The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert > Stephan Elliott

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Anthony/Mitzi e Adam/Felicia, due drag queen, e una transessuale, Bernadette, accettano un contratto per esibirsi ad Alice Springs, una remota cittadina australiana dove abita la ex moglie di Anthony, che anni prima gli ha dato un figlio. Partiti da Sydney su un autobus color lavanda, attraverseranno il deserto facendo incontri più o meno fortunati ma, soprattutto, avranno tutti una nuova possibilità.

C’è ancora qualcosa da dire su questo film del 1994 che non sia già stato detto? Oppure, c’è ancora qualcuno al mondo che non l’abbia visto?
Difficile, da quando nel tempo si è costruito la fama di definitivo “feel good movie”, ossia di film che ha il potere di fare stare bene chi lo vede tanto da essere scelto, immediatamente dopo l’11 settembre 2001, da ben 56 reti televisive nel mondo come sostituto dei film violenti originariamente messi in palinsesto.
Lo spunto è semplice: due drag queen e una trans decidono di partire, ognuno ha un buon motivo per farlo, alla volta di Alice Springs su uno sgangherato autobus, la Priscilla del titolo, che dovrà far attraversare loro il deserto per raggiungere la remota cittadina.
Ciò che conta qui, come del resto in ogni “road movie”, non è la storia, bensì le situazioni che i personaggi devono affrontare, gli incontri che faranno. E in questo caso specifico, i brillanti dialoghi.
Girato con un budget irrisorio, si parla di due milioni di dollari, uno dei quali concesso dal governo australiano, per una produzione che appare ricchissima, questo Easy Rider in lustrini e zeppe è un film nato dall’idea di un regista australiano appassionato di musical (tanto da decidere sin da bambino di diventare regista dopo avere assistito alla proiezione di West Side Story), a suo agio nella scena drag di Sydney. Elliott fa di necessità virtù: i costumi, relizzati da Lizzy Gardiner e Tim Chappel, vengono realizzati con un budget di circa 5000 dollari (grazie anche al fatto che la madre di Chappel lavora presso la catena di grandi magazzini Kmart e può ottenere i tessuti con il 15% di sconto), e ottengono un Oscar e numerosi altri premi nel mondo. Le richieste di coloro che, a fine lavorazione, vorrebbero esporli rimangono insoddisfatte: i costumi, spesso cuciti addosso agli attori anche con lo scotch hanno avuto una vita brevissima, spesso appena il tempo di girare la scena. Il tutto è realizzato con mezzi di fortuna, anche l’autobus diventa un vero set ambulante, una sorta di forno per gli attori e i tecnici, che devono lavorare in spazi angusti nel caldo del deserto.
Nato da uno script scritto in 12 giorni, Priscilla avrebbe dovuto essere interpretato da autentiche drag queen ma, come racconta lo stesso regista, le audizioni andarono deserte a causa del fatto che vennero organizzate di primo mattino, orario non proprio favorevole per una drag queen che lavora di notte nei locali.
L’offerta giunge quindi a Guy Pearce, Hugo Weaving e, fortuitamente, a Terence Stamp proprio nel momento in cui si appresta a comunicare al suo agente la decisione di lasciare il cinema in quanto stufo del ruolo dell’inglese cattivo in film americani. E proprio gli attori sono uno dei principali punti di forza del film, grazie alla loro estrema bravura nel portare umanità a personaggi che non scivolano mai nella caricatura o nel luogo comune. Terence Stamp, da vita al personaggio di Bernadette offrendole lo spessore di una donna stanca ma non vinta dalle difficoltà e dall’età che avanza.
L’intenzione del regista di girare un film realista, pieno di sentimento e non scontato è dichiarata e ogni scena inevitabile (il confronto con il gruppuscolo di omofobi) è risolta in maniera brillante, così come tutte le restanti tappe obbligate.
Ecco perché Priscilla è tuttora un film amatissimo in ogni angolo del globo, per la sua capacità di portare al pubblico buoni sentimenti mai stucchevoli in quanto intinti nell’acido dell’umorismo dei personaggi, perché propone personaggi mai unidimensionali, perché è brillante in ogni situazione.

Roberto Rippa


The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert
(titolo italiano: Priscilla, la regina del deserto, Australia, 1994)
Regia, soggetto, sceneggiatura: Stephan Elliott
Musiche originali: Guy Gross
Fotografia: Brian J. Breheny
Montaggio: Sue Blainey
Interpreti principali: Terence Stamp, Hugo Weaving, Guy Pearce, Bill Hunter
99’

Colonna sonora:

01. Charlene – I’ve never been to me
02. Village People – Go west
03. Paper Lace – Billy don’t be a hero
04. White Plains – My baby loves lovin’
05. Alicia Bridges – I love the nightlife (disco round)
06. Trudy Richards – Can’t help lovin that man
07. Gloria gaynor – I will survive
08. Lena Horn – A fine romance
09. Peaches and Herb – Shake your groove thing
10. Patti Page – I don’t care if the sun don’t shine
11. Cece Penniston – Finally
12. R.B. Greaves – Take a letter Maria
13. Abba – Mamma mia
14. Vanessa Williams – Save the best for last
15. Alicia Bridges – I love the nightlife (real rapino 7″ mix)
16. Village People – Go west (original 12″ mix)
17. Gloria gaynor – I will survive (1993 Phil Kelsey classic 12″ mix)
18. Peaches and Herb – Shake your groove thing (original 12″ mix)
19. Alicia Bridges – I love the nightlife (Phillip Damien extended vox)

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