Scarface > Brian De Palma

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Tony Montana è un cubano, rifugiato politico, che a Miami tenta la strada della fortuna. Stanco di vendere hot dog in un chiosco, con l’aiuto dell’amico Manny, intraprende la carriera criminale prima con piccoli incarichi affidatigli dal boss del quartiere Frank Lopez, poi con veri e propri traffici internazionali di cocaina, senza togliere tempo all’amore per la bella Elvira (compagna di Frank), fino ad arrivare al botto finale…

Questo film è il rifacimento di una pellicola degli anni ’30: il capolavoro del cinema gangaster, oltre che uno dei primi esponenti del genere, “Scarface” di Howard Hawks nel quale l’oggetto dei traffici era l’alcool visto che si era negli anni del Proibizionismo. Brian de Palma, ha saputo abilmente e magistralmente riporre la storia negli anni ’80, sostituendo l’alcool con la cocaina e scegliendo come protagonista uno dei migliori attori sulla piazza, se non il migliore, perfetto per la parte. Quasi sicuramente, anche se non interamente, il grande successo di questo film è dovuto proprio a lui, Al Pacino, nel pieno delle sue capacità artistiche, in grado di interpretare il “bullo” Tony Montana alla perfezione, irriconoscibile nel suo ruolo di attore, ma conoscibilissimo come gangster da quattro soldi prima e d’alta classe dopo. Un vero e proprio transfert attoriale che rimane senza ombra di dubbio una tra le migliori interpretazioni in assoluto del grande attore.
Anche se si tratta di una pellicola girata con il solito stile inimitabile di De Palma e con i suoi guizzi registici ormai noti, per apprezzarlo pienamente ed amarlo profondamente bisogna comunque essere appassionati dei gangster movie, della violenza, del sangue e del linguaggio nudo e crudo (nel film la parola fuck viene ripetuta più di 200 volte). Così come l’originale fu il pioniere del cinema gangster di quel periodo, questo remake, abbastanza apocrifo se vogliamo, molto probabilmente è il film che ha fatto strada e scuola per i successivi gangster movie, data la sua estrema originalità e la sua perfezione in ogni singola sequenza che ci mostra l’ascesa e poi il declino repentino dello “scugnizzo” Tony.
Oltre all’eccezionale recitazione di Al Pacino che da sola regge l’impalcatura del film, si può godere dell’interpretazione della giovanissima e bellissima Michelle Pfeiffer nel ruolo della donna del boss, tutta vizi e capricci, che si innamora dell’affascinante, quanto pressante Tony. Non è da meno Elizabeth Mastrantonio nel ruolo dell’innocente sorellina di Tony che però segue l’esempio del fratello e si immischia nel mondo della malavita innamorandosi persino del suo amico Manny, che a causa di questo amore farà una brutta fine (quest’ultimo è interpretato discretamente da Steven Bauer anche se al suo posto avrebbe dovuto esserci John Travolta, inizialmente attore “feticcio” del regista). Interessante e significativo anche il personaggio di Frank Lopez, il boss (interpretato da Frank Loggia), che segna un po’ il passaggio dal Tony bulletto di periferia al Tony magnate della malavita (“Lo sai che significa capitalismo? Fregare la gente”).
Ma tra tutti questi personaggi l’unico che riesce davvero ad appassionarci e a farci addirittura simpatia è lo stesso Tony, che col suo modo di fare riesce ad accattivare il pubblico e a farlo passare dalla sua parte, nonostante sia un criminale a volte anche spietato. Indimenticabili rimangono i suoi motti e i suoi modi di dire, costruiti abilmente da Oliver Stone che ha scritto la mirabolante sceneggiatura di questo fantastico film.
Sono rimaste nella storia del cinema molte delle battute fulminanti del protagonista o dei dialoghi che ha con i suoi interlocutori:

“Amico, l’unica cosa a questo mondo che conta davvero sono le palle; tu ce l’hai le palle?”

“È meglio che ti accontenti di quello che hai” “Tu accontentati, io mi prendo tutto quello che posso” “E cos’è che puoi prenderti?” “Il mondo, chico, e tutto quello che c’è dentro!”

“Sei qui per proteggermi, devi guardarmi le spalle” “Sempre meglio che guardarti la faccia, ti sei visto allo specchio?”

“Con chi vi credete di fare la guerra!! Io sono Tony Montana!!!”

Ma come se tutto ciò non bastasse a rendere un film degno di tale nome, oltre all’egregio livello recitativo e all’ottima sceneggiatura, la fanno da padrone un’abilissima regia che, eliminando i soliti virtuosismi depalmiani, segue passo passo la storia del giovane Montana, raccontata anche con un montaggio abile e pulito, una colonna sonora che si addice perfettamente allo stile dell’intera pellicola, e l’ambientazione,( tra Miami beach e la maestosa villa costruita da Montana con l’ormai famosissimo ufficio di Tony in cui spicca la poltrona entrata nell’immaginario collettivo con le iniziali TM o il megasontuoso bagno con tanto di televisione incroporata), a dir poco spettacolare.
Per tutti questi motivi, narrativi, estetici, formali, tecnici, registici e attoriali “Scarface” di Brian de Palma è sicuramente entrato nell’Olimpo del cinema, o se non altro del cinema gangster. Rimarrà indelebile nei ricordi dello spettatore la scena in cui Tony rimane inerme di fronte all’assassinio a sangue freddo di un suo compagno, in una stanza d’albergo durante un compravendita di cocaina, nella quale egli stesso viene minacciato con una motosega mostrando la sua totale mancanza di paura per la morte. Citare le scene più importanti, o più crude o più interessanti, sarebbe cosa ardua, dato che il film è proprio un insieme di tutte queste scene, non ce n’è una che non richiami l’attenzione. E’ da ricordare però la spettacolare sequenza finale con un Tony ormai fuori di sé, che nella sua maestosa ma a tratti “tamarra” dimora, fa incetta di montagne di cocaina sulla sua scrivania e gioca a “bowling” con tutti i suoi nemici che sono arrivati a tendergli un agguato. Un finale a tratti tragico a tratti grottesco, quasi comico, che rimane, comunque, uno dei migliori mai visti sullo schermo.

REGIA: Brian de Palma
CAST: Michelle Pfeiffer, Al Pacino, Robert Loggia, Steven Bauer, F. Murray Abraham
ANNO: 1983

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+