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Milano // Ingmar Bergman restaurato (23 gennaio – 6 febbraio)

INGMAR BERGMAN RESTAURATO IN ALTA DEFINIZIONE Rassegna dal 23 Gennaio al 06 Febbraio @ Spazio Oberdan – Cineteca Italiana Viale Vittorio Veneto 2, angolo piazza Oberdan – MILANO Un omaggio a Ingmar Bergman reso possibile da un’importante operazione editoriale promossa dalla casa di produzione e distribuzione BIM. Prodotta dalla stessa BIM e da QMedia, e distribuita in home video da

Ansiktet (Il volto) > Ingmar Bergman

Ansiktet (Il volto) Regia di Ingmar Bergman recensione a cura di Leonardo Persia «Tutti i Cretesi sono mentitori» Epimenide (cretese) Una carrozza attraversa un luogo incantato, gli alberi altissimi, trafitti dai raggi del sole, dove un corvo attesta «i livelli di iniziazione» (cfr. Jung), dalla fase nigredo a quella albedo. Il film inizia e prosegue cupo, il finale è allegro

Nära livet (Alle soglie della vita) > Ingmar Bergman

Nära livet (Alle soglie della vita) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1958) recensione a cura di Leonardo Persia   Un film di Bergman che riduce al minimo plot, attori e scenario. Amplificati i silenzi tra un dialogo e l’altro; ristretti i piani, limitati quasi esclusivamente al volto umano; tolta la musica; pittati di bianco gli sfondi vuoti. Gli spazi rivelano così

Smultronstället (Il posto delle fragole) > Ingmar Bergman

Block e Borg, nomi che evocano l’isolamento il primo, la fortezza il secondo. Il cavaliere Antonius Block de Il settimo sigillo, tornando dalle Crociate con la sensazione di aver sprecato l’esistenza, incontrava, letteralmente, la Morte, che l’uomo sfidava a scacchi per ritardare la fine e dare nel frattempo un senso alla sua vita giunta ormai al termine. Ne Il posto

Det sjunde inseglet (Il settimo sigillo) > Ingmar Bergman

Di ritorno dalle crociate, come dieci anni prima il marinaio de La terra del desiderio tornava dall’India, il cavaliere Antonius Block (Max von Sydow) estende e approfondisce in senso metafisico la tematica bergmaniana, intingendola del clima disilluso degli anni ’50 pronto a fare il salto verso l’incandescente decennio successivo. Il settimo sigillo inventa un Medioevo alle soglie dell’apocalisse, atomico ed

Sommarnattens leende (Sorrisi di una notte d’estate) > Ingmar Bergman

Un quadro-cammeo di Cupido incastonato nei titoli di testa pone la continuità con la precedente commedia bergmaniana, chiusa sull’immagine del dio bambino che suggellava la riconciliazione di una coppia in crisi. Anche questa è una lezione d’amore, dove l’immagine del sentimento amoroso si estende con grazia cinica, di stile settecentesco, all’intero concetto di esistenza: caotica, capricciosa, imprevedibile, seria e faceta.

Kvinnodröm (Sogni di donna) > Ingmar Bergman

Sogni di donna è strutturato a specchio. Le storie parallele di Susanne (Eva Dahlbek) e Doris (Harriet Andersson), titolare e dipendente di un’agenzia fotografica di moda, in viaggio verso Gothenburg, la prima rincorrendo, la seconda fuggendo, un uomo, si riflettono l’una con l’altra, sono la concretizzazione del viaggio/ritorno bergmaniano: contatto con la gioia/dolore, falso movimento il cui approdo è la

En lektion i kärlek (Lezione d’amore) > Ingmar Bergman

Si apre (e si chiude) sull’immagine di un carillon che rappresenta una donna contesa tra due uomini questa “commedia per adulti” di Ingmar Bergman. La sua prima, legata a modelli sofisticati e screwball americani, con i due protagonisti del terzo episodio comico di Donne in attesa. Si dà subito l’avvertimento che “poteva essere una tragedia, ma tutto si risolse in

Gycklarnas afton (Una vampata d’amore) > Ingmar Bergman

Gycklarnas afton (Una vampata d’amore) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1953) recensione a cura di Leonardo Persia In Una vampata d’amore sono di nuovo prese in considerazione le due possibilità contrapposte che sottendevano alla struttura trinaria di Donne in attesa, affinché potesse divenire quaternaria: la rinuncia e la stasi (della donna più anziana), oppure la fuga e la risoluzione (di quella

Kvinnors väntan (Donne in attesa) > Ingmar Bergman

Kvinnors väntan (Donne in attesa) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1952) recensione a cura di Leonardo Persia Un film a episodi: tre come le tre donne del quadro dei titoli. Eppure sono quattro le donne che, in attesa dei propri mariti, quattro fratelli, in una casa in riva al lago, decidono d’ingannare il tempo raccontandosi a vicenda un episodio con il