Lo mejor de mí > Roser Aguilar

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Il primo lungometraggio della regista di Barcellona Roser Aguilar, già allieva di Fernando Trueba e Joaquim Jordà, mette in scena le vicende di una coppia di recente formazione. Tomás, atleta professionista, e Raquel, giornalista in una radio, si vedono poco a causa dei rispettivi impegni. Da qui l’idea di convivere per proseguire il percorso insieme anche nella quotidianità. Quando Tomás si scopre sofferente di una grave malattia al fegato, Raquel decide di sottoporsi agli esami necessari per verificare la compatibilità del suo fegato con quello del suo compagno, in vista di un trapianto. La malattia mette in luce caratteristiche dell’uomo fino ad allora a lei poco evidenti e Raquel, pur combattuta, mentre si interroga sulla natura del loro rapporto, non desiste dal suo intento di salvarlo offrendogli una parte di sé.
Lo mejor de mí è efficace nel tratteggiare le personalità dei personaggi ma la storia è raccontata spesso in modo estremamente convenzionale, facendo ricorso a qualsiasi luogo comune del caso (la macchina fotografica regalata da Tomás a Raquel perché testimoni l’inizio della loro vita insieme che viene rubata proprio mentre lei inizia a interrogarsi sul loro rapporto). Girato senza particolari lungaggini ma sofferente di una confezione che appare eccessivamente televisiva, è un film che sa tenere in piedi la storia che racconta ma che alla fine ha soprattutto il merito di mettere in evidenza le interpretazioni dei due protagonisti e poco altro.

Roberto Rippa

Lo mejor de mí (Spagna, 2007)
Regia: Roser Aguilar
Sceneggiatura: Roser Aguilar, Oriol Capel
Musiche: Jens Neumaier
Fotografia: Isaac Vila
Montaggio: Bernat Vilaplana
Interpreti principali: Marian Alvarez, Juan Sanz, Lluís Homar, Pablo Derqui, Alberto Jiménez
86′

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