’arte, il design, la cultura e la società contemporanea. DIGICULT si basa sulla partecipazione di oltre 40 professionisti che rappresentano il primo ampio Network Italiano di critici, giornalisti, curatori e artisti nel settore. DIGICULT pubblica la rivista d’arte mensile DIGIMAG, che si occupa di alcune tematiche come: internet art, hacktivism, video arte, musica elettronica, audiovideo, design, arte e scienza, new media, software art e arti performative
 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
 

DIREZIONE E COMITATO DIRETTIVO:
Marco Mancuso (Direttore progetto Digicult e docente Nuova Accademia Belle Arti / Naba di Milano); Claudia D’Alonzo (Dottorato Internazionale di Studi Audiovisivi, Università di Udine); Bertram Niessen (Assegnista presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Statale Milano – Bicocca); Lucrezia Cippitelli (Phd presso la Facoltà Sapienza di Roma e docente Accademia Belle Arti dell’Aquila)

 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
 

REDAZIONE E TRADUZIONI:

Luca Restifo (Consulenza Tecnica); Claudia D’Alonzo (Ufficio Stampa); Martina Bartalini (Web Editing); Giulia Baldi (Twitter & Facebook Editing); Giuseppe Cordaro (Podcast Editing); Riccardo Vescovo (Graphic Design); Luigi Ghezzi (Web 2.0 Marketing); Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica, Università IULM di Milano (Traduzione portale); Francesca LattanziEmanuela CassolSara Cavagna – Henriette Vittadini (Traduzione Magazine)

 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
 


COMITATO CONSULTIVO:

A presto verrà ufficializzato l’advisory board internazionale di Digimag…
 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
 

AUTORI:
Tatiana Bazzichelli; Bertram Niessen; Teresa De Feo; Luigi Ghezzi; Giulia Baldi; Domenico Quaranta; Massimo Schiavoni; Monica Ponzini; Annamaria Monteverdi; Valentina Tanni; Lucrezia Cippitelli; Silvia Bianchi; Claudia D’Alonzo; Barbara Sansone; Giulia Simi; Silvia Scaravaggi; Maresa Lippolis; Alessio Galbiati; Antonio Caronia; Clemente Pestelli; Donata Marletta; Valeria Merlini; Stefano Raimondi; Loretta Borrelli; Carla Langella; Marco Riciputi; Elena Gianni; Matteo Milani; Francesco Bertocco; Silvia Casini; Jeremy Levine; Serena Cangiano; Micha Cardenas; Mark Hencock; Pasquale Napolitano; Simona Fiore; Zoe Romano; Enrico Pitozzi; Eugenia Fratzeskou; Mattia Casalegno; Robin Peckam; Sabina Cuccibar; Silvia Bertolotti; Simone Broglia; Claudia Maina; Elena Biserna; Henriette Vittadini.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+