Copkiller > Roberto Faenza

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

New York è terrorizzata da un nuovo serial killer che uccide le sue vittime con un coltello da cucina. Nel mentre i vertici della polizia sono accusati di corruzione, cosa vera, dimostrata anche dall’operato del tenente Fred O’Connor, pubblico ufficiale che non disdegna corruzione e violenza. Incaricato di seguire le indagini del serial killer, O’Connor conoscerà Leo, giovane e ricco psicopatico che dice di essere lui l’assassino. Credendolo un mitomane, O’Connor lo sequestrerà nel suo appartamento.
Fa strano scoprire che dietro ad un film come “Copkiller” si nasconde il regista torinese
Roberto Faenza. Produzione italiana ma girato tutto negli States, il terzo lungometraggio di Faenza si discosta di molto dal corso che ha preso la sua filmografia, che è sempre più attenta, con esiti non sempre felici, ad un’analisi psicanalitica del cinema e dei personaggi. E’ un aspetto che possiamo notare anche in questo “Copkiller”, ma la cosa passa quasi in secondo piano grazie ad una buona trama e soprattutto alle interpretazioni convincenti di Harvey Keitel e John Lydon, ovvero il Johnny Rotten dei Sex Pistols che è qui al suo esordio cinematografico. L’alchimia che si crea tra il veterano Keitel e il folle Rotten è forse il vero punto di forza del film, seppur le loro intepretazioni sono distanti per genere e metodo: Keitel si cala nei panni del suo personaggio con meticolosa e allucinata precisione mentre Rotten interpreta semplicemente sé stesso, tant’è che non stenteremo a credere che i vestiti da lui indossati in scena siano semplicemente i suoi.

Faenza dal punto di vista registico non ci regala moltissime sorprese: pur essendo un buon film, a “Copkiller” manca quel briciolo in più di coraggio visivo per renderlo davvero memorabile.
Lo stesso coraggio visivo che ha ad esempio avuto Abel Ferrara nel raccontarci le gesta de “Il cattivo tenente” (che non a caso ha come per protagonista proprio Harvey Keitel), opera di straordinaria visionarietà e grande perversione allucinatoria che deve comunque molto al film di Faenza, sia nello spunto iniziale della trama, nella gestione di alcune sequenze e soprattutto nell’atmosfera malata che aleggia in entrambe le pellicole.

COPKILLER – L’assassino dei poliziotti
id.
Italia, 1983 – 117′
Regia: Roberto Faenza
Sceneggiatura: Ennio De Concini, Roberto Faenza, Hugh Fleetwood
Cast: Harvey Keitel, John Lydon, Nicole Garcia

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+