Baisers volés > François Truffaut

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Trama

In seguito al congedo dal servizio militare a causa delle sue intemperanze comportamentali, Antoine Doinel fa ritorno a Parigi, dove è costretto ad ingegnarsi nel trovare un qualsiasi lavoro e dove tenta di riprendere la sua storia sentimentale con la poco convinta Christine.
Dopo avere lavorato come portiere notturno ed essersi fatto licenziare, lavora come investigatore privato ed è proprio nello svolgimento di questa attività che fa la conoscenza della moglie di un cliente di cui non tarda ad infatuarsi.

Commento

Nel febbraio del 1968, Henri Langlois viene destituito dalla direzione della Cinémathèque Française, evento che porta i rappresentanti della “nouvelle vague” cinematografica francese, Truffaut e Jean-Luc Godard in primis, a insorgere e mobilitarsi in sua difesa. Questa mobilitazione non sarà estranea al reintegro di Langlois nelle sue funzioni tre mesi dopo la destituzione.
Ma non è questo l’unico evento di quel periodo a scuotere Parigi e l’intera Francia di riflesso: il 3 maggio, infatti, la polizia irrompe alla Sorbonne causando una sollevazione popolare.
Di tutto ciò, ma solo apparentemente, nel film del pur impegnato François Truffaut non c’è traccia, eccezione fatta per la dedica iniziale a Langlois, per l’immagine dell’ingresso sbarrato della Cinémathèque che si vede durante i titoli di testa, mentre non a caso suona l’ammaliante “Que reste-t-il de nos amours” di Charles Trenet, e per la citazione di uno sciopero studentesco.
Terzo capitolo dell’ideale biografia del personaggio di Antoine Doinel, alter ego del regista, Baisers volés segue Les quatre cents coups (1959) e l’episodio Antoine et Colette nel film a episodi L’amour à vingt ans (1962), diretto a dieci mani, oltre che da Truffaut, da Shintarô Ishihara, Marcel Ophüls, Renzo Rossellini e Andrzej Wajda.
Truffaut, in questo capitolo, sceglie di togliere parte dello charme immediato che il suo personaggio costruisce e mostra nei film precedenti ma non l’impulso ribelle che lo caratterizza.
Il film, infatti, inizia con Doinel chiuso nella cella di una prigione militare, gli occhi immersi in un libro, e poco dopo mentre un ufficiale gli sciorina i reati e le inadempienze commesse. Il personaggio si produce in una serie di ammiccamenti diretti in camera, come a farci capire che il vecchio ribelle è sempre in piena forma, anche se stavolta messo in secondo piano a favore di una delicata vicenda sentimentale.
La scena seguente ce lo mostra mentre attraversa una trafficata strada di Parigi, diretto verso un bordello della zona. Antoine pare non avere visto una donna per anni quando bacia una prostituta con tanto trasporto da farla retrocedere. La stessa aggressività si mostrerà nel tentativo di baciare la fidanzata Christine, riluttante nell’accettare un impegno con lui.
Antoine che ora abita in un piccolo appartamento a Montmartre, ha necessità di un lavoro così accetta l’aiuto del padre di Christine, che lo presenta al proprietario di un albergo. Perso velocemente il lavoro di portiere di notte, a causa del disegno di un investigatore privato impegnato a provare l’attività adultera di una donna, troverà lavoro come apprendista investigatore privato.
Il lavoro di investigatore si presta perfettamente alla costruzione episodica che Truffaut sceglie di dare a parte del film, con tanto di dialoghi e situazioni improvvisate.
E’ legato a questo lavoro l’incontro con la moglie di un cliente, la deliziosa madame Tabart, impegnata in una scena di seduzione che ricorda quella del quasi coevo The Graduate (Il laureato, 1967) di Mike Nichols.
Alla fine, la citata assenza di traccia degli eventi che scuotono Parigi in quel periodo è solo apparente: la troviamo forse nelle immagini, nella libertà visuale, nell’improvvisazione di scene e dialoghi.

Roberto Rippa

Baisers volés
(titolo italiano: Baci rubati, Francia, 1968)
Regia e soggetto: François Truffaut
Sceneggiatura: François Truffaut, Claude De Givray, Bernard Revon
Musiche originali: Antoine Duhamel
Musiche non originali: Charles Trenet (Que reste t-il de nos amours?)
Fotografia: Denys Clerval
Montaggio: Agnès Guillemot
Interpreti principali: Jean-Pierre Léaud, Delphine Seyrig, Claude Jade, Michael Lonsdale, Daniel Ceccaldi
90′


DVD
Etichetta: BIM
Origine: Italia
Regione:
Formato video: 1.66:1 anamorfico
Formato audio: Dolby Digital 2.0 Dual Mono
Lingue: francese, italiano
Sottotitoli: italiano
Extra: Truffaut parla del ciclo Doinel e commenta il flim / Commento audio al film di Claude Jade e Claude de Givray intervistati da Serge Toubiana / Presentazione del film di Serge Toubiana / Il caso Langlois / Festival di Cannes 1968

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