Temps d’ecoles d’images | Roma: Pimpinella, Sciolè, Fini

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IMMAGINARIA – VARIATIONS D’IMAGES
TEMPS D’ECOLES D’IMAGES

29-31 ottobre 2010 | Palladium (Roma)
realizzato da Romaeuropa Festival 2010
presentato nell’ambito del Festival Temps d’Images

selezione autori e programma a cura di Pierpaolo De Sanctis e Raffaele Meale
in collaborazione con Roma3 FilmTeatroFest

 

http://romaeuropa.net


Anche quest’anno Romaeuropa Festival ospita all’interno della sua programmazione le serate conclusive dei Cantieri Creativi del circuito europeo Temps d’Images, network internazionale di operatori culturali rivolto a favorire l’individuazione e l’incontro di giovani artisti attivi nei vari panorami nazionali e al sostegno di specifici progetti performativi interdisciplinari dove le espressioni artistiche più varie incontrano l’arte visiva intesa in senso ampio (dal video alla fotografia, dalla pittura al light design), con una particolare attenzione all’utilizzo di soluzioni tecniche originali e nuovi media.

venerdì 29 ottobre

Ore 19.15- 20.00: Proiezione estratti video di BENNET PIMPINELLA

a cura di Giordano De Luca

Vono (2007, 4′)
Il diritto di Bennet Pimpinella (2007, 4′)
Sarajevo, Some Other City (co-regia con Alessandro Chiodo) (2008, 9′)
Romborama (2010, 3′)
Burning Emina (co-regia con Alessandro Chiodo) (2010, 16′) | anteprima italiana

Retro vetro illuminato, stop motion, schermo di spilli, time lapse, graffio e pittura su pellicola, ecco alcune delle tecniche che potreste ritrovare all’interno della vasta opera di Bennet Pimpinella: un modo di avvicinarsi all’arte visiva che nasconde in sé qualcosa di atavico, di sperduto, quasi di dimenticato. Non sarebbe poi così inesatto definire i lavori di Pimpinella utilizzando l’aggettivo desueto, non fosse altro per i riferimenti (mai pedissequi) che traboccano letteralmente dalle sue creature: le avanguardie storiche degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, con l’astrattismo a giocare un ruolo di non secondaria importanza, e poi Alexander Alexeieff, Kenneth Anger, il deflagrante gioco sull’iconografia iconoclasta propria della pop art. L’arte di Pimpinella vive in un limbo imprecisato, in cui il tempo non subisce il peso dello spazio e viceversa. Un universo altro e magmatico che racconta la realtà senza mai scendervi a patti.

 

Per saperne di più vedi: Bennet Pimpinella. Eccentrico e graffiante sperimentatore | articolo + intervista a cura di Alessio Galbiati in RC21 ed in versione html sul sito di RC.

 

 


sabato 30 ottobre

Ore 19.15-20.00: Proiezioni estratti video di FLAVIO SCIOLE’

a cura di Raffaele Meale

Aman4aman (2007, 5’05’’)
Sperasperimentare (2007, 1’06’’)
Speranzasperimento (2007, 2’12’’)
Speraresperimento (2007, 2’04’’)
D’Assenzio M’Assento elogio decadente (2010, 3’55’’)
Sublime Rain, Sublime Pain (2010,13’08’’)

Accanito sperimentatore d’immagini da quasi vent’anni, portavoce di una ricerca antiteatrale (sua la compagnia Teatro Ateo) e anticinematografica basata sulla demolizione incessante e assoluta dei modelli stilistici tradizionali dei due rispettivi linguaggi, nonché sull’uso indiscriminato e arbitrario del proprio corpo-icona, FS (1970) è una delle personalità artistiche più indipendenti e scomode degli ultimi anni, la cui sterminata filmografia comprende oltre 200 titoli – di cui 5 lungometraggi – e circa 500 proiezioni in tutto il mondo (Biennale di Venezia compresa). Quasi impossibile sintetizzare in poche righe i caratteri di un operare bulimico e anarcoide, votato alla decostruzione e allo studio continuo di se stesso, dove l’unico senso possibile non può che essere afferrato a partire dai grandi numeri, prendendo in considerazione la sua opera nell’insieme, o almeno per blocchi contigui.

Sciolé è un po’ il Jesus Franco della sperimentazione audiovisiva, autarchico e vorace, profeta autoreferenziale e narcisista il cui fare è gesto imprescindibile mosso da un’istanza alla quale è impossibile abdicare, in un limbo transestetico dove exploitation e autorialità hanno ampi margini di sovrapposizione e intreccio. Tra performance, pop art e primitivismo, Sciolè agisce sposando l’ottica cromatico-iconoclasta di un distorsore degli anni ’70, fuori controllo e iperdinamico, che tutto tracima in uno sguardo pericolante e in una temporalità implosa.

 

 


domenica 31 ottobre

Ore 19.15-20.00: Proiezione estratti video di FRANCESCA FINI

a cura di Lorenzo Canova

Cry Me (2009, 3′) live performance
Latin Lover (2006, 4′ 33”)
Oasi nel deserto (2010, 5′ 04′)
Duchamp Spinning Glass (2010, 3′)
Performing – The mirror (2010, 3′ 58”)
Eternal Tree (2010, 7′ 12”)
The Shadow (2010, 4′)

Si definisce artista digitale, ma il suo agire spazia dal campo della performance a quello dell’installazione, dalla scrittura al documentario, senza tralasciare il mondo della produzione televisiva (è stata autrice e coordinatrice di programmi Rai e Mediaset). Da tempo Francesca Fini concentra la propria ricerca sull’identità, sul femminile e sul doppio, con una serie di opere al crocevia tra video, rituale umano, poesia, narrazione e inchiesta (il documentario Donne – Born to be Kings o la videoperformance Cry Me). Nell’utilizzo di tecniche e tattiche d’immagine disparate, l’artista fonde insieme stop-motion, moltiplicazione degli schermi e caleidoscopici effetti mirror, dando forma a un universo iperreale e densamente emozionale, la cui mitografia non può prescindere dal richiamo della Pop Art. Il mondo da lei plasmato è figlio di suggestioni popolari, coacervo multiforme dalle sfaccettate deflagrazioni surreali, in cui convivono tanto il fumetto quanto l’arte dal basso: uno sguardo penetrante sulla contemporaneità che non esita a "ricreare", nel senso più ampio del termine.

 

 

 

 

 

 

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