Un gatto nel cervello > Lucio Fulci

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Serie Z pura, film estremamente brutto esteticamente e rozzo tecnicamente, ma a differenza degli analoghi americani (vedi gran parte della produzione Troma) assolutamente intelligente, sopra le righe, non gratuito e con numerose intuizioni geniali.
Lucio Fulci protagonista (dimostrandosi un discreto attore, purtroppo l’unico nel film) mette in gioco la sua persona, le sue ossessioni, la sua malattia (nella realtà colpito da un’epatite virale) ed il suo cinema (tutti gli spezzoni di scene horror mostrati provengono realmente da suoi lavori minori, all’epoca inediti) con grande abilità ed autoironia, riuscendo a fare di un film all’apparenza bruttissimo un lavoro capace di una riflessione profonda e abbastanza complessa sul ruolo del regista, i gusti del pubblico e i percorsi del cinema di genere (horror nel caso specifico).
Cinema consapevole di sé, inseguendo e raggiungendo l’ideale godardiano del cinema come “daimon”, sperimentazione, auto-celebrazione, trascuratezza, impresentabilità miasmatica indecente e oltraggio.
Da segnalare che il vero finale voluto da Fulci, presente nella versione teutonica del film, sarebbe stato un altro: dopo gli urli della ragazza, una voce fuori campo dice «Stop ! Buona la prima». Macchina indietro a scoprire una troupe. Esce Fulci, si sta girando Un gatto nel cervello. Film nel film e presa in giro citando tra l’altro La Montagna Sacra del profeta buffone Jodorowsky.

“Hitchcock ha inventato il brivido, Fulci lo ha perfezionato”
(Frase di lancio della pellicola!!!)

Un gatto nel cervello
di Lucio Fulci
1990 Italia 92’
con Lucio Fulci, J.L.Thompson, Raisa Simon,
Melissa Lang, Brett Halsey, Paola Cozzo.

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