A History of Mutual Respect > Abrantes, Schmidt

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Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010), p. 8
all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010

A History of Mutual Respect
Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt | Portogallo – 2010 – 35 mm – colore – 23’
di Alessio Galbiati

Quando due ragazzi intraprendono un viaggio filosofico, ma solo uno dei due è debitamente preparato, i loro mondi si divideranno per sempre.

L’idealizzazione della “donna” è da sempre, negli uomini, un’arma a doppio taglio, un riflesso condizionato che sottende una visione distorta dell’altro sesso: è la costruzione di un simulacro al quale essere devoti come ad una divinità.
Il cortometraggio portoghese vincitore del Pardino d’oro per il miglior corto internazionale racconta la storia di due ragazzi innamorati della medesima giovane donna: è la storia di un’amicizia tradita, di un rispetto mutuale andato a gambe all’aria. Ma è pure una riflessione politica sull’utopia del cambiamento, sull’idealizzazione di una realtà modificabile, sull’impossibilità di cambiare la storia.
Il film si apre su di una straordinaria cascata, sul frangersi del suo flusso d’acqua e sui fumi sprigionati da questa enorme distesa d’acqua in caduta libera. La storia si sviluppa e si perde fra i dialoghi di due giovani vaganti nella foresta, soliloqui sospesi fra senso e natura incontaminata. Ad un certo punto l’amicizia dei due giovani vacilla, viene messa in crisi dall’apparizione di una bellissima e conturbante ragazza. Mentre il primo la corteggia, il secondo li osserva da distante, voglioso di possedere quell’essere del quale al momento non può disporre. Li osserva da lontano e ruba qualche sguardo della ragazza. Da questo momento sarà il secondo giovane uomo a gettarsi a capo fitto alla ricerca della donna. Questo momento è reso in maniera straordinaria, cinematograficamente superlativa e sorprendente, da un piano sequenza ed un carrello davvero rimarchevoli, lanciato a tutta velocità nella radura.
Poi il film vira bruscamente. Ci troviamo immersi nell’architettura impossibile di Brasilia, edifici disumani entro i quali i due ragazzi disattenderanno il proprio rispetto mutuale, allontanandosi l’uno all’altro. L’ultima parte del corto li vede contrapposti nella società: Daniel nel mezzo di una manifestazione di disoccupati, Gabriel in una casa alto borghese ad attendere il proprio amore.
Il corto, girato fra Argentina, Brasile e Portogallo, disvela il talento di due filmmaker cosmopoliti (Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt) da tenere d’occhio negli anni a venire.





A History of Mutual Respect
regia, sceneggiatura, montaggio: Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt; fotografia: Natxo Checa; suono: Gabriel Abrantes, Hugo Leitão, Daniel Schmidt; interpreti: Gabriel Abrantes, Alcina Abrantes, Joana Nascimento, Daniel Schmidt; produzione: Mutual respect (Portogallo); coproduzione: Periferia filmes (Portogallo), Zdb; paese: Portogallo; lingua: inglese, portoghese; anno: 2010; durata: 23’

Gabriel Abrantes nasce nel 1984 nel North Carolina. Nel 2008, i suoi cortometraggi “Olympia I/II” vengono selezionati al Festival IndieLisboa’08. L’anno successivo, con “Visionary Iraq” vince il New Talent Fnac Award all’IndieLisboa’09. Attualmente vive e lavora a Lisbona, dove sta lavorando al suo primo lungometraggio, che tratta dell’immigrazione cinese in Angola. A Port-au-Prince, Haiti, stanno per iniziare le riprese per il suo prossimo cortometraggio.

Daniel Schmidt nasce nel 1984 a New Haven, Connecticut. Studia cinema e televisione alla Tisch School of the Arts dell’Università di New York e all’Università di Yale. Attualmente, vive e lavora tra Brooklyn e Los Angeles. Sta sviluppando un lungometraggio nonché una serie di cortometraggi che verranno girati nel Sudest Asiatico.

 

 

 

 

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