Tag 'Giappone'

Spettri virtuali. Il diradarsi dell’esistenza in “Kairo” di Kiyoshi Kurosawa

Spettri virtuali. Il diradarsi dell’esistenza in “Kairo” di Kiyoshi Kurosawa

« I program my home computer / Beam myself into the future. » Kraftwerk – Home Computer   «L’immergersi nei media elettronici significherà la fine dell’interazione faccia-a-faccia? E le tecnologie virtuali creeranno una generazione di introversi atomizzati e porteranno alla disintegrazione delle culture civili e collettive?» [Elaine L. Graham, Representations of the post/human. Monsters, aliens and others in popular culture,

Le origini del cinema di animazione del Sol Levante

Le origini del cinema di animazione del Sol Levante

(Toei Company, Ltd – © Toei Animation)     Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger   I Lungometraggi   «Se Walt Disney fosse nato negli anni ’70 avrebbe amato i cartoni giapponesi, proprio come i giapponesi amano i suoi» (Luca Raffaelli)   (Hakujaden – © Toei Animation)   Il primo lungometraggio a colori di

È possibile una nuova umanità? Biopoteri e biotecnologie del futuro in “Kyashan – La rinascita”

È possibile una nuova umanità? Biopoteri e biotecnologie del futuro in “Kyashan – La rinascita”

«Apparteniamo a un’epoca la cui civiltà rischia di andare in rovina ad opera dei mezzi della civiltà». Friedrich W. Nietzsche [1] «[Con Kyashan] Ho trovato parecchie difficoltà a non cadere in qualche categoria o genere prestabilito. È fantascienza, ma allo stesso tempo non lo è. È la storia di un supereroe, ma non è nemmeno quello. Fondamentalmente, per me, è

Okuribito (Departure) > Yojiro Takita

Daigo, violoncellista che ha appena perso il lavoro dopo lo scioglimento dell’orchestra, torna al suo paese natio nella vecchia casa di campagna presso Yamagata, insieme alla moglie Mika e, per sbarcare il lunario, va alla ricerca di un’occupazione. L’occasione gli si presenta grazie all’annuncio di Sasaki, il quale cerca chi lo possa aiutare in fantomatici viaggi. Daigo contatta subito il

Goodbye ’68 – La contestazione secondo Koji Wakamatsu

Goodbye ’68 – La contestazione secondo Koji Wakamatsu articolo di Leonardo Persia Impossibile prescindere dall’ideale tetralogia contro-sessantottesca di Koji Wakamatsu. Violenza senza causa (Gendai sei hanzai zekkyo hen: riyu naki boko), Storia di amanti moderni: la stagione del terrore (Gendai kosyokuden: teroru no kisetsu) (del 1969), Sex Jack (Seizoku) e Shinjuku Mad (Shinjuku maddo) (del 1970). Tutti e quattro costituiscono,

RaiTre // Il cinema di Koji Wakamatsu | Fuori Orario 8-9 giugno 2012

Venerdì 8 e sabato 9 giugno 2012 Fuori orario, il mitologico programma di RaiTre che ogni cinefilo conosce ed al quale tutti dobbiamo l’edificazione della nostra paranoia, rende omaggio a Koji Wakamatsu, uno dei Maestri del cinema giapponese, proponendo tre sue pellicole, due delle quali in prima visione tv, praticamente inedite in Italia e tutte legate al tema della guerra.

Kurutta ippeji (Una pagina di follia) > Teinosuke Kinugasa

Kurutta ippeiji (Una pagina di follia) regia di Kinugasa Teinosuke (Giappone/1926) recensione a cura di Giampiero Raganelli Capolavoro misconosciuto del muto, questo film giapponese d’avanguardia, del 1926, nasce dalla convergenza di alcune personalità artistiche di grande rilievo dell’epoca. La prima è quella del regista Kinugasa Teinosuke (1896–1982), con un passato da attore di teatro shinpa – corrente teatrale nata a

Kokuriko-zaka kara > Goro Miyazaki

texte Francais en bas Dopo “Gedo senki” (“I racconti di Terramare”, 2006), un’opera prima piuttosto deludente, Goro Miyazaki ci riprova. Il talento visivo di Miyazaki padre resta lontano, ma d’altro canto eguagliarlo è un compito improbo per chiunque. Ma, abbandonate le atmosfere fantasy del primo film, forse il regista trova un terreno a lui più congeniale in questa piccola storia