Snow White > Samir

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Trama

Ventunenne, bella e di famiglia facoltosa, Nico trascorre la sua esistenza tra feste, droga e alcol. Quando incontra Paco, leader di una band hip-hop, mente sulla sua condizione di ragazza alto-borghese per conquistarlo.
I due si avvicinano e iniziano una relazione che porta a una lite con Boris, lo spacciatore abituale di Nico, che le offriva la cocaina in cambio delle sue grazie e
che ora le chiede di saldare il debito che ha con lui. Da qui avrà inizio la discesa agli inferi di Nico che, messa alla porta dai genitori, si troverà anche a prostituirsi pur di saldare il suo debito, fino alle più estreme conseguenze.

Commento

C’è qualcuno che sia in grado di spiegare come sia possibile nel terzo millennio girare film come questo? Se si, lo faccia e gliene saremmo profondamente grati.
Da parte mia posso solo dire che si tratta di un polpettone indigesto e anacronistico, con ambizioni forse sociologiche tutte fallite, inutilmente lungo, zeppo di luoghi comuni (chissà cosa sarà mai la “neve bianca” del titolo ?!?), da abc del cinema, sceneggiato malissimo (lo sceneggiatore è quello di Achtung, Fertig, Charlie!, chiaro?) e involontariamente ridicolo. Sempre. In ogni segmento.
Si salvano giusto un paio di interpretazioni (il che, con una sceneggiatura così, costituisce già un miracolo), la fotografia, qualche movimento di macchina, la musica e basta.
Rimontato e alleggerito di una mezz’ora abbondante e dei pretestuosi ottocento sotto-finali, sarebbe solo un film molto brutto, molto, molto brutto. E sarebbe già un notevole passo avanti.

Roberto Rippa

Snow White (Svizzera/Austria, 2005)
Regia: Samir
Sceneggiatura: Samir, Michael Sauter
Musiche: Walter W. Cikan, Marnix Veenenbos
Fotografia: Andreas Hutter
Montaggio: Oliver Neumann
Interpreti principali: Julile Fournier, Carlos Leal, Zoé Miku, Stefan Gubser, Stefan Kurt
113’

Il regista

Samir, nato a Bagdad nel 1955, si trasferisce in Svizzera nel 1961. Diplomatosi
tipografo, gira i suoi primi film a partire dal 1983. La sua filmografia, che comprende più di quaranta opere video, tra cui Morlove (1986) e il documentario Babylon 2 (1993), include anche diversi film creati per la televisione tedesca. Il suo documentario Forget Bagdad del 2002 ha ottenuto il premio attribuito nella sezione della critica a Locarno e il Filmaward della Città di Zurigo.

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