Le grand voyage > Ismaël Ferroukhi

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Marsiglia: un ragazzo arabo totalmente “occidentalizzato” e musulmano non praticante viene costretto dal padre ad accompagnarlo da Aix-en-Provence alla Mecca in un viaggio in automobile di più di cinquemila chilometri.
Attraverso Italia, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Siria e Giordania, il lungo viaggio permetterà loro di accorciare le distanze più che tra i luoghi tra loro stessi.

 

Quando il giovane Reda, costretto dal padre a un lunghissimo viaggio in automobile dalla Francia alla Mecca, gli chiede perché non possano effettuare il viaggio in aereo, questi risponde che “l’acqua del mare diventa dolce e pura solo quando giunge in cielo e per ottenere questo ci vuole del tempo”. È questa la migliore sintesi di un film che vede due persone molto distanti affrontare insieme un’esperienza faticosa e tortuosa che cambierà entrambi.
Sentendosi ormai anziano, Mustafà, il padre, decide che è il momento di fare il suo dovere di musulmano e di recarsi alla Mecca, viaggio che ogni buon musulmano dovrebbe fare una volta nella vita. L’uomo è ostinato e orgoglioso nel rifiutare un presente fatto di tecnologia e consumismo mentre il figlio, nato e cresciuto in Francia, è totalmente immerso in quel mondo e non disdegna neppure gli alcolici, che suo padre, da buon musulmano, aborre. In un percorso fatto di momenti drammatici quanto di spunti umoristici, sarà proprio il progressivo abbandono dei reciproci pregiudizi ad avvicinarli Paese dopo Paese e a consentire loro di ritrovarsi, giusto in tempo, non più estranei proprio alla fine del viaggio.
Il film, che narrando non solo di un padre e di suo figlio bensì dell’incontro di due mondi solo apparentemente distanti e perfettamente in sintonia una volta abbandonati i reciproci pregiudizi, mette in scena un classico viaggio in cui è il percorso a contare più che la destinazione.
Le interpretazioni dei due protagonisti sono mirabili per misura e adeguatezza in ogni scena.

 

Roberto Rippa

 

Il regista

Ismaël Ferroukhi è nato a Kenitra (Marocco) nel 1962 e cresciuto nel sud della Francia.
Il suo esordio nel cinema avviene nel 1992 con il cortometraggio “L’exposé” (premio Kodak nel 1993 a Cannes) cui segue un connubio con Cédric Kahn in qualità di sceneggiatore dei suoi “Trop de bonheur” (1994) e “Culpabilité zéero” (1996, film per la televisione). Ancora suoi sono il cortometraggio “L’inconnu” (girato per la televisione nel 1996) e il film per la televisione “Petit Ben” (2000).
“Le grand voyage” è il suo primo lungometraggio per il grande schermo come regista. Grazie a questo film, Ismaël Ferroukhi ha ottenuto il premio Luigi De Laurentiis alla 61ª Internazionale del Cinema di Venezia (2004).

 

 

Le grand voyage
(Marocco-Francia, 2004)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Ismaël Ferroukhi
Musica originale: Fowzi Guerdjou
Fotografia: Katell Dijan
Montaggio: Tina Baz
Interpreti principali: Nicolas Cazalé, Mohamed Majd, Roxanne Mesquida, Kamel Belghazi
108′

 

DVD
Edizione: Trigon
Origine: Svizzera
Formato video: 1:1.66 (16:9)
Formato audio: DD
Lingue: arabo-francese
Sottotitoli: francese, tedesco
Extra: –

 

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