Wild Tigers I Have Known > Cam Archer

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Se c’è un periodo della vita più difficile di quello dell’adolescenza (e si può sottolineare “se”), potrebbe essere quello immediatamente precedente l’adolescenza stessa. È il periodo che sta vivendo Logan, tredicenne alle prese con il suo primo turbamento amoroso e con i difficili rapporti con le persone che lo circondano. Oggetto delle sue attenzioni è Rodeo, un ragazzo di poco più vecchio che è l’unico a dimostrare nei suoi confronti un po’ di interesse e di amicizia. Nella sua ricerca di avvicinamento a Rodeo, Logan arriva ad inventarsi un alter ego femminile, Leah, che usa per intrattenere Rodeo in telefonate erotiche notturne. Quando Rodeo chiede alla sua presunta interlocutrice telefonica di incontrarsi, Logan accetta, accettando così anche di affrontare le sue pulsioni.

Questo film girato in video, cui Gus Van Sant partecipa come produttore esecutivo e che è stato sviluppato nell’ambito dei laboratori di scrittura del Sundance del 2005, presenta molti elementi che porterebbero a destestarlo: c’è qualche simbolismo di troppo, troppi ringraziamenti nei titoli di coda, un aspetto generale un po’ “modaiolo” (per gli Stati Uniti) che in Europa è già démodé da tempo, un’aria da “enfant gâté” da Sundance, un che di già visto. E invece il film non risulta affatto antipatico: è ben scritto e c’è grande attenzione ai personaggi, che vengono rappresentati con cura e rispetto. Alla fine l’intento del regista (che si dichiara stufo, non a torto, di vedere film con ragazzi giovani drogati che si stuprano e uccidono a vicenda), ossia quello di rappresentare un ragazzo colto in una particolare e non semplice fase della vita, è perfettamente raggiunto.
Logan non raggiungerà forse il suo ideale di equilibrio, troppe le correnti contrarie, ma dimostra già la forza che gli servirà di lì a poco. Ottima la scelta di Malcolm Stumpf (già visto a fianco di Madonna nell’orrido The Next Big Thing, 2000, di John Schlesinger) nel ruolo del protagonista e anche quella delle musiche (alcune tra le quali composte dal fratello di Archer).

59. Festival internazionale del film Locarno (sezione Cineasti del presente)

Roberto Rippa

Cam Archer, 1982, ha diretto alcuni cortometraggi (Bobbycrush, 2003, in cui tratta lo stesso tema presentato qui, American Fame Pt. 1: Drowning River Phoenix, 2004, in cui analizza la fama dell’attore scomparso mettendola a confronto con il suo desiderio di purezza, Godly Boyish, 2004, e American Fame Pt. 2: Forgetting Jonathan Brandis, 2005, dedicato al giovane attore morto suicida nel 2003). Wild Tigers I Have Known è il suo primo lungometraggio.

Wild Tigers I Have Known
(USA, 2006)
Regia, sceneggiatura e montaggio: Cam Archer
Musiche originali: Nate Archer
Fotografia: Aaron Platt
Interpreti principali: Malcolm Stumpf, Patrick White, Max Paradise, Fairuza Balk, Kim Dickens
HD
81′

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