Locarno 63 – Introduzione di Olivier Père

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English text below

Il ruolo dei festival è di accompagnare il cinema, commentarlo e sostenerlo, non soltanto di esibirlo. Da tempo i grandi festival hanno abilmente assunto il ruolo di vetrine di lusso del cinema mondiale, ma tale funzione ormai non è più sufficiente. Un festival cinefilo deve acquisire una vera e propria forza di intervento sul cinema, accelerando o favorendo il riconoscimento di un regista, o la comparsa di un paese nella geografia del cinema contemporaneo.

Il Festival di Locarno è stato uno dei primi a rivendicare, a ragione, il ruolo di laboratorio, nella convinzione che le immagini e i suoni che oggi sembrano sperimentali potessero anticipare i linguaggi cinematografici di domani, innescare piccole e grandi rivoluzioni estetiche.
Grazie alle sue dimensioni, Locarno ha gli strumenti per mostrare il cinema in tutte le sue mille sfaccettature, confrontare l’attualità cinematografica con la sua storia attraverso omaggi e retrospettive, pur conservando una dimensione umana che rifugge la dispersione e la frammentarietà, e favorisce la buona accoglienza dei film, la convivialità e gli incontri con gli artisti. La selezione dei film in un festival come Locarno nasce da una scelta critica, non deve quindi abbandonarsi all’illusione che la quantità possa sostituire la qualità.

In questa edizione, le diverse sezioni del Festival sono legate da un tratto comune: la giovane età dei cineasti, siano essi esponenti della nuova generazione di autori del cinema internazionale o debuttanti alla loro opera prima, prova della vitalità della creazione cinematografica e della curiosità del Festival per tutti i generi e tutte le forme di produzione più indipendenti.
Un’effervescenza che si manifesta in una ventina di opere prime, presenti trasversalmente in tutte le sezioni, dal film poliziesco al cinema sperimentale, dal documentario all’animazione, passando per il cinema fantasy e fantascientifico fino alla commedia e al melodramma.
Il programma può vantare una cinquantina di prime mondiali, e una rappresentazione geografica molto variegata, che propone un giro del mondo cinematografico dove spiccano una forte presenza rumena, pellicole provenienti dai Balcani, dai paesi scandinavi, dall’America del Nord e del Sud, dall’Asia, ecc.

Il Concorso internazionale propone una ventina di lungometraggi provenienti da tutto il mondo, in prima mondiale o internazionale. Una programmazione che consente di onorare il debutto di giovani autori neofiti e di accogliere allo stesso tempo registi affermati quali Christophe Honoré (Homme au bain, Francia), Bruce LaBruce (LA.Zombie, Germania, Stati
Uniti, Francia), per la prima volta in concorso a Locarno, o Denis Côté (Curling, Canada), un habitué del Festival, vincitore del Pardo per la Migliore Regia nel 2008. La giovane attrice e cineasta francese Isild Le Besco verrà a presentare il suo terzo lungometraggio Bas-fonds. E completeranno la selezione con opere forti e originali, fra gli altri, Pia Marais (Im Alter von Ellen, con Jeanne Balibar), Oleg Novkovic (White White World), Aaron Katz (Cold Weather), Daniele Gaglianone (Pietro), Li Hongqi (Winter Vacation, il cui progetto fu presentato l’anno scorso nel laboratorio di coproduzione Open Doors), o Benedek Fliegauf (Womb, con Eva Green), già Pardo d’oro Cineasti del presente nel 2007. Il Concorso internazionale presenterà inoltre alcune opere prime provenienti dalla Romania (Morgen di Marian Crisan, Periferic di Bogdan Apetri) e dal Belgio (Beyond the Steppes di Vanja d’Alcantara). E d‘ora in poi la selezione proporrà anche documentari, come quest’anno il monumentale – per durata ma soprattutto per forza emotiva e politica – Karamay di Xu Xin (Cina).

Il Concorso Cineasti del presente mostra primi e secondi lungometraggi, fiction e documentari.
Rappresenta un trampolino di lancio internazionale per i nuovi cineasti, che talvolta sono stati notati grazie ai loro cortometraggi. È la sezione della scoperta, della sorpresa e della rivelazione, vero e proprio laboratorio del cinema di oggi e forse di domani, segno di vitalità e diversità della creazione cinematografica. Da notare la contiguità di alcuni film con altre forme di espressione artistica come l’essai (La vida sublime), la musica (Ivory Tower, con Gonzales) e la videoinstallazione (September 12). Altri film, come Memory Lane di Mikhaël Hers o Pulsar di Alex Stockman, danno prova della grande maestria con cui alcuni giovani registi sanno esprimersi sin dal loro primo o secondo lungometraggio.

Corollario ai due concorsi principali, la sezione Fuori concorso propone film recenti, principalmente cortometraggi, saggi cinematografici, documentari, opere collettive, e gli ultimi lavori di grandi cineasti come Jean-Marie Straub, Luc Moullet, Franco Maresco, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Opera imponente per durata e ambizione, il ciclo documentario Mafrouza di Emmanuelle Demoris sarà mostrato integralmente per la prima volta fuori concorso, mentre il relativo quinto e ultimo capitolo parteciperà al Concorso Cineasti del presente.

Altri grandi registi il cui percorso ha incrociato quello del Festival, come Michel Soutter o Corso Salani, scomparso recentemente, troveranno spazio nei Programmi speciali. Questa sezione proporrà inoltre le copie restaurate di film rari e importanti della storia del cinema come O Bandido da Luz Vermelha di Rogério Sganzerla (1968), opera fondamentale del cinema novo brasiliano, il cui seguito Luz nas Trevas – A Volta do Bandido da Luz Vermelha sarà presentato in prima mondiale nel Concorso internazionale, e Ich will doch nur, daß ihr mich liebt di Rainer
Werner Fassbinder (1976), capolavoro realizzato per la televisione tedesca.

La Piazza Grande è il luogo emblematico del Festival di Locarno che permette di allargare la selezione a film più spiccatamente riservati al grande pubblico. Abbiamo scelto di mostrare in questa cornice eccezionale film d’autore a vocazione popolare, opere dallo stile, genere e tema molto diversi capaci di emozionare e sorprendere l’immensa platea di Piazza Grande, che accoglie ogni sera fino a 8 mila spettatori: tra queste Cyrus di Jay e Mark Duplass, commedia americana con John C. Reilly, Jonah Hill e Marisa Tomei, L’Avocat di Cédric Anger, film poliziesco francese con Benoît Magimel e Gilbert Melki, Das Letzte Schweigen di Baran bo Odar, impressionante thriller tedesco – un’opera prima, e The Ugly Duckling, magnifico primo lungometraggio di animazione del maestro russo Garri Bardine. I titoli della seconda serata, in tutto cinque, saranno particolarmente innovativi e sorprendenti, come Rammbock, film fantastico tedesco di Marvin Kren, altra opera prima. E nell’ambito della retrospettiva dedicata a Ernst Lubitsch sarà proiettata in Piazza una nuova copia di To Be or Not to Be, grande classico del maestro della commedia.

Locarno, oltre a scoprire le opere più ricche di stimoli del cinema contemporaneo, offre uno spazio privilegiato a omaggi e retrospettive, per dare vita e risalto alla storia del cinema.
La grande retrospettiva dedicata a Ernst Lubitsch in questa edizione offrirà agli spettatori la possibilità di (ri)scoprire in 35mm tutti i film conservati sino ad oggi di uno dei più grandi cineasti della storia, nemico della noia e della malinconia, inventore del celebre e intramontabile «Lubitsch Touch» o «tocco alla Lubitsch», e riferimento assoluto per tutti gli autori di commedie. Avere Lubitsch a Locarno significa ravvivare il piacere e l’amore per il cinema e offrire nuove chiavi di lettura per l’opera di un regista fondamentale: oltre alla tradizionale tavola rotonda, le presentazioni dei film saranno a cura dello storico e critico americano Joseph McBride, coadiuvato da cineasti e critici «lubitschiani» appartenenti a diverse generazioni come Luc Moullet, Jean Douchet, Pierre Rissient, Lionel Baier, Daniele Gaglianone, Benoît Jacquot. Nicola Lubitsch, figlia del regista, onorerà il Festival con la sua presenza, in occasione di una serata in Piazza Grande che si preannuncia memorabile.

I Premi speciali e gli omaggi resi alle diverse personalità del cinema internazionale saranno inoltre motivo di proiezioni speciali e incontri con il pubblico di Locarno.

L’Excellence Award Moët & Chandon sarà consegnato alla bella e brava Chiara Mastroianni. La giovane attrice franco-italiana, figlia d’arte di Catherine Deneuve e Marcello Mastroianni, ha lavorato con alcuni grandi maestri del cinema contemporaneo come Robert Altman, Raul Ruiz, André Téchiné, Manoel de Oliveira (che le offrì il suo primo grande ruolo in La Lettera, geniale adattamento moderno de La Princesse de Clèves). L’attrice è diventata la musa ispiratrice di tutta una generazione di giovani attori francesi (Arnaud Desplechin, Xavier Beauvois, Christophe Honoré, Sophie Fillières…) pur continuando la sua carriera internazionale, soprattutto in Italia e negli Stati Uniti.

Il Festival attribuirà quest’anno due Pardi d’onore Swisscom, riconoscimento supremo che premia l’opera di un grande cineasta. I premiati sono lo svizzero Alain Tanner per la sua filmografia costellata da capolavori del cinema moderno, da Charles mort ou vif a Dans la ville blanche, e il cinese JIA Zhang-ke, probabilmente una delle maggiori rivelazioni di questi ultimi vent’anni e uno dei più grandi registi in attività, autore di una decina di film, tra fiction e documentari, tra cui Platform, Still Life o The World.

Il premio Raimondo Rezzonico per il Miglior produttore indipendente sarà attribuito all’israeliano Menahem Golan, regista, produttore, fondatore della società Cannon con il cugino Yoram Globus. Diviso tra Israele e Hollywood, Inghilterra e Italia, questo magnate avventuroso ha lasciato la sua impronta stravagante e «bigger than life» sugli anni Ottanta. In quegli anni ha prodotto una quantità di B-movie e film d’azione, ma anche i più grandi autori contemporanei come John Cassavetes (Love Streams – Scia d’amore), Robert Altman (Follia d’amore), Barbet Schroeder (Barfly), Andrei Konchalovski (A trenta secondi dalla fine) e persino Jean-Luc Godard (King Lear). Rientrato in Israele, Menahem Golan è ancora oggi un regista e un produttore rispettato e particolarmente prolifico, un vero appassionato di cinema e un vulcano di progetti.

In occasione della presentazione del suo nuovo film in Piazza Grande, Cyrus, il Festival di Locarno renderà omaggio all’attore americano John C. Reilly, figura emblematica del cinema indipendente statunitense dagli anni Novanta, associato ai primi tre film di Paul Thomas Anderson (Hard Eight, Boogie Nights – L’altra Hollywood e Magnolia), ma anche a Martin Scorsese (Gangs of New York, The Aviator). Nonostante abbia esordito in ruoli drammatici (la sua prima apparizione al cinema fu in Vittime di guerra di Brian De Palma), John C. Reilly si è ben presto rivelato uno degli attori comici più dotati e popolari della sua generazione, riportando una serie di trionfi personali in numerosi show e serie televisive, e sul grande schermo in film prodotti da Judd Apatow (Walk Hard – La storia di Dewey Cox o Fratellastri a 40 anni).

Altro importante omaggio sarà reso all’artista plastico Philippe Parreno, grande appassionato di cinema e autore di diversi cortometraggi realizzati nell’ambito di varie mostre – questi saranno mostrati insieme per la prima volta a Locarno, con il lungometraggio Zidane, un portrait du 21e siècle, co-realizzato con Douglas Gordon. Philippe Parreno presenterà in Piazza Grande le prime immagini di InvisibleBoy, il suo nuovo progetto cinematografico che unisce riprese reali e animazione.

Non possiamo dimenticare il concorso dei Pardi di domani, dedicato ai cortometraggi svizzeri e internazionali, che in questa edizione festeggia i suoi primi vent’anni di vita, con un florilegio dei migliori cortometraggi scoperti a Locarno. La sezione Open Doors, invece, presenterà nel suo laboratorio di coproduzione dodici progetti di film provenienti da diversi paesi dell’Asia Centrale, e una retrospettiva di titoli importanti realizzati in questa regione del mondo, accompagnati da cineasti del calibro di Djamshed Usmonov e Aktan Arym Kubat (Aktan Abdykalykov), che tornerà a Locarno, dove aveva mostrato i suoi primi film, per presentare in Piazza Grande il suo nuovo lungometraggio The Light Thief.

Ora più che mai, il cinema svizzero deve trovare nel Festival di Locarno uno spazio privilegiato in termini di valorizzazione ed esposizione. L’obiettivo del Festival è quindi offrire al cinema elvetico un orizzonte internazionale, garantendone la presenza nelle diverse sezioni del Festival. Quest’anno, il Concorso internazionale ha selezionato due film svizzeri degni di nota, Songs of Love and Hate di Katalin Gödrös e La Petite Chambre di Stéphanie Chuat e Véronique Reymond, opera prima molto sensibile e commovente con Michel Bouquet e Florence Loiret Caille. Nel Concorso Cineasti del presente avremo il piacere di scoprire il documentario Prud’hommes di Stéphane Goël. In Piazza Grande, due film svizzeri dovrebbero riscuotere il successo del pubblico, Hugo Koblet – pédaleur de charme di Daniel von Aarburg, biografia filmata del celebre ciclista, un abile mosaico di immagini di archivio, interviste e ricostruzioni romanzate, e Sommervögel, primo film di finzione del grande documentarista Paul Riniker, pellicola che chiuderà il Festival. Il cinema svizzero sarà inoltre presente nel Fuori concorso (C’était hier di Jacqueline Veuve), nei Premi e Programmi speciali (Alain Tanner, Michel Soutter, ecc.), o ancora nella sezione Appellations Suisse – con, fra gli altri, una proiezione eccezionale di Film Socialisme di Jean-Luc Godard.

Olivier Père, Direttore artistico


Introduction by Olivier Père, Artistic director

The role of festivals is to support and comment on films, not just to show them. Although the major festivals have skillfully played a role as luxury showcases for world cinema for a long time, this is no longer enough. A cinéphile festival should make a real and effective intervention, expediting and encouraging recognition for filmmakers, or the emergence of a particular country on the world cinema map.
Locarno was one of the first festivals to lay claim, justifiably, to a role as test bed, realizing that what appears experimental today might herald the cinematic language of the future, igniting aesthetic revolutions both small and large.
Locarno’s size gives it the means to show a highly diverse range of cinema, in all its many forms, to compare current cinema with its history through retrospectives and tributes, whilst retaining a human dimension that provides a cohesive atmosphere, encourages a good reception for the films, conviviality and encounters with creative talent. Because the selection of films at Locarno is the outcome of critical choices, it cannot fall prey to the illusion that quantity can replace quality.
This year, there is one characteristic that is common to all the various Festival sections: the youthfulness of the filmmakers, whether they belong to the new generation of international cinema auteurs or are making their directorial début, proof of the vitality of creative production, and the Festival’s curiosity about all genres and forms of independent production.
This ebullience is manifest in about twenty first films, across all the sections, from the crime film to experimental cinema, via documentary, animation, fantasy and science fiction, comedy and melodrama.
There are about fifty world premières, of extremely diverse geographic provenance, that offer a cinematic world tour, with a strong showing for Romania, the Balkans, Scandinavia, the two Americas, Asia…

The “Concorso internazionale” (International Competition), offers twenty feature films from all over the globe, as world or international premières.
It can bring about the early recognition of young neophyte auteurs, alongside established directors such as Christophe Honoré (Homme au bain, France) and Bruce LaBruce (LA. Zombie, Germany/USA/France), for the first time in competition at Locarno, and Denis Côté (Curling, Canada) a regular at the festival, and winner of the “Pardo per la Migliore Regia” (Price for the best directing), in 2008. The young French actress and filmmaker Isild Le Besco will introduce her third feature film, Bas-fonds, while powerful and original works complete the selection of the “Concorso internazionale”, amongst others with Pia Marais (Im Alter von Ellen, with Jeanne Balibar), Oleg Novkovic (White White World), Aaron Katz (Cold Weather), Li Hongqi (Winter Vacation – its project had been presented at the co-production workshop organized by Open Doors in Locarno 2009), Daniele Gaglianone (Pietro), Benedek Fliegauf (Womb, with Eva Green), winner of the “Pardo d’oro Cineasti del presente” in 2007. The “Concorso internazionale” also hosts début features from Romania (Marian Crisan’s Morgen, Bogdan Apetri’s Periferic) and Belgium (Vanja d’Alcantara’s Beyond the Steppes). This year the competition will also present documentaries such as Xu Xin’s Karamay (China) (monumental not only in terms of its length, but above all in its emotional and political impact).

The “Concorso Cineasti del presente” (Filmmakers of the Present Competition) hosts first and second feature films, both fiction and documentary. It is intended as an international springboard for new filmmakers, some of who have attracted attention with their earlier short films. It is the section that offers a sense of discovery, surprise and revelation, and is a real test bed for contemporary and perhaps future cinema and signals the vitality and diversity of creative production. Some films clearly have a close affinity with other forms of artistic expression such as the essay (La vida sublime), music (Ivory Tower, with Gonzales) or installation work (September 12). Other films, such as Mikhaël Hers’ Memory Lane and Alex Stockman’s Pulsar reveal their directors’ virtuosity even though they are first or second films.

Completing the two main competitions, the section “Fuori concorso” (Out of Competition) screens recent films, mainly shorts and documentaries, also highlighting the latest films from major filmmakers: Jean-Marie Straub, Luc Moullet, Franco Maresco, Yervant Gianikian and Angela Ricci Lucchi… Monumental in its length and ambition, the complete, uncut version of Mafrouza by Emmanuelle Demoris will be shown for the first time ever, whilst the fifth and final chapter of Mafrouza screens in the “Concorso Cineasti del presente”.

The section “Programmi speciali” (Special programs) will also be devoted to major directors, whose history has intersected with that of the festival (such as Michel Soutter and the recently deceased Corso Salani). There will also be showings of rare and historically important films in new, restored prints such as Rogério Sganzerla’s O Bandido da Luz Vermelha (1968), a key film in Brazilian Cinema Novo, whose sequel Luz nas Trevas – A Volta do Bandido da Luz Vermelha will screen as a world première in the “Concorso internazionale”, and Rainer Werner Fassbinder’s masterpiece Ich will doch nur, daß ihr mich liebt (1976), made for German television.

The Piazza Grande is an iconic venue for the Festival that enables us to open the selection to include more films of the widest appeal. We have chosen its exceptional screening conditions to show films by auteurs intended for the larger audience. Their diversity of styles, genres and subjects will surprise and move the massive Piazza Grande audience, which can amount to 8,000 people every night: Cyrus by Jay and Mark Duplass, an American comedy starring John C. Reilly, Jonah Hill and Marisa Tomei, Cédric Anger’s French police procedural, L’Avocat,
featuring Benoît Magimel and Gilbert Melki, Das Letzte Schweigen, an impressive German thriller and first feature by Baran bo Odar, and The Ugly Duckling, a magnificent animated feature by the Russian master Garri Bardine. There are five evenings of double-bills, in which the second screenings provide showcase for innovative and surprising genre films, such as Rammbock, a German fantasy film by Marvin Kren, a directorial debut.

The Ernst Lubitsch retrospective enables us to show a brand new print of To Be or Not to Be, a great classic from the acknowledged master of comedy.
Locarno, as well as enabling audiences to discover the most stimulating films in contemporary cinema, is also an ideal place for tributes and retrospectives, an ongoing history of cinema. The exhaustive retrospective, dedicated this year to Ernst Lubitsch, offers viewers an opportunity to (re)discover, in 35mm prints, all the preserved films, sure-fire antidotes to boredom and gloom, by one of the greatest directors, creator of that famous, evergreen “Lubitsch touch” and an absolute touchstone for all comedy filmmakers. Lubitsch at Locarno signals the return of pleasure and cinephilia, and an opportunity to shed new light on a key director, via a round table and introductions to the films by the American historian and critic Joseph McBride, accompanied by “Lubitschian” filmmakers and critics of different generations such as Luc Moullet, Jean Douchet, Pierre Rissient, Lionel Baier, Benoît Jacquot, Daniele Gaglianone…
Nicola Lubitsch, the director’s daughter, will honour the festival with her presence for a Piazza Grande evening that promises to be highly memorable.

Tributes to various international cinema personalities likewise offer an opportunity for screenings and encounters with the Locarno audience. The Excellence Award Moët & Chandon will be presented to the talented and beautiful Chiara Mastroianni. This young French-Italian actress, daughter of Catherine Deneuve and Marcello Mastroianni, has worked with some of the great masters of contemporary cinema such as Robert Altman, Raul Ruiz, André Téchiné, Manoel de Oliveira (who gave her her first major role in La Lettre, a brilliant modern adaptation of La Princesse de Clèves ). She has become muse to a whole generation of young French auteurs (Arnaud Desplechin, Xavier Beauvois, Christophe Honoré, Sophie Fillières…) whilst also pursuing an international career, particularly in Italy and the USA.

This year the Festival will award two Pardo d’onore Swisscom, a supreme distinction that recognises a major director for the entirety of his film career. The recipients are Swiss director Alain Tanner, whose filmography is studded with masterpieces of modern cinema, from Charles mort ou vif to Dans la ville blanche, and Chinese filmmaker JIA Zhang-ke, undoubtedly one of the major revelations of the last two decades, and one of the greatest filmmakers working today. His dozen films to date, between fiction and documentary, include Platform, Still Life and The World.

The Raimondo Rezzonico Prize that distinguishes an independent producer will be awarded to Menahem Golan, Israeli filmmaker, producer, and co-founder, with his cousin Yoram Globus, of the Cannon company. Moving between Israel and Hollywood, England and Italy, this bold and flamboyant mogul left his extravagant and “bigger than life” imprint on the 80s. During that decade he produced a multitude of B movies and action films, but also major contemporary auteurs, from John Cassavetes (Love Streams) to Robert Altman (Fool for Love), and including
Barbet Schroeder (Barfly), Andrei Konchalovski (Runaway Train) and even Jean-Luc Godard (King Lear). Now back in Israel, Menahem Golan is still working as a respected and particularly active filmmaker, a true film enthusiast, still coming up with new projects.

Via the Piazza Grande screening of his new film Cyrus, the Festival will pay tribute to the American actor John C. Reilly, an iconic figure in independent cinema since the 90s, who featured in Paul Thomas Anderson’s first three films Hard Eight, Boogie Nights and Magnolia, and Martin Scorsese’s Gangs of New York, and Aviator. Although he first came to attention for his performances in serious dramatic roles, (notably in his first screen appearance in Brian De Palma’s Casualties of War), John C. Reilly soon established himself as one of the most gifted and popular comedy actors of his generation, standing out in numerous TV shows and series and on the big screen in films produced by Judd Apatow (Walk Hard and Step Brothers).
Another tribute will focus on the visual artist Philippe Parreno, who is passionately interested in film, and has made several shorts that are showing together for the first time at Locarno, as well as the feature film Zidane, un portrait du 21e siècle co-directed with Douglas Gordon.
Philippe Parreno’s Piazza Grande screening will include extracts from InvisibleBoy, his new film project that combines live-action with animation.

Let us not forget the “Pardi di domani” competition for Swiss and international short films, which this year celebrates its twentieth birthday, and also offers an anthology of the best short films discovered at Locarno. As for Open Doors, this year twelve projects from various countries in central Asia will be presented for the co-production workshop, accompanied by a retrospective of key films from the region, and the presence of such distinguished filmmakers as Djamshed Usmonov and Aktan Arym Kubat (Aktan Abdykalykov). The latter returns to Locarno, which showed his first films, to introduce a Piazza Grande screening of his new feature, The Light Thief.

Swiss cinema. More than ever, the promotion and profile of Swiss cinema should have a special place within the Locarno Festival. The Festival’s objective is to offer its national cinema international exposure, by ensuring its presence within the Festival’s various sections. This year the “Concorso internazionale” features two remarkable Swiss films, Songs of Love and Hate by Katalin Gödrös and La Petite Chambre by Stéphanie Chuat and Véronique Reymond, a highly sensitive and moving first film, starring Michel Bouquet and Florence Loiret Caille.
In the “Concorso Cineasti del presente“, there is Stéphane Goël’s documentary Prud’hommes. On the Piazza Grande, two Swiss films should find a warm welcome with the public, Daniel von Aarburg’s Hugo Koblet – pédaleur de charme, a biographical portrait of the famous cyclist, skilfully combining archival footage, interviews, and fictional reconstruction, and Sommervögel, the first fiction film by the great documentarian Paul Riniker, the Festival’s closing film. Swiss cinema will likewise feature in the section “Fuori Concorso” (Jacqueline Veuve’s C’était hier), “Premi speciali” and “Programmi speciali” (Alain Tanner, Michel Soutter), and of course Appellations Suisse that will present, amongst others, Jean-Luc Godard’s Film Socialisme.

Olivier Père, Artistic Director


www.pardo.ch

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