Tag 'Brasile'

Boa sorte, meu amor. Intervista a Daniel Aragão, Gregorio Graziosi, Vinicius Zinn e Christiana Ubach

Boa sorte, meu amor. Intervista a Daniel Aragão, Gregorio Graziosi, Vinicius Zinn e Christiana Ubach

NUOVO CINEMA BRASILIANO Intervista ai realizzatori di Boa sorte, meu amor. Il regista Daniel Aragão, lo sceneggiatore Gregorio Graziosi e agli attori Vinicius Zinn e Christiana Ubach. a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa Locarno, 10 agosto 2012 da Rapporto Confidenziale 36 Partono i titoli di coda, le luci si accendono e le persone incominciano a lasciare la sala.

Un’acqua strana. “O Signo das Tetas” di Frederico Machado

Un’acqua strana. “O Signo das Tetas” di Frederico Machado

Un’acqua strana. O Signo das Tetas di Frederico Machado a cura di Leonardo Persia Un film straziante, cupo, teso, thriller dell’anima, sorprendente, fuori dagli schemi e dalle mode, una scossa tellurica di cinema, irrorato d’acqua strana, esce in dvd. Il 22 luglio, a poco più di un anno dall’uscita sugli schermi brasiliani, e sempre in patria. Il mercato è libero

O animal sonhado > Aa. Vv.

O animal sonhado > Aa. Vv.

Sei gradi di concatenazione «Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita.» – Agostino, La città di Dio L’«inconscio

Hoje eu quero voltar sozinho (The Way He Looks) > Daniel Ribeiro

Hoje eu quero voltar sozinho (The Way He Looks) > Daniel Ribeiro

Leonardo e Giovana sono amici e compagni di classe in un liceo di San Paolo, in Brasile. Essendo lui non vedente dalla nascita, Giovana ha preso l’abitudine di accompagnarlo a casa – dagli apprensivi genitori – dopo le lezioni. L’arrivo in classe del nuovo compagno Gabriel, porterà piccoli sconvolgimenti nell’amicizia tra Giovana e Leonardo e grande turbamento nell’animo di quest’ultimo.

Eu não quero voltar sozinho > Daniel Ribeiro

Eu não quero voltar sozinho > Daniel Ribeiro

Eu não quero voltar sozinho, quarto cortometraggio di Daniel Ribeiro, si apre su uno sguardo rivolto al vuoto. È quello di Leo, cieco dalla nascita, che sta seguendo una lezione scrivendo su una tastiera Braille. Dietro di lui, Gabriel, nuovo arrivato a scuola, e a fianco l’amica Giovana, con cui ogni giorno condivide il percorso verso casa, un rito che

I cineasti Marginais: la parte “cinema” del Tropicalismo

I cineasti Marginais: la parte “cinema” del Tropicalismo

I cineasti Marginais: la parte “cinema” del Tropicalismo a cura di Leonardo Persia da Rapporto Confidenziale 37   Il Cinema Marginal brasiliano appare come un’onda tsunami nell’oceano delle vagues che, a partire dalla fine degli anni ’50 fino agli inizi dei ’70, inondano gli schermi del mondo, costituendo una nuova «internazionale» (Adriano Aprà) del cinema. Un’intera generazione di cineasti rebel

Câncer > Glauber Rocha

Câncer > Glauber Rocha

Câncer, il linguaggio nudo Câncer • Glauber Rocha • Brasile-Italia/1972 a cura di Leonardo Persia da Rapporto Confidenziale 39 | anteprima | compra   Câncer, testo chiave delle pratiche estreme cinematografiche degli anni ’60, nasce per caso, senza predeterminazione, in mezzo alle riprese di Antonio das Mortes (O dragão da maldade contra o santo guerriero), interrotto causa forza maggiore. Glauber

Tristi, allegri tropici: da Tropicália a Marginália

Tristi, allegri tropici: da Tropicália a Marginália a cura di Leonardo Persia da Rapporto Confidenziale 37 | anteprima | compra all’interno dello speciale Tropicália. Il movimento tropicalista al cinema vedi anche: Tropical Thunder – recensione del film Tropicália di Marcelo Machado   Alla fine dei ’60, non c’è manifestazione della cultura brasiliana (letteratura, canzone, moda), che non venga definita tropicalista.

Toni D’Angela about Fronteira Festival

In occasione dell’apertura della prima edizione di Fronteira – Festival Internacional do Filme Documentário e Experimental (30 agosto – 7 settembre 2014) a Goiânia, in Brasile (qui il programma completo – pdf), ho pensato di porre alcune domande a Toni D’Angela che, insieme ai direttori artistici Henrique Borela, Rafael Parrode e Marcela Borela ha dato vita a un festival incredibile