Brick > Rian Johnson

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Trama

All’interno di un campus californiano, Brendan, uno studente solitario, riceve una telefonata allarmante dalla sua ex fidanzata, che troverà poco dopo assassinata all’ingresso di un canale di scolo.
I pochi misteriori indizi portano all’interno dal campus, tra personaggi come il carismatico studente spacciatore, la sua guardia del corpo e una ragazza ricca e
misteriosa. Sarà compito di Brendan trasformarsi in un investigatore da hard-boiled, per risolvere il mistero.

Commento

Presentato al Sundance Festival di quest’anno (dove il regista ha ottenuto il premio speciale della giuria per l’originalità dell’immagine), Brick è ambientato in una scuola che ci appare sempre deserta come se la guardassimo attraverso gli occhi del protagonista, che ama restare isolato e consuma i suoi pasti protetto da un muro per sottrarsi dagli sguardi della gente e dalla possibilità di contatti.
Il film si basa su una storia solida ispirata all’opera di Dashiell Hammett (1894-1961), creatore, tra gli altri, del personaggio di Sam Spade e autore de Il falcone maltese. Il suo romanzo Red Harvest è stato di ispirazione per il film Yojimbo (1961) di Akira Kurosawa, in seguito rifatto da Sergio Leone come Per un pugno di dollari, 1964).
Gli elementi del noir classico ci sono tutti, pur aggiornati alla situazione: il duro, il cattivo senza cervello e la femme fatale, tutti coinvolti in un mistero il cui intreccio pare sfuggire a tutti fuorché al protagonista. Brendon brancola nel buio, anche se meno della polizia che si occupa del caso, e noi, come nella migliore tradizione del genere, anche.
Le sue scoperte, aiutate dalla collaborazione di un compagno di scuola chiamato «Brain» (cervello) sono anche le nostre, condividiamo i suoi sospetti e saremmo portati a seguire le sue stesse false piste, per poi lasciarci sorprendere da una nuova scoperta che mette in discussione tutto quanto ci sembrava definitivamente svelato sino a quel punto.
Da qui il coinvolgimento totale in una vicenda che non lascia spazio ad alcuna caduta di ritmo che, per una volta, non è dettato da un montaggio furioso ma da una sceneggiatura senza sbavature e ricca di colpi di scena.
Rian Johnson, qui al suo primo lungometraggio, riesce costruire un film dai meccanismi perfettamente funzionanti che portano poi a una conclusione tanto inaspettata quanto perfettamente plausibile, non mancando di aggiungere una sana dose di ironia.

Roberto Rippa

Brick
(USA, 2005)
Regia, sceneggiatura e montaggio: Rian Johnson
Musiche: Nathan Johnson
Fotografia: Steve Yedlin
Interpreti principali: Joseph Gordon-Levitt, Nora Zehetner, Lukas Haas, Emilie de Ravin, Noah Segan, Matt O’ Leary
110′

Sito ufficiale

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