Parque vía > Enrique Rivero

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Un lungo, quasi interminabile, piano sequenza ci introduce nel mondo di Beto, anziano custode di una villa disabitata e in vendita da tempo senza successo, le cui giornate sono tutte uguali, fatte di piccoli gesti di conservazione di una casa che ha conosciuto tempi migliori. Gli unici echi che sembrano giungergli dal mondo esterno, salvo qualche breve uscita per mangiare cibo venduto in strada, sono quelli proposti dalla televisione, con i suoi sensazionalistici titoli di cronaca nera, e dalle pagine dei giornali – vecchi – regalatigli dalla algida padrona di casa (interpretata con efficacia dalla madre dello stesso regista).
Quando la casa verrà venduta, l’anziana e ricca proprietaria non troverà altro da fare che dargli soldi, non riuscendo davvero, malgrado il lunghissimo rapporto che in qualche modo li lega, a provare empatia per lui. Beto però non riesce a vedersi in un altro mondo che non sia quello circoscritto dalle mura di casa, dalla sua quotidianità fatta della ripetizione degli stessi gesti, e così, quando la padrona di casa morirà davanti ai suoi occhi nel corso di una visita, non troverà altra via di uscita dalla sua situazione che quella di devastarla a colpi di badile in faccia simulando un omicidio. Il carcere potrà offrirgli la sola vita che conosce, quella fatta di quattro mura, pochi gesti e il mondo che gli giunge dalla televisione. Ispirato a una storia vera, riproposta in una via di mezzo tra finzione e documentario, Parque vía mette in scena in modo efficace la distanza tra due classi sociali, che si sfiorano senza riuscire mai a trovare un vero punto di contatto. Enrique Rivero dimostra nel suo primo lungometraggio di sapere raccontare in maniera non banale una storia solo apparentemente semplice. Parque vía è un’opera interessante e promettente ma non degna del Pardo d’oro.

Roberto Rippa

Parque vía (Messico, 2008)
Regia, sceneggiatura: Enrique Rivero
Musiche: Alejandro de Icaza
Fotografia: Arnau Valls Colomer
Montaggio: Javier Ruiz Caldera
Interpreti principali: Nolberto Coria, Nancy Orozco, Tesalia Huerta, Lorena Vieyra
35mm
86’

Sezione Competizione internazionale

Pubblicato su Rapporto confidenziale speciale 61. Festival del film di Locarno (settembre 2008)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+