Capitaine Achab > Philippe Ramos

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Liberamente ispirato al protagonista di Moby Dick.
Girato da un regista di padre francese e madre portoghese, ambientato negli Stati Uniti, coprodotto da Francia e Svezia e presentato in prima mondiale in Svizzera (italiana). Regista che in ogni caso si dichiara cittadino di Nantucket, il porto dal quale salpa il Pequod, la baleniera che va alla caccia di Moby Dick, per la passione che ha sempre ispirato in lui la vicenda di Achab e della balena bianca (che in realtà è un capodoglio).
Nel 2003, con il medesimo titolo, aveva già presentato un cortometraggio maggiormente incentrato sulla figura di Achab cacciatore.
Il romanzo Moby Dick, al di là di essere un libro puramente di avventura, ha sempre presentato diverse chiavi di lettura, in particolare religiose e filosofiche, tanto che il messaggio intrinseco del romanzo non è stato compiutamente svelato nonostante se ne siano date diverse interpretazioni.
A differenza del romanzo di Melville e dell’adattamento cinematografico diretto nel 1956 da John Huston, che si sviluppano interamente nell’ambiente marinaio della caccia alla balena, il film si incentra in gran parte sull’infanzia del futuro capitano, che appare da adulto quando è già stato ferito dal cetaceo e solo nell’ultimo capitolo prende il mare.
Mancano completamente ricostruzioni di episodi di caccia alla balena: per darne il senso sono stati inseriti spezzoni e adattamenti di vecchi documentari.
Il criterio di interpretazione del libro di Melville che sembra darne Ramos è il rapporto tragico e ossessivo di Achab con le donne, un rapporto di amore/odio e ricco di contrasti. La balena bianca stessa vuole essere rappresentata come un sinuoso corpo femminile, e così il film si apre con il primo piano di un pube femminile nudo, ma si tratta della madre morta, probabilmente nel darlo al mondo.
E del rapporto col padre, che occupa il primo capitolo della pellicola, oltre ai contrasti in tema di caccia si pone in risalto la controversa relazione con la seconda giovane moglie di lui, i cui strascichi Achab porterà con sé per tutta la vita.
In seguito in quasi tutti gli episodi appaiono figure di donne che hanno lasciato un impronta importante nella vita del protagonista.
Il film si chiude con Achab come Ulisse attratto dalle sirene, ma a differenza di quest’ultimo lui va incontro all’accecante bianco della sua ossessione, per raggiungere, giusto per non tradire la produzione in parte scandinava, il Valhalla dei cacciatori di balene.

Sergio Citterio

Capitaine Achab (Francia-Svezia, 2007)
Regia, sceneggiatura e montaggio: Philippe Ramos
Fotografia: Laurent Desmet
Interpreti principali: Denis Lavant, Virgil Leclaire, Dominique Blanc, Jacques Bonaffé, Jean-François Stévenin
100′

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