speciale ET IN TERRA PAX

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speciale a cura di Roberto Rippa e Alessio Galbiati (Rapporto Confidenziale)

 

Et in terra pax / Diario

di Roberto Rippa e Alessio Galbiati

RC numero28 (pagg. 86-87)
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Intervista agli autori Matteo Botrugno, Daniele Coluccini e Andrea Esposito

a cura di Rapporto Confidenziale

RC numero28 (pagg. 88-92)
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Intervista agli attori Maurizio Tesei, Riccardo Flammini, Michele Botrugno e Germano Gentile

a cura di Rapporto Confidenziale

RC numero28 (pagg. 93-95)
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Intervista a Gianluca Arcopinto

di Alessio Galbiati

RC numero28 (pagg. 96-100)
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Et in terra pax (And Peace on Earth)
Regia di MATTEO BOTRUGNO e DANIELE COLUCCINI
Soggetto: MATTEO BOTRUGNO | Soggetto e sceneggiatura: MATTEO BOTRUGNO, DANIELE COLUCCINI, ANDREA ESPOSITO | Aiuto regia: ANDREA ESPOSITO, LUCA LARDIERI | Montaggio: MARIO MARRONE | Fotografia: DAVIDE MANCA | Scenografia: LAURA BONI, IRENE IACCIO | Costumi: CHIARA BAGLIONI, IRENE AMANTINI, PIERLUIGI PORFIRIO | Suono: ANDREA VIALI | Musiche: ANTONIO VIVALDI ("Et in terra pax"), ALESSANDRO MARCELLO ("Adagio di Re minore") | Organizzatore generale: PAOLO BOGNA | Direttrici di produzione: FRANCESCA GIANNONE, LAURA TOSTI | Prodotto da GIANLUCA ARCOPINTO (Settembrini Film), SIMONE ISOLA (Kimerafilm) | Vendite estere: ELLIPSIS MEDIA INTERNATIONAL | Formato di ripresa: Red One Digital | Formato di proiezione: 35mm, colore | Paese: Italia |

Anno: 2010 | Durata: 89′


Interpreti: MAURIZIO TESEI (Marco), UGHETTA D’ONORASCENZO (Sonia), MICHELE BOTRUGNO (Faustino), FABIO GOMIERO (Federico), GERMANO GENTILE (Massimo "Nigger"), SIMONE CRISARI (Glauco), RICCARDO FLAMMINI (Mauro), PAOLO PERINELLI (Sergio), MATTIA NISSOLINO (Ragazzino con Cellulare), SERGIO CHIMENTI (Carrozziere), ALJOSHA MASSINE (Sasha), GIORGIO BIFERALI (Michele), BLU LEPORE (Ex Moglie di Marco), LUIGI LEONARDO FILOSA (Sfasciacarrozze), PAOLA MARCHETTI (Nonna di Sonia), GABRIELE SISCI (Mirko), SANDRA CONTI (Roberta), ALESSANDRA SANI (Sabrina), CLARA RUSPESI (Nonna Faustino), ALBERTO SPERANDIO (Tossico), ALBERTO MOSCA (Franco), MARIO FOCARDI (Giuliano), STEFANO AUGERI (Simone), SILVIA SALVATORI (Loredana)

 

 

Intervista agli autori Matteo Botrugno, Daniele Coluccini e Andrea Esposito

 

Intervista agli attori Maurizio Tesei, Riccardo Flammini, Michele Botrugno e Germano Gentile

 

Intervista a Gianluca Arcopinto

 

 

 

 

 

Et in terra pax / Diario

di Roberto Rippa e Alessio Galbiati

 

Rapporto Confidenziale segue Matteo Botrugno e Daniele Coluccini sin dai loro primi cortometraggi, tanto da avere organizzato – il 21 novembre del 2008 – un’anteprima del loro “Sisifo”, in una piccola sala a Lugano, approfittando dell’occasione per ripercorrere il loro lavoro grazie alla proiezione dei precedenti “Chrysalis” e “EUROPA”, entrambi del 2007. Ciò che colpiva sin dalle prime prove era la capacità di lavorare con estrema cura e precisione sulla profondità dei temi, grazie ad una scrittura mai banale, e su una qualità visiva non comune (soprattutto se si considera che hanno sempre realizzato le proprie opere a costo zero potendo contare su squadre tecniche disposte a collaborare ai loro progetti grazie alla convinzione riposta nelle loro qualità), risultati derivanti da un lungo e accurato lavoro di preparazione di ogni singolo dettaglio (artistico e tecnico) che permette loro, oggi come allora, di lavorare in tempi brevi sul set.

È stato nel luglio del 2009 che abbiamo avuto modo di leggere una delle prime stesure di “Et in terra pax”, quello che sarebbe diventato il primo lungometraggio dei due registi. La sceneggiatura presentava una forte coerenza con le caratteristiche che avevano reso così peculiari i loro cortometraggi: grande cura nella scrittura e nel linguaggio nonché il desiderio di superare i limiti del luogo comune cinematografico, risultati conseguiti grazie al lavoro di gruppo, che comprende il co-sceneggiatore Andrea Esposito, basato su lunghe conversazioni attorno ad ogni aspetto dell’opera fino alla sintesi di un accordo unanime.

La sceneggiatura era a tal punto convincente da divenire il mezzo per ottenere l’interessamento di Gianluca Arcopinto, il più importante e prestigioso produttore indipendente italiano, che da quella lettura ha scelto di entrare a far parte di questa avventura cinematografica per certi versi unica. Perché questo film ha più di una particolarità: tra le tante, quella di essere “la prima volta” in cui una parte consistente degli studenti di un corso del Centro Sperimentale di cinematografia (a.a. 2008-2009) unisce le forze per dare alla luce un film, prestandosi in grande parte degli aspetti della sua realizzazione: dalla produzione al suono, dalla fotografia al montaggio, dalla scenografia a parte degli attori (tra diplomati e diplomandi).

Dalla lettura della sceneggiatura alla possibilità di vedere (sul display di un telefonino!) una scena già girata – che, malgrado il mezzo poco adatto, confermava la qualità già nota grazie ai lavori precedenti – passarono pochi mesi. Fino a maggio 2010, quando finalmente c’è stato modo di vedere il film per intero, in una versione molto vicina a quella definitiva.

Cosa sia successo dal quel momento è noto a tutti coloro che abbiano seguito la Mostra del cinema di Venezia, con buona parte della stampa dai grandi numeri colpevolmente assente. Presentato alle Giornate degli autori l’8 settembre, il film viene accolto con 15 minuti di applausi (così riportano le sempre esagerate cronache festivaliere; noi possiamo testimoniare di un applauso scrosciante, convinto e commosso) e definito da uno dei curatori della sezione come il capitolo iniziale di un percorso promettente che porterà gli autori ad alti riconoscimenti nello spazio di pochi anni. Il successo è stato replicato a Roma, con una proiezione stracolma il giorno 16 settembre alla quale ne è seguita una extra il 19, ed a Milano il giorno 23 settembre. Il film ad oggi non ha ancora una distribuzione nazionale – ma il produttore Arcopinto promette di occuparsene in prima persona – ma è probabile che almeno nei capoluoghi giunga presto.

Andate a vederlo! Non perdete l’occasione di assistere a un film che smentisce buona parte dei luoghi comuni sul cinema italiano e offre un punto di vista inedito su quello che superficialmente è stato da alcuni definito come il ritratto del degrado di una periferia (quella romana del Corviale) e che invece è uno studio di caratteri di raro spessore.

Su queste pagine non appare una critica compiuta del film semplicemente perché ne trovate tante – curiosamente unanimi nel lodarlo – sulla rete. Ma, soprattutto perché, in fondo, una critica del film la trovate già insita nelle domande che abbiamo posto nelle interviste ai registi, allo sceneggiatore, agli attori ed al produttore, realizzate fra il 5 e l’8 settembre scorso a Venezia, e che trovate in versione integrale su questo numero ed in video sul nostro sito.

“Et in terra pax” verrà presentato in concorso al Tokyo International Film Festival il prossimo 26 ottobre.

Siamo convinti che questo sia solo l’inizio di una carriera promettente per molte delle persone coinvolte nel progetto, percorsi umani e professionali che dovranno però fare i conti con l’irrazionalità della realtà italiana, resa asfittica dal clientelismo e dalla mancanza di coraggio, ma alla quale “Et in terra pax” pare offrire alcune soluzioni, che invariabilmente passano per la necessità di unire i singoli percorsi e le traiettorie, perché il cinema, come l’Italia, hanno la necessità e l’urgenza di cambiare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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