All the Invisible Children > Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott e Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Woo

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Film in sette episodi diretti da altrettanti registi in rappresentanza di altrettante nazioni che tratta il tema della difesa dei diritti dei bambini raccontandone le storie di disagio. I proventi del film verranno raccolti nel fondo che porta lo stesso nome del film e gestito da UNICEF, dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e dal World Food Programme.

Nel primo episodio, diretto da Mehdi Charef, sette giovanissimi combattenti per la libertà, pesantemente armati, pattugliano il territorio in cerca del nemico.
Nel secondo, Emir Kusturica racconta la storia di Uros, che trova il modo per rientrare nel riformatorio da cui è appena stato rilasciato, perché la sua vita lì è migliore che con la sua famiglia.
Spike Lee racconta di Bianca, una bambina di Brooklyn, e della sua scoperta di essere sieropositiva dalla nascita. Nel’episodio di Katia Lund (co-autrice con Fernando Meirelles di Cidade de deus del 2002) si racconta di una giornata di Bilu e Joao, che raccolgono con un pesante carretto rifiuti nelle strade di San Paolo per poi portarli a un centro di raccolta in cambio di pochi soldi.
Jordan Scott e Ridley Scott realizzano un episodio in cui un fotoreporter traumatizzato deve tornare alla sua infanzia per ritrovare il senso della vita.
L’episodio italiano, diretto da Stefano Veneruso, racconta di Ciro, giovane napoletano dedito al furto.
John Woo mette a confronto due bambine che vivono vite opposte: una è ricca ma trascurata in famiglia, l’altra è orfana e ambisce a poter studiare. A unirle una bambola gettata dal finestrino dell’auto dalla prima e raccolta dalla seconda mentre è per le strade a vendere fiori.

Ogni regista racconta il suo punto di vista sul tema utilizzando il suo linguaggio cinematografico personale e il risultato è di grande effetto, soprattutto negli episodi di Emir Kusturica, che non esita a mostrare la vita del riformatorio come più sana rispetto a quella in famiglia per il protagonista, di Spike Lee, con il suo impietoso e lucido ritratto di una situazione drammatica e delle reazioni di paura che suscita all’esterno, di Katia Lund, che si pone nel ruolo di testimone di una vicenda di estrema povertà ma anche di inventiva e desiderio di cambiamento (i bambini che trasformano i rifiuti in oggetti di gioco), e quello di John Woo. Di tono decisamente minore gli episodi di Ridley Scott e quello di Stefano Veneruso, entrambi fischiati.

Roberto Rippa

All the Invisible Children
(Francia-Italia, 2005)
Regia: Mehdi Charef (episodio Tanza), Emir Kusturica (episodio Blue Gypsy), Spike Lee(episodio Jesus Children of America), Kátia Lund (episodio Bilu e João), Jordan Scott e Ridley Scott (episodio Jonathan), Stefano Veneruso (episodio Ciro), John Woo (episodio Song Song and Little Cat)
Sceneggiatura: Mehdi Charef (Tanza), Diego De Silva e Stefano Veneruso (episodio Ciro), Stribor Kusturica (episodio Blue Gypsy), Cinqué Lee e Joie Lee (episodio Jesus Children of America), Qiang Li (Song Song and Little Cat), Kátia Lund e Eduardo Tripa (Bilu e João), Jordan Scott (Jonathan)

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