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EUROPA (Italia, 2007)
di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Europa01

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale – numeroquattro, aprile 2008 (pagg. 58-59).

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Un piccolo gruppo di persone chiuse in una stanza osservate da camere che rimandano le immagini, con l’aggiunta di elementi legate a altre situazioni, sugli schermi di vecchi televisori. Un bianco abbacinante e la musica a sostituire il dialogo. Questo è Europa, riscrittura del mito greco di Zeus e Europa, secondo intenso cortometraggio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, già autori del bellissimo Chrysalis.
Scegliamo di segnalarvelo questo mese invitandovi a cercarlo, vederlo e proiettarlo.

Sinossi

Tre malati mentali rinchiusi in una stanza bianca, asettica. Un’infermiera, Europa, osserva e studia i loro gesti ripetitivi e la loro ossessiva immobilità.
Le infinite sfaccettature della psiche umana si insinueranno in una realtà de-oggettivata, pervadendola. Ispirato al mito greco di Europa, il cui lirismo viene trasposto in un contesto totalmente straniante.

Note di regia

L’idea primordiale di Europa nasce dall’interesse nei confronti della metafora e del mistero insiti nel mito greco. La splendida semidea Europa, così narra la leggenda, venne rapita da Zeus che, pur di averla, prese le sembianze di un toro che emanava profumo di rosa. Dall’unione dei due nacquero tre figli: Sarpedone, Minosse e Radamanto.
Da questo spunto iniziale prende forma l’idea di riscrivere il mito utilizzando un linguaggio prettamente cinematografico, in cui da una parte è palese l’intenzione di utilizzare la narrazione mitica come metafora dell’oscuro enigma della psiche umana, dall’altra invece, è interesse degli autori smontare il concetto di oggettività dello sguardo tramite inquadrature strutturate in diversi punti di vista.
L’idea della totale alienazione dalla realtà è affrontata tramite la scelta di diverse soluzioni stilistiche: gli attori sono chiamati a “non recitare” e, quindi, ad “essere” e a “non essere” allo stesso tempo, ad estraniarsi completamente dalla realtà all’esterno e all’interno della stanza.
La scelta dell’Adagio in sol minore per archi ed organo, che dà titolo al film, di Tomaso Albinoni è rivolta ad enfatizzare la tragicità nascosta nell’apparente immobilità degli eventi; Europa, la bella infermiera-madre, che nasconde nella sua emblematica figura la freddezza di un improbabile sguardo oggettivo e la dolcezza di una madre che osserva, con pietà, il frutto marcio del suo grembo.
Realtà e visione vengono inseriti nello stesso punto di vista, tramite l’escamotage di anacronistici televisori a tubo catodico. Queste finiranno così per entrare l’una nell’altra, a dimostrazione che la mente umana è in grado di creare realtà plausibili tanto quanto la verità che si crede oggettiva solo perché visibile e manifesta. Solo la visione di Sarpedone (in senso lato anche quella di Radamanto) ha dei vaghi riferimenti al mito di Europa. Gli altri personaggi hanno visioni che riprendono solo il carattere onirico-lirico tipico delle narrazioni mitiche dell’antica Grecia.
La stessa Europa, nel finale, non potrà trarsi fuori dal tragico destino dei figli, divenendo lei stessa metafora del dolore dell’essere umano rinchiuso nella prigione di carne chiamata “realtà”.

Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Gli autori

Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, romani, si conoscono da quando hanno cinque anni e hanno condiviso da allora molte cose, tra cui gli studi al DAMS musica dove si sono diplomati con una tesi sul cinema (Matteo su ZerkaloLo specchio – di Andrei Tarkowsky e Daniele su Trois couleurs: Bleu di Krzysztof Kieslowski). Daniele è diplomando in pianoforte al Conservatorio mentre Matteo è batterista. Entrambi suonano nel gruppo
Do not cross the railway lines (www.myspace.com/donotcrosstherailwaylines) e scrivono per la rivista cinematografica Close-up.
Dopo una militanza nell’ambito della composizione di colonne sonore per il cinema e di musiche di scena per il teatro, scelgono di fondere le loro due passioni (con l’aggiunta della scrittura) realizzando il loro primo corto Chrysalis, storia di un uomo che percorre quotidianamente lo stesso tragitto per rientrare in casa, in una routine programmata fatta della reiterazione degli stessi gesti. Un giorno si imbatte in una splendida farfalla nell’ascensore del suo palazzo che provocherà una metamorfosi che lo porterà a una rinascita. Di straordinario impatto visivo, girato con una Panasonic DVX100, Chrysalis supplisce all’investimento irrisorio per la sua realizzazione (si parla addirittura di una cinquantina di Euro) con l’inventiva, il prestito delle attrezzature e il supporto di una troupe estremamente professionale (l’operatore è a sua volta un autore di cortometraggi, l’aiuto regista uno dei soggettisti, un fumettista e pittore come responsabile degli effetti visivi), tanto da fare pensare a un prodotto decisamente ricco.
Per la realizzazoine di Chrysalis, gli autori hanno fatto ricorso a uno storyboard fotografico mentre per Europa è stato girato un vero e proprio film in un luogo diverso per studiare gli incastri della storia e i mostrare i movimenti alla troupe.
Il corto si fa notare a vari festival (La cittadella del corto di Trevignano Romano, Festival internazionale del nuovo cinema di Pesaro, Indyvision di Corsico (MI), fino al premio ottenuto al festival Unishort organizzato dall’Università di Roma Tor Vergata e presieduto da Michele Placido) ed è stato trasmesso da varie reti televisive, tra cui La7 nell’ambito della trasmissione “25ma ora”.
Matteo racconta che lo spunto per Chrysalis è nato in modo causale dall’osservazione di una farfalla nell’ascensore di casa nel corso di alcuni giorni. La musica ha poi portato a immaginare la scena della metamorfosi, che nel film è accompagnata dalle note di Dvorak, così come è stato l’ascolto di Albinoni a ispirare il racconto di Europa.
Ed è sempre la musica ad avere un ruolo fondamentale nelle due opere, dove viene sostituita al dialogo, portando a un effetto ancora più potente proprio grazie alla sottrazione di questo elemento.
Attualmente stanno lavorando a un nuovo cortometraggio ispirato al mito greco di Sisifo.

Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Cast artistico

Giulia Galiani (Europa), Michele Botrugno (Minosse), Sandra Conti (Sarpedone), Daniele Tammurello (Radamanto), Alessia Francescangeli (Ballerina), Luigi Pisani (Uomo elegante), Leonilde Basile (Donna anziana #1), Rosina Ranieri (Donna anziana #2), Matteo Botrugno (Uomo senza volto)

Cast tecnico

Regia, montaggio, digital grading, effetti speciali: Matteo Botrugno, Daniele Coluccini,
Soggetto: Daniele Coluccini, Matteo Botrugno, Michele Botrugno
liberamente ispirato al Mito di Europa
Sceneggiatura, direzione della fotografia: Daniele Coluccini, Andrea Esposito, Matteo Botrugno
Aiuto regia: Alessandro Stella, Andrea Esposito
Luci: Marco Pascucci
Operatore: Luca Lardieri
Fonico in presa diretta, missaggio, post-produzione audio: Valerio Stirpe
Aiuto fonico: Giulia Rapicetta
Direzione effetti visivi: Simone Pasqualini
Direzione trucco: Silene Monti
Scenografie: Marta Antonelli, Simone Pasqualini
Trucco ed effetti visivi: Arianna Bonazzi, Agnese Rapicetta, Alessia Spagnoli, Alessandra Bellucci
Foto di scena: Daniela Porto
Produzione: Matteo Botrugno, Daniele Coluccini
Digital grading ed effetti speciali: Daniele Coluccini, Matteo Botrugno
Colonna sonora: Tomaso Albinoni (arr. Remo Giazotto)
Adagio in G minor for strings and organ
Direttore: Mauro Conti

Per informazioni e per vedere i trailer dei corti: http://www.myspace.com/nolia2007

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