Tag 'Francesco Munzi'

“Anime Nere” e “I nostri ragazzi” sono lo stesso film?

Anime Nere e I nostri ragazzi sono lo stesso film? Ad una visione superficiale e atematica, ma si può essere atematici in Italia?, non potrebbero sembrare due film più diversi ma analizzandoli e scomponendoli sono evidenti delle analogie indiscutibili. Sono due film diversi anche esteticamente, tutto interni I nostri ragazzi, molti esterni e molte scene di ampio respiro Anime Nere

Anime Nere > Francesco Munzi

Delineati con brevi tratti, quasi suggeriti più che esposti compiutamente, i meccanismi criminali dell’organizzazione sono messi in scena nella prima parte del film. La ‘Ndrangheta si rifornisce di cocaina da produttori sudamericani accordandosi nel porto di Amsterdam su di uno yacht, gestisce i propri affari a Milano dai piani alti dei nuovi grattacieli del quartiere Gioia/Garibaldi, vive in lussuosi appartamenti,

Roma // Nuovi italiani. Da migranti a cittadini

“Quando sei nato non puoi più nasconderti” Nuovi italiani. Da migranti a cittadini Parte prima “La realtà dello schermo”, Cinema Trevi, 21-29 gennaio 2012. Parte seconda “Lo schermo della realtà” Cinema Trevi, 14-19 febbraio 2012 Numerosi film italiani presentati all’ultima Mostra di Venezia hanno affrontato – quale che fosse il loro genere o la loro collocazione festivaliera – il tema

I migranti nel cinema italiano

  Sonia Cincinelli, I migranti nel cinema italiano Edizioni Kappa, Roma 2009 Pagine: 304 Isbn: 978-88-78909-74-8 Prefazione di Roberto Silvestri; postfazione di Fulvio Vassallo Paleologo.   L’attenzione rivolta nella produzione cinematografica italiana dei primi anni ’90 ai migranti registra una disparità agli approcci sul tema, la sua metabolizzazione da un lato e gli esiti di questo confronto dall’altro. In assenza

Il resto della notte > Francesco Munzi

da Rapporto Confidenziale 11 All’interno dello spaciale La romania vista dall’ItaliaLa romania vista dall’Italia   Silvana Boarin è la moglie di un ricco industriale bresciano che la trascura e tradisce, un giorno non trovando più un paio di orecchini particolarmente preziosi accusa la colf rumena, Marja (1), di averglieli rubati. La figlia allora prende le sue difese, accusando la madre