Shake the Devil Off > Peter Entell

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Nella New Orleans post-Katrina, la parrocchia simbolo di St. Augustine (è la prima in cui africani affrancati, bianchi e schiavi si sedettero fianco a fianco) rischia la chiusura per volere dell’arcivescovo che giustifica la decisione con la mancanza dei fondi necessari per mantenerla. La realtà è però fatta di cupidigia e razzismo. I fedeli si stringono intorno al reverendo LeDoux nella speranza di salvare quello che più che un luogo di culto è ormai un simbolo di speranza per una città devastata e ferita.
Peter Entell, racconta con Shake the Devil Off di una lotta tra religione e politica. I fedeli della parrocchia di St. Augustine sono persone che hanno perso tutto, anche la speranza, a causa dell’uragano Katrina. A sostenerli con la fede, e il buonsenso, è padre LeDoux che pare non potere nulla contro la decisione giunta dall’alto di trasformare quello che è un simbolo di libertà in un museo.
Mentre gli operai iniziano a smantellare la chiesa, i fedeli si oppongono meditando azioni militanti.
Shake the Devil Off parla di una situazione circoscritta ma, ovviamente, non trascura mai di mettere in primo piano un popolo composto da persone che nella fede trovano l’unica ancora cui aggrapparsi dopo la ferita inflitta alla loro città dalla violenza della natura e dal disinteresse della politica.

Roberto Rippa

Shake the Devil Off (Svizzera, 2007)
Regia e montaggio: Peter Entell
Sceneggiatura: Peter Entell, Lydia Breen
Musiche: Treme Brass Band, Esquizito, Marsalis Family, Mother Tongue, Michael White, Deacon John Moore, Yuri Huntsberry
Fotografia: Jon Björgvinsson
Con la partecipazione di: padre Jerome LeDoux, Al Harris, Sandra Gordon, Glen David Andrews
99′

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