Le fatiche di Ercole > Pietro Francisci

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Trama

Dopo aver raggiunto la Tessaglia, Ercole di Tebe (Steve Reeves) cerca di far tornare sul trono del regno Giasone (Fabrizio Mioni), il legittimo re costretto alla fuga quando era ancora ragazzo. Prima di portare a termine il suo compito, l’eroe dovrà affontare il leone di Nemo, il toro Cretese e compiere un insidioso viaggio verso la Colchite alla ricerca del Vello d’Oro, simbolo reale che permetterebbe a Giasone di deporre il malvagio zio Pelia (Ivo Garrani).

Recensione

Primo capitolo di un fondamentale dittico erculeo a cui si deve il boom del peplum italiano, genere cinematografico che proliferò fino alla prima metà degli anni sessanta prima di cedere il passo al nuovo filone degli Spaghetti Western.
Realizzato da Pietro Francisci, elegante e colto regista che da almeno un decennio si era votato alle pellicole storico avventurose (Antonio di Padova,Il leone di Amalfi, La regina di Saba, Le meravigliose avventure di Guerrin Meschino, Orlando e il Paladini di Francia), Le Fatiche di Ercoleè un film cucito su misura sulla figura del semidio ma l’intreccio principale ripercorre in buona parte le vicende raccontate da Apollonio Rodio ne Le Argonautiche. In questa versione rielaborata dal regista insieme agli sceneggiatori De Concini e Fratini, Giasone diventa un personaggio secondario (ma neppure troppo) e l’attenzione si focalizza sulle straordinarie imprese di Ercole che, al contrario di quello che viene raccontato nell’opera originale, riesce a tornare dalla Colchite e a contribuire attivamente alla deposizione del tirannico Pelia. Nel affascinante calderone che non cerca di nascondere la propria natura di exploitation-movie e dove si cerca di far confluire gran parte della mitologia legata all’eroe, c’è anche spazio per la rappresentazione di alcune delle dodici fatiche (l’uccisione del Leone di Nemeae del Toro di Creta) ma le scene in cui il forzuto metterà in mostra i muscoli di certo non mancano, soprattutto nel finale caciarone in cui lo vediamo fermare l’esercito del re usurpatore tirando giù il palazzo reale con delle catene fissate alla base di due colonne.
Mario Bava cura gli effetti speciali e la fotografia che finalmente può sfruttare le possibilità offerte dal colore. Secondo qualche addetto ai lavori, Bava ha fatto le veci di Francisci in più occasioni, soprattutto nelle scene d’azione, ma su questo dato le opinioni non sempre concidono. Nel libro Kill Baby Kill! l’attore Mimmo Palmara (nel film interpretava il ruolo di Ifito) ha comunque confermato il fondamentale apporto del futuro regista: “Bava inventava dei paesaggi monumentali utilizzando delle costruzioni in miniatura, le cosidette maquette. Le piazzava davanti alla mdp e, con la costruzione reale distante trenta metri, riusciva a dare, in prospettiva, l’impressione ottica che tutto fosse legato coerentemente. I risultati erano grandiosi, Francisci era contento e ricambiava Bava con grande amicizia e simpatia.”
Altra preziosa e divertita testimonianza è quella dello sceneggiatore Massimo De Rita: “La prima volta che incontrai Mario fu in Le fatiche di Ercole. Lui faceva il direttore della fotografia per Francisci. Quando andai, vidi questa scena nel teatro della Scalero: uno schermo azzurro un po’ rattoppato, su un carro c’erano Steve Reeves e Sylva Koscina che cantavano in playback ‘Per la civiltà di Iolco…’. Uno squallore. Io Guardai Mario Bava che mi sorrise e disse ‘Come siamo ridotti’. Poi andai in proiezione, e questa scena sembrava vera, magica: tutto acquistava un senso di realtà e di eleganza.” (Nocturno)
Dopo le due esperienze al servizio di Francisci, nel 1961 Bava tratterà l’argomento in prima persona con Ercole al centro della Terra, film minore della cinematografia del regista ma da considerare come una delle pellicole centrali dell’intero filone “Sword & Sandal” (Spada e Sandalo).
Il culturista Steve Reeves, Mister Universo del 1950, debutta proprio con questo peplum in un ruolo di primo piano e si presenta per la prima volta con una folta barba (altra grande idea di Bava). Dopo aver preso parte ad una dozzina di film mitologici e avventurosi (sarà anche Sandokan) concluderà la sua carriera nel 1968 con un deludente spaghetti western.
La croata Sylva Koscina fa il suo ingresso nel genere guidando una biga di cavalli bianchi e conquista subito il cuore del protagonista (e degli spettatori). Tornerà anche nel film successivo Ercole e la regina di Lidia ma questa volta nel ruolo della moglie.
A proposito del rapporto amoroso tra Ercole e Iole, c’è da dire che ne Le Argonautiche, il generoso eroe non prosegue il viaggio a bordo della naveArgo perché si perde nella ricerca del suo scudiero Ila, un giovane dall’irresistibile bellezza con cui il figlio di Zeus condivideva avventure anche nel talamo. Naturalmente nel film di Francisci non v’è traccia di questo segreto legame romantico del forzuto (e ci mancherebbe!). Però non è del tutto inventato il legame tra Ercole e la bella Iole perché secondo la mitologia il semidio si innamorò davvero della figlia di Eurito, suo antico maestro di tiro con l’arco, ma a causa di un’ennesima tragedia che ha visto coinvolto Ifido,fratello della ragazza, il matrimonio non si concretizzò.
Altra presenza femminile di rilievo è quella di Gianna Maria Canale, grande protagonista de I Vampiri di Riccardo Freda e qui impegnata nel ruolo diAntea, la regina delle amazzoni. Negli anni successivi la ritroveremo in La rivolta dei gladiatori, La regina delle amazzoni, Maciste contro il Vampiro e Il conquistatore di Corinto.
Tra i collaboratori di Francisci doverose segnalazioni per Giulio Castellacci, costumista da molti ricordato per aver contribuito a molti successi della dittaGarinei – Giovannini e di Flavio Mogherini, qui scenografo ma successivamente passato alla regia (Per Amare Ofelia, Paolo Barca maestro elementare praticamente nudista, Le braghe del padrone).

Francesco Moriconi

Le fatiche di Ercole
Censura: Film per tutti
Anno: 1958
Durata: 99
Regia: Pietro Francisci
Sceneggiatura: Pietro Francisci (soggetto e sceneggiatura), Ennio De Concini (sceneggiatura), Gaio Fratini (sceneggiatura)
Interpreti: Steve Reeves, Sylva Koscina, Fabrizio Mioni, Ivo Garrani, Arturo Dominici, Mimmo Palmara, Lydia Alfonsi, Gina Rovere, Luciana Paoluzzi, Gianna Maria Canale
Fotografia: Mario Bava
Musiche: Enzo Masetti
Produzione: O.S.C.A.R. FILM / Galatea

DVD
Produzione: Passworld
Distribuzione: Eagle
Codice Area: 2
Visto Censura: Film per tutti
Tipo DVD: 9 – Singolo lato, doppio strato
Audio: Italiano mono, Inglese mono
Sottotitoli: Italiano
Formato Video: 1.85:1
Extra: Nessuno
Note: Video sbiadito e non restaurato. Un film così importante meritava ben altro trattamento.

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