Tag 'Cannes'

The Square > Ruben Östlund

The Square > Ruben Östlund

Cannes 70 / Sélection officielle Un’installazione d’arte contemporanea: questa potrebbe essere la definizione per The Square, Palma d’oro al Festival di Cannes 2017, regia del feroce Ruben Östlund, già autore di un grandissimo lavoro come Forza Maggiore. Ed è proprio muovendo dalla considerazione che inquadra questo film come oggetto d’arte che si possono trarre alcune considerazioni di merito. Probabilmente non

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Cannes 70 / Sélection officielle Non è un caso se Sergei Loznitsa si è presentato a Cannes cinque volte nelle ultime otto edizioni, di cui tre in concorso. All’uscita della sala, dopo aver visto i fulminei 143 minuti di Krotkaya (titolo internazionale: A Gentle Creature), si ha la sensazione di aver partecipato a un’esperienza irripetibile, di aver assistito a qualcosa

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cannes 70 / Quinzaine des Réalisateurs Tra le note di regia sul pressbook di Cuori puri si può leggere «per scrivere il film ho condotto una ricerca sul campo, attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e documentarmi sulla realtà contemporanea delle comunità cristiane. La scrittura della sceneggiatura è ben presto diventata “esperienza”

120 battements par minute > Robin Campillo

120 battements par minute > Robin Campillo

Cannes 70 / Sélection officielle Che il cinema tornasse a parlare finalmente di AIDS, in un contesto come quello del Festival di Cannes, era necessario. Che lo facesse in un modo così graffiante e feroce, mantenendo alla base un’assoluta delicatezza dello sguardo, era difficile da auspicare. Eppure Robin Campillo porta a Cannes un lavoro eccezionale, che ha francamente lasciato il

Ma Loute > Bruno Dumont

Ma Loute > Bruno Dumont

Va bene tutto però dopo un po’ uno si annoia, si infastidisce. Ma Loute parte anche bene, per mezz’ora il film è piacevole e divertente in tutte le sue eccentricità; c’è la critica sociale, c’è uno sfondo politico (ma anche Grease è politico!), ci sono le solite derive umane di Bruno Dumont. Però poi hai la sensazione che il regista

Hrútar (Rams) > Grímur Hákonarson

Hrútar (Rams) > Grímur Hákonarson

Rams è un film che può tendere più di un tranello allo spettatore ingenuo. Uno su tutti il sottotitolo – tra lo scanzonato e il demenziale – pensato (probabilmente non a caso) per la distribuzione italiana, “Due fratelli e otto pecore”: non è una commedia, anche se il black humor non è assente. In seguito, l’esotismo verso l’Islanda, vero e

Jean-Luc Godard | KHAN KHANNE sélection naturelle 2014

Jean-Luc Godard ha sempre amato i messaggi criptici e l’assenza che si nota più della presenza. Quest’anno a Cannes con il suo Adieu au langage ha annullato all’ultimo minuto la sua partecipazione alla conferenza stampa. Per sdebitarsi con il presidente del festival (Gilles Jacob) e il direttore artistico (Thierry Fremaux) ha indirizzato a loro una videolettera in prima persona. Ne

Le meraviglie > Alice Rohrwacher

Il coraggio delle meraviglie a cura di Alessio Galbiati   «La natura ama nascondersi» – Eraclito   Disattendere. Lasciare per strada aspettative e preconcetti, scivolare oltre le ovvietà e l’affresco bucolico, oltre la natura più scontata e buonista, al di là del cinema furbo, delle inquadrature ammiccanti, oltre la facile bellezza delle grandi bellezze. Disseminare segni e frustrare ogni emozione.

ilcanediPavlov! | Cannes Classics

ilcanediPavlov! | Cannes Classics

Qual è il riflesso condizionato (o pavloviano) che ci scatta quando sentiamo la parola Cannes? Croisette! Dal 1939, con qualche interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale (robetta insomma), il bel mondo del cinema, della finanza e dell’evasione (fiscale) si da appuntamento a pochi chilometri dal paradiso fiscale monegasco per celebrare la settima arte e l’ego(mania). Un convegno al quale convergono

Ce n’est pas un film de cow-boys > Benjamin Parent

Nei gabinetti di un liceo francese, due coppie discutono su Brokeback Mountain di Ang Lee, visto in televisione la sera prima. Per Jessica, il film è occasione di spunto per interrogare con insolenza Nadia su suo padre, recentemente scopertosi gay. Malgrado Nadia appaia più che disponibile a parlare serenamente dell’argomento, Jessica appare totalmente priva di tatto nel non fare risparmio