Monobloc > Luis Ortega

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Perla, cinquantacinquenne, si reca ogni giorno all’ospedale per farsi ripulire il sangue e rimandare così il suo appuntamento con la morte.
È appena stata licenziata da un luna park costantemente deserto e condivide una stanza buia e umida con la figlia ventisettenne Nena, che nella stanza esercita come prostituta (a clienti le cui presenze sono rivelate solo attraverso il suono del campanello) in cambio di monete che si scopriranno essere di cioccolato. Nell’appartamento a fianco, identico ma luminoso, vive Madrina, cinquantenne il cui compito pare essere quello di fare dimenticare per qualche attimo alle due donne ciò che inevitabilmente attendono. Madrina beve Fernet e stacca dalle bottiglie l’etichetta nella speranza di vincere un viaggio in Brasile.

Ambienti sospesi in un apparente vuoto, senza tempo, strade deserte e un blocco di cemento per fare una lunga fotografia in movimento di una situazione di attesa.
Fotografato stupendamente, immerso in una magnifica scenografia che lo sospende dalla realtà, Monobloc è uno di quei chiari esempi di cinema che racconta una storia senza rifarsi a codici canonici e risaputi.

Roberto Rippa

Il regista

Luis Ortega nasce a Buenos Aires nel 1980 da una famiglia di artisti: sua madre (che in Monobloc interpreta il ruolo di Marilyn) e i suoi fratelli sono tutti attori mentre il padre è il cantante e attore Palito Ortega. Dopo un soggiorno negli Stati Uniti e la laurea in filosofia conseguita in Argentina, scrive il lungometraggio Caja negra, che terminerà nel 2002.
Nel 2003 il Festival internazionale di Mar del Plata gli propone di co-realizzare un cortometraggio di apertura. Dopo avere lavorato ad alcuni spot pubblcitari, Ortega gira Monobloc.

Monobloc
(Argentina, 2005)
Regia: Luis Ortega
Sceneggiatura: Carolina Fal, Luis Ortega
Musiche: Leandro Chiappe
Fotografia: Jorge Pastorino, Octavio Lobisolo
Montaggio: Cesar Custodio
Interpreti principali: Graciela Borges, Rita Cortese, Carolina Fal, Evangelina Slazar
83’

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