Massimo Coppola. Bianciardi!

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BIANCIARDI!

Un film di Massimo Coppola

Anno: 2008

Soggetto e sceneggiatura
Massimo Coppola
Alberto Piccinini

Immagini
Giovanni Giommi

Suono
Alberto Fasulo

Montaggio
Giogiò Franchini
Latino Pellegrini

Prodotto da
Massimo Coppola
Giacomo Papi
Francesca Cima
Nicola Giuliano
In associazione con
Luca Fanfani

DVD
Edizione Isbn Milano Films / Idigo Films
Prezzo: 17.80 €

Luciano Bianciardi (1922-1971) è stato uno degli scrittori e giornalisti più influenti degli anni sessanta. Autore di La vita agra, intellettuale a cottimo ossessionato dalla macchina per scrivere, dalle donne e dalla televisione, ha raccontato il suo tempo con instancabile e spietata dedizione. Arrivato nella Milano del boom economico, con una missione da compiere in nome dei minatori della sua Maremma uccisi dal grisou: fare la rivoluzione. Finirà inesorabilmente stritolato dagli ingranaggi della trionfante industria culturale italiana. Muore a 49 anni abbandonato da tutti, col fegato consumato dall’alcol.

«Abbiamo viaggiato tra Grosseto, Roma, Rapallo, Milano, per ascoltare le voci di quelli che vissero vicino allo scrittore la sua “vera” vita agra. Dalla compagna Maria Jatosti, per cui mollò moglie e figli e scappò a Milano, alla figlia Luciana, con la quale riallacciò un tenero e drammatico rapporto negli ultimi anni di vita. E poi i suoi editor, i vecchi amici di Grosseto, quelli della boheme milanese e quelli dell’esilio di Rapallo, il luogo che aveva scelto per scappare da quella Milano che “lo aveva accolto a braccia aperte – come ricorda Maria Jatosti – ma che non amava, che anzi disprezzava”.
Proprio la Milano di oggi, vista dal finestrino di una vecchia Fiat (la stessa su cui Bianciardi fece e raccontò un viaggio in Marocco), fa da sfondo a queste voci. Non è rimasto niente di allora, di quella stagione della cultura italiana, così come non è rimasto niente della miniera di Ribolla, che saltò in aria e accese la rabbia di Bianciardi fino alla fine della sua vita. O forse, è rimasto tutto. Tutto quello che Bianciardi aveva già visto quarant’anni fa: la sconfitta, la fine delle speranze, l’impossibile fuga dalla grigia normalità della vita e dall’inesorabilità del potere.
»

Massimo Coppola e Alberto Piccinini

Isbn Milano Films

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