Tag 'Lorenzo Livraghi'

Stalker > Andrej Tarkovskij

Stalker > Andrej Tarkovskij

«Per quanto riguarda Dio, la mia posizione non è molto differente da quella dei miei contemporanei che escludono lo sviluppo di un qualcosa nell’uomo capace di sentire Dio. […] Se si assimila Dio all’assoluto, allora potremmo avere una conversazione filosofica abbastanza lunga, ma io non posseggo quel qualcosa, quell’organo per sentire Dio. Mi piace parlare dei problemi dell’assoluto in senso

Milano // Wong Kar-wai in 8 film allo Spazio Oberdan

Wong Kar-wai (Shangai, 1958) si è ormai affermato come uno dei registi asiatici più interessanti sul piano internazionale, grazie al riconoscimento unanime del valore del suo cinema da parte della critica, dopo che Happy toghether, nel 1997, vinse il premio per la migliore regia al festival di Cannes. La sua opera porta alla massima espressione la tendenza autoriale nata negli

La vie d’Adèle > Abdellatif Kechiche

«Non saprei dire quanto mi piacciono i primi piani americani. Netti. Improvvisamente lo schermo mostra un volto e il dramma, in un faccia a faccia, mi dà del tu e cresce con un’intensità inaspettata. Ipnosi. Adesso la Tragedia è anatomica. Il fondale del quinto atto è questo angolo di guancia squarciato di netto da un sorriso. L’attesa di un epilogo

Frances Ha > Noah Baumbach

Frances Ha è un film che realizza un’estetica della levitas, vocabolo latino che in sé racchiude tutte le sfumature di significato che spaziano da “leggerezza” a “inconsistenza”, “volubilità”. La protagonista, ventisettenne newyorkese ancora adolescente, incarna alla perfezione queste qualità caratteriali, che si riflettono nella sua eccentricità, rispetto al contesto sociale che la circonda. Si può parlare di eccentricità, e non

Ikiru (Vivere) > Akira Kurosawa

Fiumi di pagine potrebbero essere scritti su un’opera che ha l’ambizione di portare alla luce, con la stessa profondità d’indagine dei più grandi autori della tradizione del romanzo russo, il senso più autentico dell’umanità (ossia di ciò che è costitutivo dell’uomo in quanto tale), che in ogni momento si scontra con la vuotezza di un’esistenza quotidiana sempre uguale a sé