SS-Sunda

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È in avanzato stato di lavorazione il documentario The Diabolikal Super-Kriminal, che molto probabilmente sarà pronto in tempo per la presentazione al Ravenna Nightmare Film Fest il prossimo ottobre.
Realizzato da SS-Sunda, già autore di Flesh Doll Operetta, e prodotto da Sinepathic Films e Comicfix, The Diabolikal Super-Kriminal verte sul personaggio di Killing (Sadistik negli Stati Uniti), protagonista di un fotoromanzo nato nel 1966 sull’onda del successo di Diabolik e Satanik, pubblicato per 62 numeri e oggetto di censura a causa delle scene all’epoca considerate spinte.
Il documentario includerà interviste esclusive a Liliana Chiari, attrice per Fellini e Salce, Emma Costantino (la Erna Schurer di tanto cinema di genere italiano, da Nude per l’assassino, 1975, di Andrea Bianchi a La Vergine, il toro e il capricorno, 1977, di Luciano Martino), al regista Corrado Farina e a molti altri testimoni generosi di aneddoti sul fumetto e sull’epoca in cui toglieva il sonno ai censori.
Personaggio in totale controtendenza rispetto ai supereroi positivi tanto amati quanto portatori malsani di un ideale patriottico e culturale unico, come spiega SS-Sunda nell’intervista che segue, Killing è un’incarnazione del male e basta, senza sottotesti o messaggi occulti. E come tale è stato amato nei Paesi dove il fotoromanzo è stato pubblicato tradotto (dalla Francia alla Turchia – dove il personaggio è stato usato per il film della serie Kilink – dagli Stati Uniti a Paesi Latino americani come Colombia, Argentina, Brasile).
The Diabolikal Super-Kriminal, alla fine, non rappresenterà solo un’occasione per conoscere coloro che hanno inventato o dato vita cartacea al personaggio, ai suoi antagonisti e alle sue svariate amanti, ma anche per un excursus nel clima dell’epoca, in cui la censura imperversava esercitando un potere pressoché incontrastabile.

 

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Intervista a SS-Sunda
di Mort Todd (www.goSadistik.com)
Traduzione di Roberto Rippa

 

goSADISTIK.com: Per iniziare: quando sei nato, dove e ci sono interessanti aneddoti sui tuoi antenati?

SS-SUNDA: Sono nato in Italia nel 1973. Non dico la data perché detesto che qualcuno mi faccia gli auguri per il compleanno. A proposito dei miei antenati, a dire il vero non mi importa granché ma se ti interessa saperlo ho appena scoperto di avere origine turche.

goS: Quando hai scoperto di essere un artista? Quali sono le tue influenze? Qual è il tuo mezzo preferito, film o fumetto?

SS-S: L’arte non esiste, è solo una parola creata dall’uomo per dividere i suoi simili in categorie e classi. Al di fuori della parola, comunico anche attraverso la scrittura, il disegno e l’immagine filmata. Credo che queste siano le vie pratiche per esprimermi. La prima cosa che ho scoperto, dopo la parola, è stato il fumetto. Quando ero un bambino, ero solito disegnare strisce porno ispirate a cartoni innocenti e poi le vendevo ai miei compagni delle elementari. Le mie influenze sono troppe, mi dilungherei troppo su fumetti, cinema, libri e musica che mi hanno ispirato e illuminato. Fino ad oggi ho diretto alcuni cortometraggi porno-splatter, ho scritto e disegnato, talvolta solo scritto, molti fumetti underground per fanzine italiane e spagnole.

goS: Quando hai iniziato a leggere i fumetti? Ti ricordi quali erano e quanto hanno influenzato te e la tua vita?

SS-S: Era Topolino. Ricordo che ne sfogliavo le pagine quando ancora non sapevo leggere. In un certo senso penso mi abbia influenzato ma il mondo Disney non è il tipo di mondo in cui mi piacerebbe vivere.

goS: E quando hai visto il primo fotoromanzo? E cosa era?

SS-S: Il primo è stato propro Killing. Dovevo avere undici anni quando ho visto alcuni numeri di Kriminal, dei maestri Magnus e Bunker, e me ne sono innamorato. Grazie a quelle ristampe avevo riscoperto i fumetti noir. Quindi nei negozi di libri di seconda mano ho iniziato a cercare titoli come Satanik, Demoniak, Sadik, Mister X e Infernal, finché mi è capitata tra le mani una copia di Killing. Ero senza parole. Era sorprendente per me vedere un fumetto con personaggi reali. Ho visto in seguito anche spazzatura come Genius, che comparato a Killing in quanto a contenuto e esecuzione equivarrebbe a paragonare i documentari di propaganda militare con i documentari di Michael Moore. Rosario Borelli è senza dubbio il più grande regista di racconti a fotografie che io abbia mai visto. È vero che, senza pubblicazioni come Diabolik e Kriminal, Killing non sarebbe mai esistito ma è altrettanto vero che senza Borelli non avremmo avuto fotoromanzi come Fatalik, Terrifik, Yorga, Namur, eccetera…

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Killing – edizione statunitense (da www.goSadistik.com)

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Killing – edizione italiana (da www.goSadistik.com)

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Killing – edizione francese (da www.goSadistik.com)

 

goS: Quali pensi siano le differenze tra fumetto e fotoromanzo che la maggior parte delle persone non realizzano?

SS-S: Nei fumetti nulla è impossibile perché puoi disegnare qualsiasi cosa tu voglia. Nel fotoromanzo c’erano parecchi limiti tecnici, nulla a che vedere con l’era digitale che viviamo.

goS: Da dove ti è nata l’idea di realizzare un documentario su Killing?

SS-S: Essendo io stesso un amante sia del cinema che del fumetto, ho deciso di usare il migliore fotoromanzo che io abbia mai conosciuto per parlare di un cinema e di un fumetto che non esistono più. Un’altra fonte di ispirazione sono stati gli anni ‘60, la Beat generation, il movimento hippy. Mi affascinavano quando ero adolescente e ancora li tengo in grande considerazione. Credo che la (poca) libertà di cui godiamo oggi sia dovuta (molto) a loro. Killing è stato snobbato dai miei predecessori culturali, perchè al periodo era seguito soprattutto da un pubblico di borghesi repressi che aveva un idea distorta sull’erotismo e sulla donna. Quindi, per l’hippy-freak convinto che sono, ho deciso di contribuire alla sua rivalutazione, perchè dopo quarant’anni sono estremamente convinto che Killing possa avere un tipo di pubblico più adeguato. Non sto dicendo che abbia vinto il “pensiero borghese”, ma semplicemente che Killing per quei tempi era troppo avanti… infatti parole come psicotronico e hard-boiled nel 1966 non erano ancora state coniate.

goS: Quale tipo di pubblico vorrà vedere il film?

SS-S: Non lo so, ma il mio The Diabolikal Super-Kriminal vuole anche essere un documento storico e culturale, adatto a diversi tipi di pubblico.

goS: Cosa ha di tanto attraente un maniaco omicida mascherato e perché gode di un culto internazionale malgrado non venga stampato da così tanto tempo?

SS-S: Killing è il male e basta. Non ci sono messaggi nascosti, a parte il suo amore per Dana. Killing parla solo di crimine. Esattamente l’opposto di quei supereroi psicopatici pieni di morale stupida e patriottica. I supereroi vorrebbero rappresentare il bene assoluto ma non sono altro che figli di una bandiera, protettori di una legge e una cultura, quelle dei loro stati. Non sono mai difensori di un’etica civile mondiale.

goS: Come si svolge a livello cinematico DSK? Qual è la sua struttura?

SS-S: Inizierà come un saggio sull’attacco moralistico in Italia ai fumetti noir e erotici dell’epoca. Poi ci saranno storie dei sopravvissuti del fotoromanzo (attori e staff editoriale) e alcune opinioni di persone illustri su Killing e su ciò che gli orbitava intorno. Ci saranno anche filmati d’archivio in 8mm girati da uno degli sceneggiatori di Killing alla redazione della casa editrice Ponzoni, alcune magnifiche sequenze erotiche, sempre in 8mm, tratte dai corti anni’60 di Corrado Farina; e infine una Killing fiction da me realizzata.

goS: Come hai trovato gli attori originali del fotoromanzo? e qual è stato il migliore e il peggiore momento con loro?

SS-S: Non è stato facile! Molti tra loro erano caduti nel dimenticatoio da almeno 30 anni. Altri non avevano il nome compreso nei crediti e alcune attrici si erano allora nascoste sotto uno pseudonimo. Ho usato metodi da investigatore! Il momento migliore è stato quello dell’intervista a Rico Boido. Mi ha sopreso per il suo calore umano e perché parla e si muove come un trentenne. Il mio secondo momento preferito è stato quando ho ottenuto che lo sconosciuto attore che interpretava Killing indossasse la maschera di nuovo, 37 anni dopo. Ho passato bei momenti anche con Vito Fornari (che prima di apparire in Killing era stato il protagonista di Kimba, fotoromanzo modellato sul personaggio di Tarzan) e Erna Schurer, per la sua dolcezza. È stato bello con tutti, ad eccezione che con un attore che prima di farsi intervistare mi ha chiesto 2000 Euro. Mi ha spiegato che essendo famoso nel cinema, avrebbe potuto ricordarsi solo per soldi di quel miserabile fotoromanzo!!!

goS: Quali sono stati il momento peggiore e migliore della produzione?

SS-S: Il peggiore è stato quando, in pre-produzione, ho scoperto che Rosario Borelli era morto nel 2001. Avrei voluto congratularmi con lui di persona ma questo documentario non uscirà tanto presto quanto avrei desiderato. Il migliore sarà quando io e la produzione troveremo una distribuzione seria che garantisca a questo film quanta più visibilità possibile nel mondo.

Leggi l’intervista integrale in inglese su www.goSadistik.com

 

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