Tag 'Mathieu Kassovitz'

Assassin(s) > Mathieu Kassovitz

ASSASSIN(S) L’insostenibile “leggerezza” della violenza recensione a cura di Fabrizio Fogliato   Assassin(s) è del 1997 ed è un film incompreso e sottovalutato forse anche per il fatto che, dopo L’odio (1995), ci si aspettava qualcosa di simile dal cineasta d’oltralpe. Ma Kassovitz è un battitore libero che con cinismo e autolesionismo vuole continuamente spiazzare il suo pubblico. Così rielabora

Babylon A.D. > Mathieu Kassovitz

MATHIEU KASSOVITZ’S BABYLON A.D. Tra New Age e catastrofismo, un eccezionale kolossal mancato. L’ennesimo salto nel vuoto di un regista alla perenne ricerca di una identità di Fabrizio Fogliato Il cinema di Mathieu Kassovitz è fatto di passaggi sonori, di violenti spasmi cinematografici, percorso costantemente da una mobilità tentacolare della macchina da presa. Da sempre gli si rimprovera di mettere

Rapporto Confidenziale – numero38 (marzo/aprile 2013)

Stream of consciousness Rapporto Confidenziale numero 38 • marzo/aprile 2013 ISSN: 2235-1329 COMPRA IL NUMERO ANTEPRIMA/ESTRATTO 4,00€ : pdf + ePub / 2,00€ : ePub DA GIUGNO 2016 DOWNLOAD GRATUITO DOWNLOAD PDF DOWNLOAD EPUB/ZIP EDITORIALE 38 di Alessio Galbiati Stream of consciousness Riuscire a dare una forma al flusso dei pensieri che fra loro si intersecano è un’impresa faticosa, ancor più

Les rivières pourpres (I fiumi di porpora) > Mathieu Kassovitz

La personale “dichiarazione di guerra” di Kassovitz ad Hollywood, ovvero come farsi assumere nella più grande industria dello spettacolo Les rivières pourpres (I fiumi di porpora, 2000) è un viaggio, un viaggio “doppio” come si conviene ad un thriller, in cui l’assassino c’è ma non si vede, è perennemente inquadrato ma non appare, si manifesta nelle forme e nei modi più

La haine > Mathieu Kassovitz

La haine > Mathieu Kassovitz

Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene… Mathieu Kassovitz è uno dei “misteri” cinematografici più interessanti del cinema di fine millennio. Passato da autore innovativo e geniale, nel giro di un paio di film, a mero artigiano esecutore tecnicamente ineccepibile di storie su commissione allineate alla più trita estetica narrativa mainstream. Osannato

Louise-Michel > Gustave de Kervern, Benoît Delépine

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero22 (febbraio 2010), pag. 47   «Maintenant que nous savons Que les riches sont des larrons, Si notre père, notre mère N’en peuvent purger la terre, Nous, quand nous aurons grandi, Nous en ferons du hachis» Louise Michel | 1830-1905   Louise-Michel regia: Gustave de Kervern, Benoît Delépine (Francia/2008) recensione a cura di Roberto Rippa