Cyrus > Jay e Mark Duplass

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articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010) p. 21
all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010

Cyrus
Jay e Mark Duplass | USA – 2009 – 35mm – Colore – 93′

di Roberto Rippa

La sua ex moglie sta per risposarsi e ormai si è isolato da tutto e da tutti, quando, inaspettatamente, John conosce la sua donna dei sogni… Per scoprire subito dopo che nella sua vita c’è un altro uomo: Cyrus, il figlio ventunenne. Cyrus, che farebbe di tutto per proteggerla, non è pronto a dividerla con chicchessia, specialmente non con John. I due si ritroveranno così a combattere per la donna che amano, e sembra che solo uno ne uscirà vincitore.

Quello del “mumblecore” – termine odioso che mi auguro di non dover usare mai più e che caratterizza film a bassissimo costo basati fortemente su dialoghi, spesso improvvisati – è un movimento dallo stile ormai consolidato che permette di realizzare commedie a costi contenuti tenendosi meritevolmente a distanza dai luoghi comuni di Hollywood. I celebrati fratelli del cinema indipendente Jay e Mark Duplass, già autori di Baghead del 2008, con Cyrus usano il formato ma non riescono a distaccarsi dal luogo comune.
Non lesinando mai lo zoom ravvicinato sui volti dei loro attori a suggerire realtà e immediatezza come a captare l’emozione del momento (una tecnica che chi ha seguito la bellissima serie della BBC The Office conosce bene, ma che sul grande schermo suona falsa dopo 3 secondi), i Duplass mettono al centro della loro storia tre personaggi: Cyrus, ventiduenne tuttora in piena adolescenza e a un passo – nemmeno troppo lungo – dalla psicosi, sua madre Molly, tutta rivolta alla comprensione di quell’unico figlio, e John che, mentre la sua ex moglie gli comunica il suo prossimo, secondo, matrimonio, è profondamente solo e non certo sostenuto dalla speranza di un’esistenza migliore. L’incontro tra questi ultimi due mette in allarme Cyrus, che teme che sua madre si allontani da lui se impegnata in una relazione stabile. Da qui, la messa in atto di una serie di perfidie, dettate più dall’istinto di sopravvivenza che da una cattiveria fine a sé stessa, che metteranno a repentaglio la neonata relazione tra i due adulti.
Commedia drammatica con qualche sprazzo di umorismo, Cyrus pare sottintendere costantemente una disaffezione dei registi nei suoi stessi confronti: situazioni e personaggi appena abbozzati, prevedibilità diffusa, non c’è certamente un sovradosaggio dei suoi elementi – pratica comune nella commedia americana più recente – ma, al contrario, un vuoto narrativo che scarica l’intero peso di una storia poco strutturata sulle spalle di un quartetto di attori (comprendendo l’ottima Catherine Keener nel ruolo della ex moglie) che riescono – soli – a dare spessore ai loro personaggi. Sono proprio loro, facendo anche largo uso di improvvisazione, a salvare il film da una piattezza narrativa diffusa.
John C. Reilly (che, curiosamente, appariva in Step Brothers di Adam McKay del 2008 in un ruolo simile a quello di Cyrus pur in chiave più spinta di commedia) offre al personaggio di John molte sfaccettature candidandosi a possibile erede del grande Walter Matthau. Idem dicasi per Marisa Tomei, un’attrice che ha saputo spesso nobilitare con la sua presenza film non all’altezza della sua bravura. Jonah Hill, dal canto suo, trova in Cyrus un personaggio che gli permette di utilizzare in maniera compiuta i suoi strumenti di attore, allontanandosi dallo stereotipo in cui le sue recenti partecipazioni (Funny People, Superbad, Knocked Up) sembravano relegarlo.
È grazie a tutti loro se Cyrus risulta infine essere una commedia non priva di buoni momenti a dispetto della seceneggiatura tagliata con il falcetto.

Cyrus
USA – 2009 – 35mm – Colore – 93′
Piazza Grande | 63° Festival del film Locarno
Regia, sceneggiatura: Mark Duplass, Jay Duplass; Musiche: Michael Andrews; Fotografia: Jas Shelton; Montaggio: Jay Deuby; Interpreti principali: John C. Reilly, Jonah Hill, Marisa Tomei, Catherine Keener, Matt Walsh

John C. Reilly a Locarno

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