Vexille > Fumihiko Sori

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Trama

Giappone, 2077: un’agente speciale di nome Vexille viene inviata a Tokyo per verificare se il Giappone stia sviluppando tecnologia robotica, bandita dalle Nazioni Unite a causa della minaccia che rappresenterebbe per l’umanità.

Commento

Misto di Robocop, Dune, Tremors e soprattutto Mad Max, condito con una filosofia elementare (solo la speranza può garantire l’eternità del genere umano) e con non pochi riferimenti alla realtà attuale, Vexille è un film dallo spunto affascinante e dai molti difetti a livello di storia e sceneggiatura, non ultimo lo scarsissimo approfondimento dei personaggi, che appaiono spesso piuttosto incongruenti sullo schermo.
L’intento è però buono: la costruzione da thriller fantascientifico (forse nemmeno troppo lontano nel tempo) non cela la critica sociale dell’attuale Giappone né una fondata preoccupazione sul futuro dell’umanità.
Il Giappone è completamente isolato dal resto del mondo e protetto da una cortina tecnologica dopo essersi ritirato dall’ONU per potere liberamente produrre androidi vietati da una recente risoluzione. Vexille è un’agente che viene inviata in Giappone a verificare cosa stia accadendo e che si trova davanti agli occhi uno scenario da apocalisse in cui il popolo è stato trasformato in cavia per esperimenti che l’ha profondamente trasformato a livello costituzionale. Nella sua ricerca della verità, Vexille dovrà confrontarsi con forze decisamente superiori alla sua.
A dispetto di una storia che tradisce una premessa interessante sviluppandola in modo tortuoso e, almeno all’inizio, poco appassionante, Vexille ha ovviamente il suo punto di forza nelle immagini create in grafica computerizzata. E qui il film non delude: siamo a mezzo passo dalla riproduzione fedele della realtà, i movimenti sono spesso perfetti, le macchine e i voraci, fluttuanti, serpentoni di metallo sono semplicemente stupefacenti.
Non sono da meno gli scenari proposti: l’isola ipertecnologica dove alberga la Daiwa, società che si occupa dello sviluppo e della produzione degli androidi che dopo avere distrutto il Giappone si appresta a fare lo stesso con il resto del mondo, la sorta di enorme favela in cui il popolo abita sono di una bellezza da lasciare a bocca aperta.
Vexille, alla fine, ha il potere di tenere incollati allo schermo gli occhi di tutti, compresi quelli di coloro che, come me, non sono mai stati appassionati di anime.
Nota di demerito per la musica di Paul Oakenfold, che suona vecchiotta, e per il tema finale, al cui confronto una qualsiasi canzone di Celine Dion suona come un pezzo trash-metal.

Roberto Rippa

Il regista

Fumihiko Sori lavora con la Digital Domain alle animazioni di Titanic di James Cameron prima di esordire come regista nel 2002 con Ping Pong, che ottiene numerosi premi attribuiti dalla critica giapponese. Nel 2004 produce Appurushîdo (titolo internazionale: Appleseed) di Shinji Aramaki. Vexille è il suo secondo film da regista. Attualmente sta lavorando a Ichi, la cui uscita è prevista per il 2008.

Vexille (Giappone, 2007)
Regia: Fumihiko Sori
Soggetto e sceneggiatura: Haruka Handa, Fumihiko Sori
Musiche: Paul Oakenfold
Effetti visivi: Hidetaka Yosumi
109′

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