Face Addict > Edo Bertoglio

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Nella metà degli anni ‘70, la scena artistica (e non solo) di New York vive un momento di straordinaria vitalità: gli artisti, staccati dall’establishment, si trasferiscono nei fabbricati industriali dismessi a Soho e nell’East Village creando un polo innovativo di grande richiamo. Sono musicisti come Philip Glass, Laurie Anderson, John Lurie, artisti come Nan Goldin e Keith Haring e molti altri, un gruppo in seguito decimato da droga e AIDS.
È testimone dello straordinario periodo il fotografo svizzero-italiano Edo Bertoglio, che di quel gruppo fa parte e che collaborerà a testate come Interview, Rolling Stone, Vogue e Art Forum, prima di perdersi, come i suoi amici, in una spirale di droga e autodistruzione. Lasciata New York e disintossicatosi, Bertoglio torna, a distanza di vent’anni, in quei luoghi e rivede gli amici sopravvissuti: Debbie Harry, John Lurie, Walter Stending. Ognuno pronto a raccontare quella straordinaria epoca attraverso il proprio sguardo.

Partito da New York con un baule di fotografie che non ha più voluto guardare e la cui riscoperta porta alla realizzazione di questo film, Bertoglio mescola i suoi ricordi intimi (il consumo di cocaina e eroina, la fuga da New York) con il ritratto di un’epoca di straordinaria vitalità e libertà, senza che nessuno dei due racconti prevalga sull’altro. Il risultato è un’opera di estremo equilibrio, bella e sincera. Una testimonianza di grande efficacia in cui la nostalgia non intacca mai il racconto, e i cui personaggi, pur talvolta provati, non hanno perso con il tempo nulla della loro forza vitale e della loro voglia di lasciare un segno. Il titolo, che significa «dipendente dai volti» si spiega con il desiderio mai sopito, l’ossessione, e la necessità di Bertoglio di fotografare volti, e sarà proprio la quantità di volti diversi, di diverse provenienze a colpirlo al suo primo arrivo a New York, facendogli così decidere di trasferirvisi lasciando Parigi.

Roberto Rippa

Il regista

Edo Bertoglio, classe 1951, si diploma in regia e montaggio al Conservatoire Libre du Cinéma Français di Parigi nel 1975. In seguito si trasferisce a Londra dove studierà alla Jones School of English. Giunto a New York, dove vivrà per 14 anni, lavora come fotografo per prestigiose riviste americane e internazionali e come autore di copertine di dischi e di video musicali. Dal 1978 al 1981 lavora stabilmente per Interview, la rivista
creata da Andy Warhol e da questa esperienza nascerà Downtown 1981 presentato, dopo alcune difficoltà produttive, nel 1999 a Cannes nella sezione Quinzaine des réalisateurs. Dedicato alla figura di Jean-Michel Basquiat, il film racconta della vitalità
della scena artistica di New York nei primi anni ‘80.

Dichiarazione del regista

Il film trae origine dalla necessità di chiudere un intenso, talvolta difficile, capitolo della mia vita. È precisamente questa necessità ad avermi portato a girare un film sulle esperienze collettive di alcuni tra i protagonisti della «Downtown Scene» di New York. C’ero anch’io e anch’io ne facevo parte.
(Edo Bertoglio)

Face Addict
(Italia-Svizzera, 2005)
Regia e fotografia: Edo Bertoglio
Sceneggiatura: Edo Bertoglio, Gaia Guasti
Musiche: John Lurie, Franco Piersanti
Montaggio: Gilles Dinnematin, Jacopo Quadri
Con la partecipazione di: John Lurie, Walter Stending, Glenn O’Brien, Maripol Fauque, Deborah Harry, Wendy Whitelaw, James Nares, Viktor Bockris
102’


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