Edmond > Stuart Gordon

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Trama

Un uomo d’affari si rivolge a una veggente incontrata per strada, che gli dice che non sta vivendo la sua vera vita. Rientrato a casa, litiga con sua moglie per un motivo futile ed esce. Comincia così la sua personale discesa agli inferi che, nel corso di una notte, lo porterà anche all’omicidio.

Commento

Basato su una pièce teatrale di un solo atto scritta da David Mamet (responsabile anche della sceneggiatura del film) nel 1982, Edmond mette in scena un uomo che, pensando di cercare sé stesso, si perderà forse per sempre.
In una città senza nome (è Los Angeles), Edmond Burke gira alla ricerca di piaceri forti che però non sembrano dargli alcuna soddisfazione. Ciò cui sembra cercare di liberarsi è però un’esistenza da uomo bianco appartenente alla classe media, un uomo cui apparentemente non manca nulla se non un’identità reale.
Stuart Gordon (Re-animator) lo segue nella notte che lo vedrà trasformarsi in un uomo violento, razzista, capace anche di uccidere, seguendolo passo per passo, anche con la camera a mano durante un dialogo con Julia Stiles, forse la scena più forte del film.
Il problema di Edmond però è che non si limita a seguire il personaggio ma che tenta di spiegare le ragioni – e davvero non ce ne sarebbe bisogno – della sua rapida trasformazione da “uomo rispettabile” a violento sociopatico, e che lo fa restando sulla superficie, banalizzando. Alla fine il sospetto è che la materia sarebbe stata più adatta a un corto che a un lungometraggio, per breve che sia.
William Macy è perfetto nel rendere il suo personaggio sgradevole senza farlo scivolare mai nel grottesco o nella caricatura. Lo affiancano Mena Suvari, Joe Mantegna e la brava Julia Stiles. Una nota di merito va alla fotografia, curata da Denis Maloney.

Presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2005, Edmond esce solo ora nelle sale italiane.

Roberto Rippa

Edmond (USA, 2005)
Regia: Stuart Gordon
Soggetto e sceneggiatura: David Mamet (dalla sua pièce teatrale omonima)
Musiche: Bobby Johnston
Fotografia: Denis Maloney
Montaggio: Andy Horvitch
Interpreti: William H. Macy, Frances Bay, Rebecca Pidgeon, Joe Mantegna, Denise Richards, Matt Landers, Dulé Hill, Russell Hornsby, Aldis Hodge, Debi Mazar, Mena Suvari, Jeffrey Combs, Barry Cullison, George Wendt, Marcus Thomas, Lionel Mark Smith, Julia Stiles, Patricia Belcher, Wren T. Brown, Bruce A. Young, Dylan Walsh, Bokeem Woodbine, Michael Saad, Jack Wallace…
82′

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+