Monsters > Gareth Edwards

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010) p. 58
all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010

Monsters
Gareth Edwards | UK – 2010 – 35mm – colore – 96′

di Roberto Rippa

Sei anni prima, dopo la scoperta della NASA che confermava la possibilità di vita aliena nel nostro sistema solare, una navicella spaziale di rientro da una missione di raccolta di campioni è precipitata sull’America centrale. Successivamente all’apparizione di forme di vita sconosciute, un vasto territorio comprendente metà dello stato messicano è stato messo in quarantena come area contaminata. Da allora, l’esercito americano e quello messicano sono confrontati con l’arduo sforzo di contenere «le creature»… La vicenda del film inizia quando un giornalista americano accetta di aiutare una turista in difficoltà ad attraversare il territorio infetto e superare il salvifico confine USA.

Più un saggio di ammissione al circolo del cinema di largo consumo che un film riuscito, ”Monsters” (pseudofantascientifico road-movie indipendente con velleità romantiche) riesce a fare virtù della mancanza di mezzi nella sua parte iniziale, in cui non accade assolutamente nulla ma la tensione è sempre ben calibrata – con un efficace incipit che mette in scena un attacco militare girato come fosse il sex tape di una starlette qualunque. Da metà film in poi, però, all’apparizione di mostri sospettosamente simili a giganti seppie, la storia si sfalda e così l’atmosfera costruita fino a quel momento. Non giova il fatto che la storia fantascientifica scivoli presto in secondo piano fungendo da mero sfondo per una tra le più posticce e pretestuose storie d’amore viste sullo schermo (a dispetto del fatto che – come tiene a precisare il comunicato stampa – i due interpreti principali siano una coppia nella vita).
Il film non tradisce l’ispirazione dai film di fantascienza degli anni ’50, grazie anche all’inserzione di un sottotesto politico – in questo caso si parla di immigrazione – ma il tutto rimane superficiale e non troppo interessante, così come la descrizione della vita al di là delle due frontiere, che sembra accontentarsi dello stereotipo.
Gareth Edwards è capace di girare, sa lavorare sulle atmosfere visive ma forse è meglio che non scriva i suoi film. Non da solo, almeno.
“Monsters”, c’è da esserne certi, susciterà l’interesse dei produttori per la capacità del regista di lavorare con mezzi contenuti. Quello degli spettatori invece no. Praticamente mai.

Gareth Edwards

Il suo film di diploma, uno dei primi film studenteschi a combinare azione in presa diretta ed effetti digitali, gli apre le porte per la carriera di creatore di effetti speciali. Ottiene il Premio BAFTA ed è nominato per l’Emmy per i migliori effetti speciali. Ha recentemente diretto per la BBC il film epico Attila the Hun, creando personalmente tutti i 250 effetti speciali, dopodiché, frustrato dall’approccio industriale che caratterizza l’odierna produzione cinematografica, partecipa al concorso in 48 ore del Festival Sci-Fi-London nel tentativo di dimostrare che è possibile girare un film senza troupe, con un unico attore e in soli due giorni. Vince il primo premio e passa alla realizzazione di Monsters, il suo primo lungometraggio.

Monsters
UK – 2010 – 35mm – colore – 96′
Opera prima | Piazza Grande | 63° Festival del film Locarno
Regia, sceneggiatura, fotografia: Gareth Edwards; Musiche: Jon Hopkins; Montaggio: Colin Goudie; Interpreti principali: Scoot McNairy, Whitney Able


Six years ago NASA discovered the possibility of alien life within our solar system. A probe was launched to collect samples, but crashed upon re-entry over Central America. Soon after, new life form began to appear and half of Mexico was quarantined as an INFECTED ZONE. Today, the American and Mexican military still struggle to contain “the creatures”…… Our story begins when a US journalist agrees to escort a shaken tourist through the infected zone in Mexico to the safety of the US border. .

More an essay for admission to the circle of mainstream cinema than an entertaining film, Monsters (independent pseudo-Sci-Fi road movie with romantic ambitions) succeeds in trasforming in virtue its total lack of means in its initial part, where absolutely nothing happens but the tension is always well balanced. From mid-on, at the appearance of monsters suspiciously similar to giant cuttlefishes, and not aided at all by a love story among the most specious and artificial viewed on screen, the story falls apart and so does the atmosphere built up to there.
Gareth Edwards is able to direct, knows how to work on visual atmospheres but it probably would be better for him not to write his films. Not by himself, anyway.
Monsters will sure meet the interest of producers thanks to the director’s ability to work with a minimum budget. But not the interest of viewers. Almost never.

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  • Luca

    la vostra recensione é uguale al mio pensiero rispetto a questo film. Voi l’avette scritto meglio di come avrei fatto io.
    ciao