Rubber > Quentin Dupieux

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010) pag. 78
all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010

Rubber
Quentin Dupieux | Francia – 2010 – 35mm – colore – 85′

di Roberto Rippa

Nel deserto californiano, alcuni spettatori increduli assistono alle avventure di uno pneumatico assassino e dotato di poteri telecinetici misteriosamente attratto da una ragazza.

Rubber è la dimostrazione di come un soggetto brillante quanto esile, adatto a diventare un ottimo cortometraggio possa trasformarsi in un film a tratti insostenibile di 85 minuti.
Il film si apre con un’automobile che avanza a zig zag verso la camera colpendo alcune sedie. Ne scende quindi – dal baule – uno sceriffo che inizia un esilarante discorso (“Perché in E.T. di Spielberg l’alieno è marrone? Per nessun motivo. Perché in Love Story i protagonisti si innamorano? Per nessuna ragione. Perché in JFK di Oliver Stone il presidente viene assassinato da uno sconosciuto? Per nessuna ragione…”) il cui scopo è quello di celebrare l’assenza di motivi nel cinema. È questo il momento migliore del film. E ha luogo prima dei titoli di testa (e viene riproposto sui titoli di coda, come se il regista fosse consapevole che si tratta del momento migliore della sua opera).
Quindi vediamo un gruppo eterogeneo di spettatori che, tra le dune del deserto, segue ciò che accade nel film cui stiamo assistendo, attraverso i binocoli che uno zelante assistente ha dato loro.
La storia vede uno pneumatico che, risvegliatosi da un misterioso oblio, si mette dapprima alla prova schiacciando alcuni oggetti che trova sul suo cammino, prima di passare a fare esplodere, attraverso il suo potere mentale, alcuni animaletti di crescente dimensione.
Passerà presto agli umani.
Il regista – che del film è regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e autore delle musiche (come Mr. Oizo) – ha indiscusse capacità. Infatti, il film ha immagini bellissime, una sceneggiatura che funziona e attori al loro meglio.
Ciò che non funziona è che uno spunto buono per pochi minuti venga stiracchiato per essere usato per un lungometraggio, cosa che rende Rubber difficilissimo da sostenere oltre il decimo minuto.
Un tributo al cinema dell’assurdo cui mancano gli elementi di tensione narrativa che erano propri di film realizzati con meno idee e mezzi che riempivano le sale Grindhouse qualche decennio fa. Un film che gira su sé stesso come il suo protagonista e che porta a rivalutare opere certo meglio riuscite come Attack of the Killer Tomatoes! di John De Bello o Kondom des Grauens di Martin Walz.

Una nota: il fatto che il regista, nella sua presentazione del film sul palco di Locarno, abbia invitato gli spettatori ad andare a mangiare un gelato durante la proiezione del film del Kyrgyzstan, in programma prima di Rubber, per poi tornare a vedere il suo, non lo rende particolarmente simpatico. Effettivamente gli spettatori avrebbero fatto un affare invertendo i termini dell’invito.

Quentin Dupieux

Quentin Dupieux, alias Mr. Oizo (pronunciato in francese come Oiseau, uccello), è un produttore musicale, DJ e regista francese.
Il suo primo film, Steak, risale al 2007.

Rubber
Francia – 2010 – 35mm – colore – 85′
Piazza Grande | 63° Festival del film Locarno
Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio, musiche: Quentin Dupieux
Interpreti principali: Stephen Spinella, Roxane Mesquida, Jack Plotnick, Wings Hauser, Ethan Cohn, Charley Koontz

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+