Tag 'Rai Cinema'

Fai bei sogni > Marco Bellocchio

Fai bei sogni > Marco Bellocchio

Se si dovesse entrare in sala senza sapere che si tratta di un film di Bellocchio, lo si capirebbe dopo i primi cinque minuti. Una figura femminile/materna che scompare e che è sempre presente come un fantasma demoniaco, alimentando le tensioni e le ossessioni di un uomo che viene privato dell’affetto più ancestrale. Suore che irrompono nell’inquadratura, rimanendone ai margini,

Io, Arlecchino > Matteo Bini, Giorgio Pasotti

Io, Arlecchino > Matteo Bini, Giorgio Pasotti

Che Giorgio Pasotti fosse un attore bravo a interpretare il ruolo del figlio coscienzioso, lo avevamo già intuito un bel po’ di tempo fa vedendo L’aria salata, di Alessandro Angelini (2006). Il padre era un bravissimo Giorgio Colangeli, galeotto, che cercava di ricostruire un rapporto col figlio dopo tanti anni passati in prigione (consiglio vivamente il film!). Qui oltre a

Anime Nere > Francesco Munzi

Delineati con brevi tratti, quasi suggeriti più che esposti compiutamente, i meccanismi criminali dell’organizzazione sono messi in scena nella prima parte del film. La ‘Ndrangheta si rifornisce di cocaina da produttori sudamericani accordandosi nel porto di Amsterdam su di uno yacht, gestisce i propri affari a Milano dai piani alti dei nuovi grattacieli del quartiere Gioia/Garibaldi, vive in lussuosi appartamenti,

La variabile umana > Bruno Oliviero

La variabile sceneggiatura di Alessio Galbiati Non funziona l’esordio al lungometraggio di finzione di Bruno Oliviero (nelle sale italiane dal 29 agosto dopo l’anteprima – fuori concorso – in Piazza Grande a Locarno 66). Non va proprio perché poggiato su una sceneggiatura (firmata da Valentina Cicogna, Doriana Leondeff e dallo stesso Oliviero), spiace dirlo, fragile e inconsistente. Eppure il film,

L’arrivo di Wang > Manetti bros.

L’arrivo di Wang regia: Antonio e Marco Manetti (Manetti bros.) (Italia/2011) recensione a cura di Alessio Galbiati Tornano gli alieni nel cinema italiano. Nel film dei fratelli Manetti, in L’ultimo terrestre di Gianni Gipi Pacinotti, ma pure ne La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli, alieni molto diversi fra loro, ma accomunati da una vicinanza iconografica che richiama alla

L’uomo che verrà > Giorgio Diritti

Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero29 (novembre 2010), pag.28-29 L’uomo che verrà un film di Giorgio Diritti (Italia/2009) articolo di Luciano Orlandini La storia è spesso un’utile costruzione a posteriori non percepibile ‘in fieri’. In altri termini, se si vuole rendere il senso profondo della storia, la sua “poesia”, bisogna rilevarne l’apparente inconsistenza per la cultura