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10k bullets
10kbullets.com

10kbullets è la creatura di Michael Den Boer (resa possibile con la collaborazione di Carroll Jenkins, Christopher O’Neill, Giuseppe Rijitano) nata con lo scopo di coprire il cinema di genere che altri siti web sembrano non considerare ma anche per evitare che alcuni film venissero trascurati. Aperto ufficialmente il primo aprile del 2004, 10kbullets ha avuto sin dall’inizio l’obiettivo di espandere la conoscenza dei suoi lettori in merito ai film e alle persone che li hanno realizzati, attraverso recensioni, biografie e speciali. Quando scelgono di scrivere di un film, i collaboratori di 10kbullets sono sempre guidati dal desiderio di far conoscere opere che molti siti che si occupano di cinema trascurano.

   

Cinema de merde

cinemademerde.com

Non ho diplomi in cinema né niente di simile, sono solo una persona che guarda film da sempre. Per alcuni anni ho guardato tutto ciò che usciva, negli ultimi anni, invece, ho dovuto tagliare la quantità di film da vedere tra quelli che escono nelle sale (principalmente perché fanno schifo) e mi sono concentrato sui vecchi film. Negli ultimi anni ho anche realizzato che molti tra i film “di qualità” che guardo non sono veramente migliori a livello qualitativo e sono spesso peggiori a livello di godimento nel guardarli. Ho anche realizzato che guardare film brutti è un modo istruttivo di imparare a giudicare quelli migliori. Quindi mi sono concentrato sui film brutti, ma più scrivo per il mio sito più mi accorgo che ciò che apprezzo non è la loro bruttezza quanto la loro sciatteria. Questo è il motivo per cui ritengo non sia vero che il mio sito sia tanto concentrato sul brutto cinema quanto sulla voglia di abbracciare questa sciatteria, questa “cheesiness”, quindi sulla voglia di guardare film più per la possibilita di godimento che offrono che per la loro intrinseca qualità. Non pretendo di essere né oggettivo né credibile.
Non scrivo di ogni film che vedo, scrivo solo di quelli che mi danno qualcosa da scrivere che non sia già stato scritto in tonnellate di altri posti.
Non ho preclusioni: se un film mi piace, o lo detesto, allora trova spazio sul mio sito. Credo che tutti i film possano essere interpretati, non importa quanto facciano schifo, perché qualcuno ha pensato che le storie che raccontano fossero meritevoli di essere raccontate. E perché mai lo avranno pensato? Credo che la risposta a questa domanda abbia a che fare con la psicologia dello sceneggiatore o del regista ed è questo l’aspetto che mi interessa.
Vivo a New york, sono gay, lavoro come redattore di siti web e sono nella seconda parte dei miei trent’anni. Sono laureato in letteratura inglese, sono cresciuto nel Michigan, amo “To The Lighthouse” di Virginia Woolf e il mio sito è nato mentre stavo seduto a guardare “Alone in the Dark” di Uwe Boll sentendo il desiderio di condividere con le persone tutte le sciocchezze che avevo notato nel film. Bene, eccoci.
(Scott Telek)

   

Digicult

digicult.it

DIGICULT è un progetto culturale che si occupa di cultura digitale e arti elettroniche. Il progetto DIGICULT è diretto da Marco Mancuso e si basa sulla partecipazione attiva di oltre 40 professionisti che rappresentano oggi il primo ampio Network in Italia di giornalisti, curatori, critici, artisti che lavorano nel campo della cultura elettronica e dell’arte digitale. Nonché su una moltitudine di operazioni di aggiornamento sui processi di comunicazione e integrazione attraverso i nuovi media e su una serie di attività di networking e rete. Tradotto in lingua inglese, DIGICULT è oggi un portale web aggiornato quotidianamente con una serie di news e approfondimenti sul mondo della new media art, ma è anche editor della rivista mensile DIGIMAG che si occupa con approccio critico e giornalistico di net art, hacktivism, video art, electronica, audio video, interaction design, artificial intelligence, new media, software art, performing art. DIGICULT produce inoltre un podcast di musica elettonica e audiovisivi DIGIPOD, un servizio internazionale di newsletter DIGINEWS e DIGIMADE – media partnerships e report di festival e rassegne, nonchè progetti speciali e curatele in Italia e all’estero, e sta attualmente lavorando come curatore/promoter di alcuni artisti e designer audiovisivi Italiani, valorizzando il loro lavoro presso i principali festival, eventi, mostre, gallerie e centri culturali in Europa e nel mondo.

 

 

Dimension fantástica dimensionfantastica.blogspot.com

È la creatura di James Wallenstein, texano di madre lingua spagnola, che lo ha aperto nel maggio 2007. Exploitation, Sexploitation, horror, fantascienza, giallo sono i generi di cui James è appassionato. Soprattutto ama il cinema italiano sin dai primi anni ’80, quando noleggiò nella locale videoteca L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento e Antropophagus di Joe D’Amato passando quindi la passione a suo padre, che prese a noleggiare in videocassetta capolavori del bis italiano come I nuovi barbari e Fuga dal Bronx di Castellari e Conquest di Fulci. Così James spiega questa passione: “Amo tutti i grandi registi italiani. L’Italia ha sempre avuto una marcia in più nel genere, perché aveva anima, immaginazione, audacia e passione, un gusto unico e speciale che ha il potere di sopraffarmi”. Autore di centinaia di recensioni ogni anno, il “crítico de cine fantástico y de terror con dos cojones y sin pelos en la lengua”, come si autodefinisce, collabora con Rapporto confidenziale da febbraio 2010.

   

Encore un blog sur

le cinéma
encoreunblogsurlecine.com

È il blog di Emeric Sallon, studente parigino e amante del cinema. Il suo blog nasce due anni fa dal desiderio di condividere le sue opinioni scrivendo articoli compositi. Generalmente preferisce scrivere del cinema che ha trovato interessante, in quanto non ama scrivere per distruggere un’opera, anche se tavolta lo fa quando un film lo ha particolarmente deluso. I suoi gusti spaziano dal cinema documentario ai blockbuster statunitensi, dal cinema indipendente alle serie televisive.

   

Filmmaking.it

filmmaking.it

Filmmaking.it è un portale internet per i lavoratori e gli appassionati del settore audiovisivo. E’ un progetto di Simone De Domenico e Francesco Segré realizzato con il supporto dell’associazione 2lire. Offre gratuitamente i seguenti servizi:

- DATABASE DI RISORSE UMANE. Il database di Filmmaking.it ospita le schede personali di figure professionali e di creativi che operano nel mondo dell’audiovisivo. E’ uno strumento utile a chiunque cerchi tecnici e attori a cui proporre progetti da creare, sviluppare e portare a termine. Si rivolge sia ai professionisti che agli appassionati: è infatti possibile veicolare la ricerca nella direzione che si desidera. Il database è dunque anche una vetrina per tecnici e attori che accedendo alla propria scheda personale hanno la possibilità di caricare materiale e curriculum vitae, mantenenendola costantemente aggiornata. Per consultare il database di Filmmaking.it non è necessaria l’iscrizione.

- FORUM. Il forum mette in relazione diretta gli iscritti di Filmmaking.it, favorendo le possibilità di scambio e di confronto tra gli utenti e dando visibilità alle produzioni nate grazie alla consultazione del database del portale o proposte dai nostri utenti. Nel Forum è possibile trovare un contatto diretto con gli altri utenti e informazioni utili e sempre aggiornate sulla scena del cinema indie: una presentazione del lavoro dei registi esordienti, le deadline per i festival italiani e internazionali, recensioni, istruzioni per fabbricarsi la propria attrezzatura e via discorrendo.

 

 

La Furia Umana

lafuriaumana.it

 

Rivista di storia e teoria del cinema, (in)visioni, derive, vampate, fantasticherie e filosofia.
La furia umana is a multilingual quarterly on line of theory and history of cinema fire, daydreams, drifts.
Direzione (mise en page): Toni D’Angela.
Comitato di redazione: Alberto Bosio (web development), Marco Grosoli, Gloria Morano, Sigismondo Sciortino.
Collaboratori: Alessandro Cappabianca, Rinaldo Censi, Jean Kabir (correspondent from Dharwad, India), Simona Frasca, Gabrielle Lucantonio, Michele Goni, Daniela Pastor, Doris Peternel (Korrespondentin aus Wien), Federico Rossin, Francis Vogner Dos Reis (correspondente em São Paulo).

   

malastrada.film

cinemautonome.org

 

La malastrada.film è un centro autonomo di creazione e diffusione di cinema di ricerca.

«Con questo scritto lanciamo il nostro progetto di cinema autonomo, sviluppando il sistema di produzione dal basso grazie al quale abbiamo realizzato due lungometraggi e diversi film brevi negli ultimi due anni.

Il cinema di ricerca non è qualcosa che tende a farsi/crearsi tra le mille difficoltà sociali. Il cinema di ricerca è svincolato da tutto e così deve essere. Qualsiasi scritto si avanzi su tale argomento non è, né vuole essere, un manifesto, non si delinea nei caratteri di un movimento, ma in un assoluto individualismo creativo continuamente in metamorfosi. Il nostro cinema di ricerca è povero, aperto, soggettivo, e non è mai linguaggio dato. Questi gli unici tratti per noi finora riconoscibili. Non pretende grandezza. Crediamo che il “dimostrare” implichi sempre una sfida nei confronti di qualcosa, ciò toglie il più delle volte quella spinta che deve portare al di là dei soliti territori tracciati nei quali ci si lamenta di questo o quel ministro e poi ci si incontra, si chiacchiera, piccole leggi mutate, censure, diritto d’autore, percentuali, siae, crescita, decrescita, decrepiti.

È sempre esistita nella storia del cinema (che, come tutta la storia, non è mai davvero rivelata) una forma di creazione che salta le barriere formali della comunicazione, che senza negarle le riconosce come non necessarie alla propria sopravvivenza, non cercando nell’atto del dare una regola di linguaggio, ma dandosi invece come prodotto/creazione intensamente individuale, per un bisogno personale e mai davvero definito: un occhio che (si) uccide per pulsione inconscia.

Se il “cinema di sala” è il frutto di una produzione sociale (e come tale amplifica di anno in anno la propria ambiguità – fino a ciò che siamo convinti porterà a una magnifica esplosione), il cinema di ricerca è un prodotto individuale e viene invisibilmente sviluppato in una miriade di interstizi sociali e culturali che per comodità chiameremo “botteghe”. Il cineasta, come l’artigiano medievale, vive di ciò che può raggiungere attraverso i propri mezzi di produzione, nel bel mezzo di una divisione del lavoro naturale e priva di un piano.

Occorre ora inserire una concezione precisa che capovolga questa produzione sociale commerciale, borghese, alla quale la gente è “tentata” solo per un bisogno di relazione con l’immagine in movimento. Ormai continuamente inappagato. Siamo sempre più convinti che la gente possa produrre la propria cultura, rendere possibile la realizzazione di opere e poi fruirne, liberamente, ed è per questo che abbiamo utilizzato il sistema di “produzione dal basso”, che ci ha consentito, attraverso la raccolta di piccole quote di coproduzione, la realizzazione di due film. Oggi vogliamo portare avanti questa pratica facendola divenire un metodo, ampliandone le possibilità, internazionalizzandola, cercando di coinvolgere più gente, includendo quelle riviste, quei festival, quelle organizzazioni che con tanti sforzi tentano di portare avanti un discorso “fatto fuori”. Stiamo creando un sistema, applicabile al cinema di volta in volta, grazie all’appoggio di tutti coloro che per le ragioni più disparate sono interessati a questo livello generativo, che pur essendo sociale abbandona le pratiche comuni di sfruttamento, merce, acquisto, e quindi potere, capitale. Questo progetto stavolta include la raccolta di quote per la realizzazione di tre film, di autori differenti, con motivi e temi differenti, ma il cui denominatore comune è la ricerca, il bisogno di sperimentare, per dare alla gente, a chi coproduce (e tramite loro a tutti gli altri), qualcosa di nuovo con cui confrontarsi, relazionarsi, scambiare. I film saranno scaricabili da internet, non si acquista niente, l’atto principale è il contribuire alla creazione di tre film!

Un meccanismo fatto di piccoli scambi che generano nella quantità, nel loro collegamento, una forza informativa incredibile, che mediante una giusta gestione e presa di coscienza viene applicata come una vera e propria forma parallela di produzione, che non scende a patti con nessuno proprio perché non vive nel territorio del compromesso.

In tutto ciò niente di alto e irraggiungibile, non parliamo di stelle, né di finanziamenti stratosferici, il film è fatto e vive “dal basso”, come chi lo fa, con budget minimi, autonomamente da Stati, istituti, case di produzione, tv, e da questo punto di vista è in grado a nostro avviso di arrivare a concezioni artistiche/cinematografiche – la differenza tra questi termini è desueta – che sono la magnifica manifestazione del contemporaneo in cui tutti oggi viviamo.

Si delinea dunque, attraverso la ricerca, un metodo autonomo che vincola in questo concetto non solo un modo di produrre ma un modo di vedere il sociale, di vivere una concezione materiale che, riconsiderando il bisogno, non si soddisfa di costosi mezzi di produzione, ma trova ragione di esistere piuttosto nell’atto stesso di creazione che coincide con la condizione di vita.

Ripetiamo. Questa pratica non è unica o esclusiva della malastrada.film, dal canto nostro stiamo cercando, attraverso un ulteriore ambito di azione, di individuare tutte quelle persone che oggi in un modo o nell’altro, in una zona o in un’altra, portano avanti nonostante gravi condizioni economiche il proprio lavoro. E anche da questo punto di vista ci si deve rendere conto delle infinite realtà che si muovono, creano, scambiano in micro-ambienti. Parecchia gente è morta in/di queste condizioni, in Italia come all’estero, riteniamo, senza romanticismi, che questa morte sia il frutto stesso dell’atto creativo e del suo splendido accumularsi. Dedichiamo a loro questo nostro tentativo di passaggio da ciò che finora è stato definito erroneamente utopia a una vera e propria scienza cinematografica».

 

 

Nomadica

nomadica.eu

 

Nomadica è un festival itinerante di cinema e arti cinetiche nato con una finalità precisa: creare un circuito di distribuzione dal basso che permetta la divulgazione di centinaia di opere valide, prodotte in modo autonomo e indipendente. La rete è composta da tutte quelle realtà associative, pubbliche e private, che partecipano ospitando e organizzando proiezioni, incontri, attività artistiche legate al cinema. Un circuito di spazi e di gente interessata che consente la circolazione delle decine di opere che compongono l’Opera Nomadica, ossia l’elenco dei film che danno linfa al festival.

Ricercare le mappe del deserto che ci circonda, concepire il vuoto come qualcosa che va riempito. Distruggere quegli elementi moralizzanti che bloccano lo sviluppo del pensiero (e dell’azione) contemporaneo e che spesso ci convincono che stiamo davvero “al di fuori di”, allontanandoci dal quotidiano “deserto del Reale” – e sono i giornali, le riviste, la pubblicità, certa fotografia, certo teatro, cinema, arte, arte, arte. Come ci si regola nel deserto? Attraverso tracce e connessioni. E sono le connessioni l’ultima possibilità da noi visibile per rendere ciò che altrimenti è invisibile. Siamo carichi di opere profonde, lavoro di decine di autori, in povertà, produzioni autonome, da una parte, luoghi interessati e gente assetata dall’altra. Una moltitudine disarticolata, in un tutto geograficamente frammentato.

Nomadica è un progetto in divenire, al momento composto da circa 60 autori partecipanti, riuniti all’interno di diversi progetti di ricerca. Le realtà che, ad oggi, lo compongono sono circa 50, sparse lungo tutto il territorio nazionale e oltre. Partito agli inizi di Aprile 2010, ha già in programma più di 60 proiezioni, divenendo da subito un festival anomalo, in movimento, sotterraneo, che andrà avanti per un periodo indefinito.
Una nuova struttura, dunque, dalle molteplici finalità, tutte proiettate verso nuove possibilità di produzione, sostegno e diffusione di autori e artisti, che nasce dalla consapevolezza di una profonda ricchezza di stili, temi, ricerche nell’underground cinematografico italiano. Una consapevolezza che ci conduce a creare differenti forme di condivisione, che si modellano ai luoghi, donandosi a centinaia di persone.
Il Nomadica nasce da un’idea e dal lavoro di Giuseppe Spina, cineasta e co-fondatore di malastrada.film, un piccolo centro “esploso” per la creazione e la diffusione delle arti cinematografiche. Malastrada.film negli anni ha realizzato svariati progetti dal basso, creando delle connessioni inedite tanto a livello produttivo che divulgativo, sperimentando nuove tecniche di comunicazione via web e creando strutture e reti per il sostegno del cinema di ricerca.

 

 

Spectres du cinéma

spectresducinema.blogspot.com

Diez, Borges, GLJ, Eyquem, JM… autant de pseudonymes qui ne vous disent probablement rien, sauf peut-être s’il vous arrive de fréquenter le forum du site internet des Cahiers du Cinéma. La réalisation de ce projet de revue nommée Spectres du Cinéma est le signe d’un nouveau départ pour plusieurs membres actifs du forum qui portent ces pseudos. D’une manière différente, en groupe mais jamais à l’abri des dissensions, il s’agit de mettre en commun, avec vous aussi, nos questionnements sur le cinéma avec la solide conviction que la forme écrite est encore apte à rendre compte de ceux-ci. Donc des textes volontairement plus écrits que sur le forum, mais aussi nous l’espérons un courant de vie qui traverse les numéros et le blog.

   

The One-Line Review

1linereview.blogspot.com

È possibile catturare l’essenza di un’opera d’arte in una frase? Forse. Però, anche se fosse possibile, ci si dovrebbe davvero provare? La vita non è molto più complessa? Si tratta di pigrizia da parte di chi scrive, ma anche da parte del lettore, se il mio piccolo blog esiste?
Di nuovo, forse. Ma non intendo scusarmi per le mie brevi (concise fino al punto di essere irrispettose?) critiche. Ma poi, è proprio “critica” il giusto termine?
Certamente giungo a un giudizio critico, ma non si tratta davvero di critica. I miei sforzi non sono tesi a migliorare la conoscenza di un’opera da parte del lettore. Nemmeno voglio influenzare la capacità critica di coloro che hanno già sperimentato ciò di cui scrivo. Anticipazione potrebbe essere un termine migliore? Sarebbe meglio che le mie critiche venissero lette da coloro che ancora devono vedere, leggere e sperimentare il lavoro di cui scrivo?
Questo mi porta a pormi la domanda: Chi sono io per giudicare il valore di qualunque cosa?
Se vogliamo restringere per un momento il discorso ai film, alla critica cinematografica, al giornalismo cinematografico, qual è il suo scopo? Ne abbiamo bisogno? Beh, per me la critica cinematografica ha due funzioni:
1. aiutare le persone a decidere come spendere il loro sudato denaro e il loro prezioso tempo;
2. aiutare le persone a meglio comprendere i film che già hanno visto.
Ora, se prendiamo il punto 1, il più rilevante per il mio blog, siamo costretti a chiederci: “Chi è qualificato al punto di assumersi questo incarico?”. La risposta è semplice: chiunque. È un fatto incontrovertibile – o almeno dovrebbe esserlo – che l’apprezzamento dell’arte è soggettiva. Nessun punto di vista su un film è giusto e nessuno è sbagliato.
Quindi, tenendo ben presente quanto sopra, l’onere di trovare il critico/recensore/anticipatore con cui condivide il gusto, e dei cui giudizi si possa fidare, passa al lettore.
Questo giustifica, spero, il mio scribacchiare. Addirittura giustifica le note entusiaste su Michael Bay e quelle di scorno rivolte al genio di Ingmar Bergman.
(Iain Stott)

   

Volcano Film Festival

volcanofilmfestival.net

 

Il VolcanoFilmFestival – festa del cinema artigiano nasce nel 2005 da un progetto dell’ Ass.Videoinflussi (www.videoinflussi.org) e dal desiderio di costruire una dimensione diversa dalla fruizione cinematografica convenzionale, uno spazio di scambio, di condivisione e di sperimentazione visiva. Una festa e un momento di incontro tra addetti ai lavori e pubblico, tra giovani videomaker e autori affermati di quel cinema che ai nostri occhi è il “cinema artigiano” contemporaneo, sia nei modi e metodi produttivi e prettamente tecnici che registici e autoriali. Uno spazio di visibilità e di ri-appropriazione per alcune opere che altrimenti resterebbero soltanto di “nicchia”. Il festival si svolge nel mese di agosto in Sicilia ai piedi del vulcano Etna, nella piazzetta sul mare e nei giardini arabi del borgo marinaro di Torre Archirafi (Catania) ed è diviso in 5 sezioni: Lapilli: cortometraggi in concorso – non una “palestra” per giovani registi, ma una vetrina che dia spazio alle storie brevi come scelta stilistica e di linguaggio. Sul bordo del cratere: lungometraggi fuori concorso – sezione dedicata a quei registi che stanno in bilico “sul bordo del cratere”. Uno spazio del festival di presentazione a sostegno di opere prime o autoproduzioni e di quella volontà di fare un cinema che cresca attraverso nuove modalità produttive. Un cinema nel segno di uno spirito giovane e sperimentale, nell’attività creativa ed innovativo soprattutto per ciò che riguarda la ricerca di un’esperienza sganciata dai metodi dei convenzionali sistemi produttivi industriali. Escursioni sul vulcano: Ad animare questa sezione, come quella delle opere fuori concorso, è lo spirito di aprire spazi nuovi per il cinema d’autore, in particolare per quei registi con un percorso esemplificativo, che spesso non hanno trovato un adeguato riconoscimento nella grande distribuzione e nei canali televisivi e cinematografici, o forse si sono un pò persi di vista, pur rappresentando spesso l’essenza di un certo cinema e in particolare, di questo festival. Retrospettiva dedicata ad un singolo autore, che attraverso il Volcano ci porta in escursione dentro la sua opera. Un percorso di ricerca, studio e divulgazione cinematografica, iniziato il primo anno con Alberto Grifi, figura emblematica diventata il simbolo del festival, quale inventore/costruttore di macchine, di film di sperimentazioni e di mondi… Sotto il vulcano: E’ la sezione/laboratorio, un workshop finalizzato all’affinamento di tecniche sull’utilizzo degli strumenti di videoripresa e montaggio. Sono selezionati otto giovani che vengono ospitati durante le giornate del festival. Lo scopo che si propone questo workshop è quello di dare una formazione pratica più che tecnica, sul come portare a casa un prodotto a basso budget e in tempi stretti, fornendo un’ampia panoramica sulle modalità operative del set. Il tutto dando, naturalmente, anche un’occasione a giovani talenti di conoscersi, scambiarsi idee, creare possibilità di collaborazioni sfruttando la rete di contatti che il festival propone. PerformingArea: Dal 2006 il “Volcano” ha creato un’area di sperimentazione e di apertura verso nuovi linguaggi visivi, live performance ed interazione tra musica e video. In questa sezione si misceleranno dal vivo i contenuti video di filmaker o le istallazioni visuali di videoartisti, insieme alle elaborazioni, ambientazioni e sonorizzazzioni audio di musicisti.