Tag 'Belgio'

François Pirot e Arthur Dupont

Conversazione con François Pirot e Arthur Dupont, rispettivamente regista-sceneggiatore e attore di Mobile Home (Belgio-Francia- Lussemburgo/2012), presentato in concorso ufficiale a Locarno 65. a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa   Rapporto Confidenziale: Volevamo incominciare questa conversazione domandandoti del tuo rapporto con Joachim Lafosse, un regista che amiamo molto, con il quale hai sceneggiato Nue propriété (Proprietà privata, 2006)

Mobile Home > François Pirot

In Belgio, Simon ha lasciato città, lavoro e ragazza per tornare a vivere nel piccolo paese dove risiedono i genitori ormai pensionati. Lì ritrova Julien, suo amico d’infanzia, che vive con il padre che si sta riprendendo da una grave malattia. Una sera, come conseguenza di un colpo di testa, i due trentenni decidono di realizzare un sogno di gioventù:

Mobile Home > François Pirot

Mobile Home regia di François Pirot (Belgio-Francia-Lussemburgo/2012) a cura di Alessio Galbiati   Bamboccioni. Forma accrescitiva della parola bamboccio atta a designare colui che è incapace di affrontare le responsabilità e le difficoltà della vita. Il sostantivo ha acquisito popolarità a partire dal settembre 2007 allorché il Ministro dell’Economia e delle Finanze (2007) del governo Prodi II, Vincenzo Visco, nominò

Une Estonienne à Paris (A Lady in Paris) > Ilmar Raag

Anne lascia l’Estonia per recarsi a Parigi a occuparsi di Frida, un’anziana signora estone che vive in Francia da diversi anni, ma al suo arrivo si rende conto di non essere gradita. La sola cosa che l’anziana donna desidera dalla vita è l’attenzione che Stéphane, giovane amante di un tempo, ancora le riserva; mentre lui spera soltanto che Anne rimanga

Presque rien > Sébastien Lifshitz

Per il suo primo lungo dopo due cortometraggi molto personali e rivelatori di un talento non comune – “Il faut que je l’aime” (1996) e “Les corps ouverts” (1998) – Sébastien Lifshitz sceglie un racconto che fa dell’ellissi la sua cifra narrativa per trattare temi decisamente complessi quali il primo innamoramento come momento di maturità e conseguente distacco dalla famiglia,

The Artist > Michel Hazanavicius

Non un generico omaggio al cinema muto (né satira, come invece lo era sottilmente “Singin’ in the Rain” di Stanley Donen, ambientato negli stessi anni e dalla situazione narrativa simile, né tantomeno parodia) bensì film che narra del suo non indolore passaggio al sonoro, “The Artist” ha inizio nel 1927 con George Valentin (più Douglas Fairbanks che Rodolfo Valentino) che

Links-Rechts (Left-Right) > Tom Willems

Il presente articolo è stato pubblicato in Rapporto Confidenziale numero 35, speciale Locarno 64 – p.81 Links-Rechts (Left-Right) Tom Willems | Belgio – 2010 – HD – muto – colore – 10’ Prima internazionale a Locarno 64 (Pardi di domani) di Alessio Galbiati Che succederebbe se il vostro braccio sinistro fosse invidioso di quello destro? È il caso di Boris,

Double Take > Johan Grimonprez

Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic/gen 2011), pagg. 34-35 Double Take, l’autre c’est moi Johan Grimonprez | Belgio, Germania, Olanda – digital beta – b/n e colore – 88’ di Emeric Sallon [traduzione di RR e AG] Hitchcock incontra il suo doppio, un doppio più vecchio di lui di vent’anni. Da questo confronto si profila

Noir Océan > Marion Hänsel

Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero29 (novembre 2010), pag. 43 all’interno dello speciale Mr.Arkadin goes to Venezia 67 Noir Océan Marion Hänsel  | Spagna/Francia | 2010 | 35mm | colore | 107′’ Tre giovani, a bordo di una nave militare francese nel 1972, partecipano, co-protagonisti inconsapevoli, ai test nucleari a Mururoa, nel Pacifico. «Vorrei fare un

Interview with director Alex Stockman (eng+ita)

Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale numero28 (speciale 2010), pp. 66-70 all’interno di RC:speciale 63° Festival del film Locarno 4-14 | 8 | 2010 Alex Stockman, born in 1962, started out as rock and film critic. His first feature film “I Know I’ll See your Face Again” (2000), shot in black and white, was selected for the