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speciale INGMAR BERGMAN

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«…i (miei) film erano spesso concepiti nelle viscere dell’anima, nel cuore, nel cervello, nei nervi, nell’organo sessuale e persino nelle budella. Di là li aveva tirati fuori un piacere senza nome. Un altro piacere, che si può chiamare ‘gioia dell’artigiano’, li aveva manifestati al mondo dello spirito.» Ingmar Bergman   Leonardo Persia sul cinema di Ingmar Bergman 1946 • Kris

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Fängelse (Prigione) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1949) recensione a cura di Leonardo Persia Un film sul diavolo e, come il diavolo, polimorfo. Realismo, surrealismo, cinema nel cinema, cinema inchiesta, cinema filosofico. Bergman affronta i temi e i linguaggi e li confonde, li trascende e li vanifica. E’ proprio del demonio (“un simbolo, un’allegoria”) il non essere, la trasformazione continua, contrapposta