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Intervista a Pablo Larraín

Intervista a Pablo Larraín

Lo inseguo da oltre un anno ormai, da quando vidi per la prima volta NO, un film formidabile, come del resto tutti quelli diretti dal cileno Pablo Larraín (Santiago del Cile, 1976): uno degli autori cinematografici più solidi e straordinari del cinema contemporaneo. È difficile parlare con lui perché ogni giorno è al lavoro su un qualche progetto (serie TV,

No > Pablo Larraín

NO Ovvero come sedurre con due lettere NO o SÌ? Beh, il no pare più antipatico, in quasi tutte le occasioni: il no nega, è una chiusura, non apre verso gli altri, il no forse è più noioso, il no ingrigisce mentre il sì è vitale, pieno di colore, calore, è come abbracciare il mondo, urlare si alla vita, all’amore.

Post mortem > Pablo Larraín

Cile 1973. Un cingolato avanza lungo una strada. Un uomo, Mario Cornejo (Alfredo Castro) guarda fuori dalla finestra della sua abitazione. Esce e bagna il giardino. Una donna entra nella casa antistante. Mario paga il biglietto ed entra in un locale di cabaret della periferia di Santiago. Sul palco si esibiscono prima un comico e poi un corpo di ballo