No Country for Old Men > Joel e Ethan Coen

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Trama

In un’area desertica del Texas, Llewelyn Moss trova un furgone, al cui posto di guida siede un uomo agonizzante, circondato da diversi cadaveri. Nel furgone, un carico di eroina e due milioni di dollari. Prendendo i soldi, Llewelyn da il via a una reazione a catena che coinvolge un uomo spietato e sanguinario, un cacciatore di taglie, e un anziano, disincantato sceriffo.

Llewelyn Moss: If I don’t come back, tell mother I love her.
Carla Jean Moss: Your mother’s dead, Llewelyn.
Llewelyn Moss: Well then I’ll tell her myself.

Commento

Tratto dall’omonimo romanzo (che trae l’ispirazione per il titolo da un poema di William Butler Yeats) di Cormac McCarthy, No Country for Old Men è un’opera morale ambientata in un’epoca che la morale l’ha persa, anche in ambito criminale.
Sorta di caccia fra gatto e topo tra Llewelyn Moss e Anton Chigurh, fuggitivo per il Texas (in realtà in gran parte il New Mexico) con il denaro il primo, spietato assassino il secondo, cui si aggiungono un cacciatore di taglie sguinzagliato da un potente uomo d’affari coinvolto nel traffico di eroina e il disilluso sceriffo Bell, No Country for Old Men rappresenta un felice ritorno per i fratelli Coen dopo due prove non esattamente memorabili come Intolerable Cruelty (Prima ti sposo, poi ti rovino, 2003) e The Ladykillers del 2004 (rifacimento dell’omonimo capolavoro del 1955 diretto da Alexander Mackendrick) e quasi un decennio di piccole ma indiscutibili delusioni.
La caccia all’uomo – agli uomini – viene svolta dai Coen attraverso una dilatazione dei tempi il cui scopo è quello di permettere la costruzione dei personaggi e realizzare un vero e proprio thriller, intricato e pieno di scene, totalmente assente la musica, da trattenere il fiato, usando però la vicenda anche per parlare di natura umana, debolezza, incertezza, paura.
I dialoghi – da sentire in versione originale per apprezzare la bravura di Tommy Lee Jones – sono asciutti ma densi di significato, come se i Coen avessero deciso di eliminare dalla storia qualsiasi elemento superfluo. Lo stile è quello di sempre, quello di Miller’s Crossing, The Big Lebowski e soprattutto di Fargo: umorismo caustico unito alla profonda tristezza che nasce dall’osservazione della spietatezza del nostro tempo.
Ottimi interpreti (Javier Bardem con perfetto accento texano, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald e, in testa, Tommy Lee Jones, la cui voce ha spesso il compito di illustrare la storia attingendo fedelmente dalle pagine del libro).
Con questo film (primo in cui i fratelli Coen si accreditano entrambi alla regia – fino al film precedente, malgrado abbiano sempre diretto insieme, alla regia veniva accreditato solo Joel), Ethan e Joel Coen ritrovano il loro posto nel novero dei migliori cineasti americani contemporanei.

Roberto Rippa

da sinistra: Ethan e Joel Coen sul set

No Country for Old Men
(Non è un paese per vecchi, USA, 2007)
Regia, sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Soggetto: Cormac McCarthy (dal suo romanzo omonimo)
Musiche: Carter Burwell
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Ethan e Joel Coen (con lo pseudonimo Roderick Jaynes)
Interpreti principali: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper
122’

DVD

Regione 1:

No Country for Old Men

Regione 2:

No Country For Old Men [DVD] [2007]

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